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ABBAZIA DI LUCEDIO
la storia - visita guidata - il restauro
Il marchese Ranieri del Monferrato, della dinastia degli Aleramici, agli inizi del XII secolo donò una vasta porzione dei territori di sua proprietà ad un gruppo di monaci cistercensi provenienti dalla Francia. Essi si insediarono nei pressi dell'antica Silva de Loceio, un'ampia area della foresta planiziale che ricoprì per secoli la pianura vercellese, ed ivi fondarono nel 1123 l'omonima abbazia dedicata a Santa Maria, filiazione del monastero di La Fertè in Borgogna. La nuova fondazione sorse sui terreni che nell'Alto Medioevo appartennero alla corte Auriola: il vasto feudo che l'imperatore carolingio Lotario diede in dono alla signoria fondiaria degli Aleramici, nel X secolo, e che oggi coincide con il territorio compreso tra i Comuni di Trino Vercellese, Fontanetto Po e Livorno Ferraris. I primi monaci, non limitandosi alla cura spirituale dell'anima, iniziarono una capillare opera di disboscamento della vicina foresta e di bonifica dei terreni paludosi circostanti l'abbazia, per poterli mettere a coltura. La tradizione attribuisce ai monaci cistercensi di Lucedio il merito di aver introdotto e diffuso, nel Quattrocento, la coltura del riso nel Trinese e in tutto il Vercellese. Ma quali erano le coltivazioni inizialmente introdotte a Lucedio nel Medioevo? Prati irrigati e campi seminati a grano, orzo, segale e panico; altri campi erano poi coltivati in alternanza a canapa, lino e sorgo. I Cistercensi di La Fertè seppero sfruttare al massimo il territorio loro donato: dissodarono i ricchi fontanili e il gerbido e incanalarono i corsi d'acqua.
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COMITATO PER LO STUDIO E LA VALORIZZAZIONE DELL'ABBAZIA E DELLE GRANGE DI LUCEDIO

Nel marzo 2006 si è costituito il "Comitato per lo Studio e la Valorizzazione dell'Abbazia e delle Grange di Lucedio" presieduto da Marco Fra, vicepresidente della Provincia di Vercelli, diretto e coordinato dall'architetto Giorgio Gaietta, dirigente della Provincia di Vercelli e responsabile del Progetto, e costituito da Paolo Salvadori di Wiesenhoff, proprietà abbaziale del Principato di Lucedio, don Gianluca Gonzino, Arcidiocesi di Vercelli, Gisella Cantino Wataghin, Università degli Studi del Piemonte Orientale "Amedeo Avogadro", Riccardo Nelva, Politecnico di Torino - II Facoltà di Ingegneria di Vercelli, Francesco Pernice e Gianni Bergadano, Soprintendenza per i Beni Architettonici ed il Paesaggio del Piemonte, Carla Enrica Spantigati e Massimiliano Caldera, Soprintendenza per il Patrimonio Storico, Artistico ed Etnoantropologico del Piemonte, Marina Sapelli Ragni e Filippo M. Gambari, Soprintendenza per i Beni Archeologici del Piemonte e del Museo Antichità Egizie.
Finalità del Comitato quelle di individuare, favorire e promuovere le linee più opportune di intervento per lo studio, il recupero, la conservazione e la valorizzazione del complesso abbaziale nel suo insieme e del sistema delle grange ad esso afferente, anche tramite il coinvolgimento delle forze culturali, istituzionali, economiche e sociali, interessate e necessarie.
Tra le finalità del Comitato anche la promozione e la divulgazione delle ricerche storico-artistico-archeologiche effettuate o in essere sulla chiesa parrocchiale di Santa Maria nonché sull'intero complesso abbaziale, attraverso la pubblicazione di quaderni scientifici, il primo dei quali, sotto il titolo Gli edifici dell'abbazia di Lucedio nella documentazione scritta e cartografica (secoli XII-inizi XX) a firma di Eleonora Destefanis è uscito in parallelo a questa guida.







ABBAZIA DI LUCEDIO

editore SAN GIORGIO
edizione 2007
pagine 24
formato 13x21,5
punto metallico
tempo medio evasione ordine
5 giorni

4.00 €
4 €

ISBN : 978-88-7679-059-1
EAN : 9788876790591

 
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