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ABITARE MOLTO IN ALTO
La Alpi e l'Architettura
Questo non è un libro di architettura, è anche un libro di architettura.
È un libro per capire se quello che è stato disegnato ed edificato sulle nostre Alpi può rappresentare per il futuro un nuovo modo di vivere e abitare la montagna.
La montagna che incantava diventò nel secolo scorso il luogo dove la tradizione era considerata quale memoria della modernità; tutto ciò ha prodotto il paesaggio alpino, un grande spazio in cui era obbligatorio conservare per non tradire, costruire per ricordare, in modo da poter avere l'illusione di rivivere le modalità e le abitudini costruttive e abitative del vecchio montanaro. Un luogo dove il pittoresco era necessario per illuderci di essere ancora quelli di una volta.
La montagna quale unico sito dove la ventata di modernità, arrivata dalla città con propri mezzi, modalità e abitudini, si poteva contrastare solo con l'opposizione dell'unica immagine delle Alpi che il cittadino poteva comprendere e voleva vedere.
Un'immagine della montagna, impervia, difficile, pericolosa ma al tempo stesso soave e conciliante, rappresentata nell'unico modo possibile, una montagna da cui nasceranno tante piccole architetture ma non una unica architettura; progetti ed edifici che caratterizzeranno una breve quanto intensa stagione in cui nascerà l'ambigua modernità odierna, costellata da fatti architettonici - a volte anche di qualità - ma inseriti in un pessimo collage.


La montagna è il luogo per imparare.
La montagna è il luogo per imparare a vivere.
La montagna ci ha insegnato un nuovo modo di abitare. È il luogo del vivere, dell'abitare per vivere.
È il luogo dove si arriva quando si scappa dalla città; al mare si va per divertirsi e per non pensare, mentre in montagna ci si reca per vivere, magari per pochi giorni, in un mondo separato, quel mondo che ha fatto comodo immaginare sempre diverso dal nostro quotidiano, da percepire sempre come pulito, calmo, etereo, eterno.
La montagna è un'immagine espressa dalla memoria del cittadino e soprattutto dalla fatica del montanaro che trovava nella casa l'unico posto pianeggiante del proprio ambiente, contraddistinto da salite, viottoli, rupi, orridi, pareti di roccia coperte di ghiaccio, la casa come il posto dove ritrovare il proprio personale concetto di ospitalità. Quando immaginiamo una visione montana ci raffiguriamo paesaggi alpini intonsi, fiabeschi, infantili, dove case e persone si fondono in una liquida e vergine sostanza ricavata dalla fusione tra cielo, roccia e terra; di certo non ci vengono in mente apparati tecnologici e tanto meno impianti, strade e infrastrutture.
È l'immagine di una montagna che ancora oggi replichiamo nel nostro schermo mentale, quale entità immutata e non modificabile; forse i monti e le Alpi in particolare, che poi rappresentano l'unica montagna per noi possibile e vivibile come tale, sono oggi un luogo fatto di sole immagini.
Sicuramente non pensiamo all'architettura quale parte di un palinsesto mentale tecnologico, ma riproduciamo nella mente l'immaginario alpino attraverso una composizione di proiezioni naturali o quasi che tendono indubbiamente a richiamare ogni volta panorami innevati, casette con il tetto a due falde o simpatiche boules de neige contenenti miniature di vecchi scarponi immersi in un'acqua stantia che pare rappresentare la fissità stessa della montagna romantica e incantata. Ma è bene lasciarci alle spalle alcuni equivoci di fondo: l'immagine dei monti romanzati, fatati o che incantano, può solo tornare a farsi viva nelle nostre visioni mentali, nelle vecchie stampe, nelle cartoline illustrate dove i paesi erano rappresentati nella loro rasserenante configurazione storica o al massimo in qualche sbiadita
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SOMMARIO

INTRODUZIONE

CAPITOLO I
UNA STORIA DELL'ARCHITETTURA ALPINA: INDUSTRIA, TURISMO E OCCASIONI MANCATE
L'invenzione dell'architettura alpina
La nuova architettura alpina: piani urbanistici e piani visionari (dalle ville padronali alle Case del Fascio alpine)
L'acqua non costa niente: l'industria del carbone bianco nelle vallate alpine
Fulmini e saette costruite: architettura ed elettricità
Le infrastrutture: strade ferrate e nuovi percorsi stradali

CAPITOLO II
LE ALPI FUTURIBILI DEL PASSATO
Futurismo e Alpi: le montagne incantate?
Montagna e salute
La montagna vinta
La montagna persa (ruderi nel vento)
La montagna come rifugio

CAPITOLO III
ARCHITETTURA, ALPI, CITTÀ E MONTAGNA
La nuova società alpina costruisce
Il rapporto privilegiato tra l'architetto e la montagna
Un ambiente fuori e dentro casa
Per un diverso paesaggio alpino: architettura e montagna
Città alpine: esistono veramente?

CAPITOLO IV
NUOVI SCENARI ALPINI
Turismo quale generatore di nuova residenza nella geografia montana
Architettura e montagna oggi: il caso italiano
Austria: il laboratorio del Vorarlberg e il caso MPreis
Svizzera, tra modernità e tradizione:
Peter Zumthor e Gion A. Caminada
La ricomposizione di un paesaggio alpino
Il futuro abitante alpino

BIBLIOGRAFIA




Luciano Bolzoni

ABITARE MOLTO IN ALTO

editore PRIULI & VERLUCCA
edizione 2009
pagine 208
formato 14x21,5
cartonato con sovracoperta plastificata a colori
tempo medio evasione ordine
ESAURITO

14.50 €
14.5 €

ISBN : 978-88-8068-460-2
EAN : 9788880684602

 
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