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Alcune proposte
AFTERWARDS DOPO LA CATASTROFE
Ferite, tracce, emozioni colte dall'obbiettivo di grandi fotografi
31 GRANDI FOTOGRAFI SVELANO GLI ASPETTI PIÙ PROFONDI CHE SI CELANO DIETRO OGNI TRAGEDIA, QUELLI CHE RESTANO IMPRESSI NEGLI OCCHI DI CHI VI ASSISTE E DI CHI SOPRAVVIVE.
ATTRAVERSO GLI SCATTI D'AUTORE, SFOGLIANDO LE PAGINE DI QUESTO VOLUME POSSIAMO RIVIVERE CATASTROFI E DRAMMI COME L'11 SETTEMBRE O IL GENOCIDIO IN RUANDA, GUARDARE IN FACCIA
I SOPRAVVISSUTI DELL'OLOCAUSTO, SENTIRE IL FRAGORE DELLE BOMBE SU HIROSHIMA, PERCHÉ TORNARE A DISTANZA DI TEMPO SUI LUOGHI DEI GRANDI DISASTRI RIAPRE FERITE
E PROVOCA SENSAZIONI CHE CI RACCONTANO QUEL CHE È STATO E NON C'È PIÙ, MA AL TEMPO STESSO PERMETTE DI DARE UN SENSO AL DOLORE E DI TESTIMONIARE IL CORAGGIO DI CONTINUARE A VIVERE.
Introduzione
NATHALIE HERSCHDORFER

«Sappiamo che cosa succede ogni giorno in giro per il mondo... le descrizioni fornite
dai giornalisti dei quotidiani mettono sotto gli occhi dei lettori tutti coloro che soffrono sui campi di battaglia, le cui grida riecheggiano nelle orecchie di noi tutti.»

Gustave Moynier (Presidente del Comitato Internazionale della Croce Rossa), 1899

Dichiarare di sapere che cosa stia accadendo «ogni giorno in giro per il mondo» può sembrare un'esagerazione, specialmente se detto nel 1899. Anche dopo più di un secolo, è impossibile conoscere tutte le sofferenze che vengono inflitte in ogni parte del mondo. Tuttavia, è vero che «fare da spettatore a calamità che accadono in un altro Paese è un'esperienza intrinsecamente moderna», come afferma Susan Sontag nel suo saggio Davanti al dolore degli altri (2004). Non è una coincidenza che le primissime generazioni di fotografi fossero presenti sui campi di battaglia.
Siamo soggetti a un flusso costante di immagini che ci raggiungono attraverso Internet, la televisione e i giornali. Ma, in un'era di sovraccarico di informazioni, un'immagine fissa sa ancora essere molto potente. Una fotografia fornisce la possibilità di comprenderne rapidamente il soggetto e di archiviarlo nella memoria. Ciascuno di noi ha un proprio bagaglio fatto di centinaia di immagini fotografiche. Pensate alle pile di corpi ad Auschwitz, o all'immagine di Robert Capa che ritrae un soldato repubblicano colpito da un proiettile durante la Guerra civile spagnola. Si tratta di immagini scioccanti: afferrano la nostra attenzione e rimangono impresse dentro di noi.
Fin dalle sue origini, la fotografia ha trovato la propria vocazione nel comunicare il mondo che ci circonda. Il fotogiornalista si lancia nel cuore dell'azione, alla ricerca di velocità, spettacolo e impatto. Tutta la tensione di un'intera situazione deve essere concentrata in un singolo fotogramma. Ma vi sono fotografi che non sono d'accordo con un approccio di questo tipo, e si discostano dal flusso continuo di immagini in tempo reale per coltivare una certa distanza, tale da permettere loro di liberarsi dalle ingombranti catene delle convenzioni fotogiornalistiche, sempre alla ricerca di immagini sensazionalistiche. La loro visione, del tutto diversa dallo stile iconografico che domina i media oggigiorno, è mossa da altri scopi.
Afterwards vuole provare a fornire una panoramica delle forme contemporanee di reportage fotografico e del ruolo controverso dell'immagine come documento, testimone oculare e traccia tangibile. Le opere che presentiamo qui mostrano un approccio diverso alla tradizione documentaria, più misurato, innovativo e ambivalente. Sono immagini "fuori sincrono'', che esistono in parallelo rispetto ai media tradizionali. Questi artisti non hanno cercato di raggiungere l'occhio del ciclone, ma hanno voluto documentarne gli impatti partendo dai resti e dalle rovine che esso ha lasciato. E, facendo questo, hanno mosso una critica alla loro stessa professione e al modo più diffuso di intenderla, strettamente legata alla nostra moderna fissazione verso l'immediatezza.
Ma è davvero possibile comunicare eventi che sono avvenuti prima che la foto venisse scattata? La gamma di soggetti disponibili è piuttosto ampia: viaggi attraverso zone della morte, campi di addestramento militari o città devastate dagli uragani; incontri con persone che si sono viste scacciare dalla propria casa; i volti dei soldati appena tornati dalla battaglia, o dei rifugiati costretti a lasciare la propria patria; le famiglie dei desaparecidos. Questi fotografi ci invitano a riflettere sulle modalità con cui la guerra, la sofferenza umana e i disastri naturali lasciano il proprio segno sulle persone e sul territorio. I volti e i corpi possono davvero rivelare il dolore che hanno dovuto sopportare? Un luogo apparentemente pacifico e insignificante può evocare l'esperienza dell'orrore e della morte? È vero che le cicatrici della storia lasciano il proprio marchio indelebile sui paesaggi?
Nonostante siano in un certo senso "pre-registrate", le immagini raccolte in questo libro ci raccontano "qualcosa" dei problemi che affliggono il nostro pianeta e delle persone colpite da eventi dolorosi. Dopo i fatti, rimangono le cicatrici, i segni e le conseguenze, e queste immagini ci parlano di sofferenza, malattia, dolore e ferite. Oggigiorno abbiamo una quantità enorme di immagini a disposizione, che non potranno mai coprire ogni aspetto della realtà che descrivono, ma svolgono tuttavia un'importantissima funzione: senza dover necessariamente sfociare nella spettacolarizzazione, una fotografia è davvero in grado di trasmettere il dolore. Queste immagini dovrebbero invitarci a riflettere, a fare attenzione, a pensare alla sofferenza che esse catturano; dovremmo permettere loro, e ai soggetti importanti, traumatici e orripilanti che riproducono, di tormentarci e smuoverci. Una fotografia, aldilà di ciò che rappresenta, possiede la capacità di evocare reazioni e associazioni di idee in chi la guarda. Osservarla significa anche assimilarne la storia, la cultura e le emozioni a essa relative, riviverle e farle proprie.
[..]




Nathalie Herschdorfer

AFTERWARDS - DOPO LA CATASTROFE

editore GRIBAUDO
edizione 2011
pagine 192
formato 29x25
cartonato con sovracoperta colori
tempo medio evasione ordine
2 giorni

40.00 €
40 €

ISBN : 978-88-580-0417-3
EAN : 9788858004173

 
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