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Alcune proposte

LE GRANDI ALPI NELLA CARTOGRAFIA 1482-1885
volume II. Monviso- Piccolo San Bernardo- Gran San Bernardo
Monte Bianco- Cervino- Monte Rosa e i Walser- Gran Paradiso

Nuova edizione in due volumi, riveduta e ampliata dell'edizione del 1974. Volumi di grande formato stampati su carta patinata opaca di pregio con le sofisticate moderne riproduzioni a scansione elettronica, cartonati con sovraccoperta a colori plastificata, inseriti in prestigioso cofanetto di fattura manuale.
I due volumi: più di settecento pagine con più di settecento riproduzioni a colori e in bianco e nero (secondo l'originale) e di grande formato.



VOLUME 2
NOVITA' DICEMBRE 2007


VOLUME 1
NOVITA' NOVEMBRE 2005



Questo secondo volume affronta la tematica della cartografa specialistica delle Alpi, prendendo in considerazione lo studio settoriale dei grandi massicci dal Monviso al Monte Rosa.
Per il Monviso, elemento cartografico caratteristico è il «Buco di Viso», primo traforo delle Alpi, terminato nel 1480. Questa galleria è raffigurata con immagini suggestive che ne fanno un unicum nella storia cartografica delle Alpi.
Per i colli del Piccolo e del Gran San Bernardo, la cartografia dimostra come la loro importanza commerciale sia stata condizionata dagli eventi storici e documenta come i grandi colli lombardi – Sempione e Gottardo – abbiano spostato, a partire dal 1300, l’asse dei transiti per il Nord-Europa verso est, sminuendo l’importanza dei due colli storici valdostani.
Il Monte Bianco ha una storia cartografica singolare in quanto, privo di colli importanti, viene individuato tardivamente dai cartografi con il nome attuale alla fine del 1700, mentre nel periodo successivo la sua presenza sulle carte è sempre più frequente.
Per il Cervino si ripete la storia del Monte Bianco: dimenticato inizialmente dalla cartografia e confuso con il Monte Rosa o con il Colle del Teodulo, con il generico nome di Mons Silvius, solo all’inizio del 1700 venne scoperto dai cartografi che lo individuarono sulle mappe dandogli il nome attuale.
Il Monte Rosa, dal punto di vista della cartografia storica, è forse il massiccio più interessante in quanto, sin dal Medioevo fu attraversato da numerosi itinerari che permettevano alle popolazioni del versante nord di comunicare facilmente con il versante sud. È il periodo delle migrazioni walser nelle valli a sud del Monte Rosa di cui la cartografia dà un’interessante testimonianza.
Il gruppo del Gran Paradiso è stato il «gran dimenticato» dalla cartografia storica in quanto non era attraversato da importanti vie commerciali, non aveva importanza militare e confini internazionali e non rappresentava una zona interessante se non per la segnalazione delle miniere di ferro di Cogne. Il nome Gran Paradiso apparirà solo nel 1825 su una carta piemontese.
Questo volume termina con l’elenco delle carte consultate (500) con le relative riproduzioni suddivise per nazioni e per gruppi montuosi. Questa catalogazione settoriale, che comprende anche alcune carte manoscritte, ha un fine pratico perché consente di individuare, tramite l’immagine riprodotta, le carte delle Grandi Alpi di cui non si abbiano elementi precisi di data e di autore.



Laura e Giorgio Aliprandi

LE GRANDI ALPI NELLA CARTOGRAFIA 1482-1885 vol. II

editore PRIULI & VERLUCCA
edizione 2007
pagine 384
formato 23,5x32
cartonato con sovracoperta plastificata a colori, inserito in prestigioso cofanetto di fattura manuale
tempo medio evasione ordine
ESAURITO

95.00 €
95 €

ISBN : 978-88-8068-377-3
EAN : 9788880683773

 
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