| AMBARÀDAN Altre voci, altri gesti, altre storie |
| Il ricavato della vendita di Ambaradàn sarà devoluto quale contributo all'associazione Rop per la renitopatia del pretermine. AMBARADÀN. Una delle battaglie più vergognose e sanguinose della guerra d'Africa del 1935 avvenne sull'altopiano dall'Amba Aradam. Scontro lungo e durissimo, nel quale le nostre truppe non si fecero scrupolo di usare gas tossici per sterminare i nemici. Fu una battaglia cruenta, confusa, con continui colpi di scena, incasinata più che mai. Quella giornata orrenda entrò nel gergo popolare. Il luogo di svolgimento, l' Amba Aradam, divenne una parola unica, Ambaradam, sinonimo di confusione, casino, clamore. Anche ad Asti la parole divenne d'uso comune ma fu cambiato il suo finale, facendolo più consono al nostro dialetto. E così Ambaradam divenne Ambaradàn, con la n finale. IL RACCONTO DEI RACCONTI Manimàn, Fulandràn ed ora Ambaradàn, il terzo libro di racconti autobiografici, utile per chiudere un cerchio, per dire cose che sono rimaste sospese, per ricordare ancora i posti, le facce, i gesti, le anime di tante persone che hanno attraversato la mia vita e con le quali per un poco ho percorso i miei giorni. Altre vie, altre piazze, altre vite, altri scenari ed attori di una storia bellissima: la storia di Asti, la mia città. Ma il cerchio si chiude sempre nel segno e col proposito di aiutare e sostenere studi, ricerche e cure a favore del bene massimo della vista. Manimàn, il primo libro, mi ha visto bambino crescere ed imparare a conoscere il mondo partendo dal mio mondo di allora, da quel cortile di casa Pavese in via Carducci dove sono nato. I ricordi del dopoguerra, degli anni Cinquanta, di un bambino che cresce fino alla fine delle scuole Medie, finalmente pronto ad uscire dalla sicurezza del cortile per andare a conoscere e vivere il mondo, a respirare la vita ed incominciare a vederla coi propri occhi. Fulandràn, il secondo, è il libro della scoperta del mondo, dell'altra metà del cielo, della pallacanestro, delle aspirazioni, dei sogni, delle canzoni, del cinema, delle follie giovanili, delle fularià. Ora è la volta di Ambaradàn, ancora scritto al presente perché tutto è così vivo, indelebile fin nei dettagli. Nei racconti tutto viene rimesso in gioco; si va dalla guerra appena finita agli anni Ottanta, dalle canzoni al cinema, da Asti ai posti dove il lavoro e la vita mi hanno catapultato. Ma la grande protagonista resta Asti che, se è parsa fino a poco tempo fa immutabile nel monotono trascorrere dei suoi giorni, in realtà è cambiata tantissimo. E non sempre in meglio. Asti oggi la percorro a piedi. Amo le vie del centro storico, entro a sbirciare in cortili che ancora sopravvivono, alzo gli occhi alle gallerie, ai fili tirati con i panni stesi. Mi rendo conto che sono pensieri un po' fuori dal mondo ma sono i miei e mi sono cari, confortato dalla sicurezza che sono condivisi, e non poco, da moltissimi miei concittadini. Penso però che sia giunto il momento di allargare gli orizzonti. Dovrei, e lo farò, andare a conoscere più a fondo i quartieri nuovi e quelli che si sono espansi, a cercare quelle vie con nomi che a volte non conosco e che mi fanno sentire a disagio se qualcuno mi domanda di indicargli il tragitto per raggiungerne una. Un astigiano che non conosca tutte le vie della sua città, che non è una metropoli, dovrebbe un poco vergognarsi. Con Ambaradàn torno alla ricerca di parole, gesti, prospettive, passi, voci, odori, suoni che, come fionde immaginarie della gioventù, mi lanciano, in un attimo in altri angoli, parole, gesti, prospettive, passi, voci, odori. 7 |
INDICE Il racconto dei racconti L'Alba di Viatosto Il calesse sul tumbarell La giungla di tre piani Da 14 a 28 Quel punto blu al terzo piano Shopping 51 Treni in corso Alfieri e orsi in piazza La bomba rossa Un film, un toast ed una caldarrosta Quindici anni di banchi L'ultimo supplementare Il trillo del Diavolo Ha toccato, ha toccato! Com'è triste Venezia Il viaggio, la donna, un'altra vita Tre storie cocchiane Altri campi, altri cesti Sotto il lampadario mai La Locanda della musica Rondinelle amare La 24 ore nera Chi sei? Da dove chiami? Giornate all'Imbecillodromo Stile, gola e libri Limus Dai Settanta agli Ottanta Palio in pollici e caratteri Ore piccole, grandi momenti Tutto in trenta secondi A Paris per Modì A Teatro...in Fiera Motore...Ciak...Azione! Maledetta domenica Ambaradan Altro |
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