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L'ANELLO CHE NON TIENE
Uno sguardo da Pianvignale
"Che cos'è questa sottile malinconia, che emerge sempre, come una scura macchia d'umidità alla base di un vecchio muro?" Evidentemente non serve prendere coscienza del nostro limite terreno. Non è facile accettare fino in fondo che le cose finiscano, che ciò che abbiamo amato sia affidato solo al ricordo.
Il vecchio cancello si chiude docilmente. Sulla strada del ritorno mi viene in mente Pedro, quando esce da una pozza d'acqua: una scrollata vigorosa che parte dalla testa e scuote tutto il corpo, una vibrazione che sí propaga fino alla punta della coda, mandando tutt'intorno, a raggiera, un formidabile spruzzo.
Fino a qualche anno fa, lo si incrociava spesso sulla provinciale per Mondovì in viaggi di andata e ritorno che gli occupavano intere giornate. Anche ora continua a rifiutare offerte di passaggio, o qualsivoglia altro tipo di aiuto. Lo si vede arrancare con passo lento, dinoccolato, inesorabile, sulla strada che porta a Villanova, talvolta sotto un sole cocente, carico di sacchetti della spesa. Un vero maratoneta della commissione.
Il sole, ormai forte, pizzica la pelle e tutti gli odori giungono più intensi. Oltre al verde dei boschi di fronte, e più in là ancora, sta il mondo spumeggiante e vitale; qui solo calma e silenzio, pensieri lenti, ricordi, sensazioni di terra e nient'altro che il fruscìo del vento, lo stesso che pigramente muove quella nuvola laggiù, sopra la piana di Cuneo.

L'agile svolgersi e riavvolgersi di una memoria affettiva sensibile e puntuale, in una personalità incline al rapimento, insegue qui, come in un'elegante ricorsione musicale, un immaginifico punto di fuga verso un assoluto intimo e colloquiale, con l'unica finalità della condivisione. Scenari e ritratti, circostanze e personaggi, aneddoti e riflessioni, sensazioni e atmosfere appaiono, si rivelano e sfumano sulla scia di un pacato ritmo interiore. Quasi in un teatrale gioco d'ombre psichicamente sospeso, si affacciano voci, espressioni e gesti per colorare un mondo: come d'incanto, allora, tutto riprende vita, tono e armonia. E, soprattutto, senso.
Lo sguardo attento di una mente captativa che va oltre l'apparenza raccoglie in sé, quale semplice pretesto letterario, la realtà passata e presente di Pianvignale, piccola frazione di Frabosa Sottana, vicino a Mondovì: il solitario percorso di ricognizione di un vissuto offre così raffinate occasioni d'incontro tra stili di pensiero e tensioni ideali, tra luoghi reali e spazi dell'anima, tra eventi minimi ed evoluzioni epocali. E ricrea l'appartenenza a una cultura, dentro la storia, come concreto esercizio di sopravvissuta libertà.
A scorrere queste pagine, si scopre che "l'anello non tiene" quando la forza dirompente del silenzio in cui "le cose s'abbandonano" insinua un esile filo di mistero nella rappresentazione di realtà ordinaríe, restituendo l'immagine di ciò che resta incorrotto nel tempo come unico, elegante modo per "custodire".
Con lo stupore del "minuscolo Giobbe", ci ritroviamo quindi anche noi a interpretare, insieme all'autore, i segni di un quotidiano miracolo nel quieto sconfinare di sfumature emotive in percezioni estetiche e contemplative, e ad avventurarci con discrezione e cautela sul ter-reno di quella sacralità tutta umana, minuta e composta, qui continuamente evocata.

Antonella Saracco

Secondo una leggenda, Salomone aveva un anello su cui erano incise alcune parole ed egli le leggeva nei momenti di gioia e di tristezza. Era scritto: "Anche questo passerà".
Ma c'è qualcosa che non passa: nei cimiteri ebraici si usa mettere un sasso sulla lapide di un morto che ci è caro. Questo sasso è qualcosa che non passa: è una piccolissima vittoria sull'oblìo, quell'oblìo che nella tradizione ebraica vinciamo ripetendo il nome di chi non c'è più. Perché ogni creatura (anche un animale o una pianta) è veramente morta solo quando se ne dimentica il nome.
Il sasso e il nome: ecco due vittorie sulla morte. Ma ce n'è una terza, che è qui davanti a te, o lettore: scrivere. Ecco perché la nostra massima immagine e somiglianza con Dio si realizza nella scrittura: la nostra ha la esse minuscola, la sua ha la esse maiuscola, ma entrambe, quando escono dal cuore (cuore di Dio e anche cuore nostro) sono vita.
Questo vale soprattutto quando l'Autore, o l'autore, racconta. Perché il racconto presuppone, o addirittura crea, 1"altro', che è un bisogno sia per l'io umano, sia per l'Io divino.
E poi può darsi che questi due 'narratori' ascoltino l'uno il racconto dell'altro, e siano entrambi contenti che - anche se la Bibbia non lo dice - "in principio" ci fossero carta, penna e calamaio.

Paolo De Benedetti
INDICE

Prefazione di Paolo De Benedetti
Prologo

PARTE I
Verso casa
La chiesa
Il frutteto
Cabana Boschi
Il poligono
Fantasmi
Eremiti
Doha
Cimitero

PARTE II
Radici
Vecchi
Retorica
Ultima guerra
Cambiamenti
Il negozio

PARTE III
Musica e psiche
Meritato riposo
Fantasia d'infanzia
Orti
Pedro, maestro di etica
Notte
Punti di vista
Epilogo





Ezio Baracco

L'ANELLO CHE NON TIENE

editore ARABA FENICE
edizione 2009
pagine 126
formato 15x21
brossura con alette
tempo medio evasione ordine
4 giorni

12.00 €
12 €

ISBN :
EAN : 9788895853550

 
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