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GLI ANTICHI E LA MONTAGNA
les anciens et la montagne
«La complessità del rapporto fra i Romani e la montagna, iterato per secoli nell'ambiguità e nell'antinomia fra razionalità e superstizione, fra esigenze dello sviluppo e remore del subconscio, fra necessità di gestione territoriale e difficoltà logistico-ambientali, fra strumentalizzazione ideologica e angosce ancestrali, incoraggia molteplici occasioni di riflessione trasversale che toccano l'universo politico, amministrativo, economico, religioso e culturale del mondo romano» (dall'Introduzione di Sergio Roda). È propriamente questa complessità di indagine, che scardina i confini disciplinari, il dato più rilevante che emerge in questo volume: una storia della montagna (dei baluardi alpini come dei massicci caucasici) impone lo sforzo di una rilettura attenta delle fonti (letterarie, epigrafiche, archeologiche), di una serrata comparazione storica, di un dialogo continuo con geografi, storici e antropologi. Ma esplorare, sotto il profilo storico, il tema della montagna nel mondo antico significa soprattutto confrontarsi con due visioni antitetiche che la cultura greco-romana sistematicamente propone nelle fonti letterarie e epigrafiche: ad una rappresentazione in termini omologanti dei territori e delle comunità di montagna, che riduce l'identità e la cultura del montanaro a stereotipe categorie e a luoghi comuni (quasi mai benevoli), si contrappone la percezione della montagna come un mondo diversificato, non uniforme e non privo di contrasti, che richiede un approccio politico-economico mirato e, in definitiva, l'uso di categorie interpretative specifiche.

PREFAZIONE

Il problema storico affrontato nel settembre 1999 ad Aosta in un convegno internazionale che ha visto le relazioni e gli interventi di studiosi italiani e stranieri presenta numerosi aspetti di interesse sul piano dei contenuti ma anche del metodo storiografico e, da questo punto di vista, interessa anche chi si occupa, come capita a chi scrive, di personaggi e vicende degli ultimi tre secoli.
Emerge, infatti, con grande chiarezza dalle principali relazioni, come dal denso e interessante saggio conclusivo di Andrea Giardina, il tema fondamentale delle fonti a disposizione dello storico e dei loro limiti: gli abitanti della montagna, di cui si parla in questo volume, sono analizzati e giudicati nell'antichità soprattutto da cronisti, geografi e testimoni che non vivono a quelle alture e che, per questa ragione, sono influenzati da una tradizione antica, e dura a morire, sul rapporto tra l'altura e il grado di civiltà riscontrabile nelle comunità umane. Un rapporto che - secondo questa tradizione - pone l'altura come inversamente proporzionale alla civiltà.
Una simile tradizione che nasce da un lato dalla scarsa conoscenza che di quelle comunità di montagna ebbero gli uomini che vivevano nei centri urbani della pianura o della collina e dall'altro da ragionamenti, almeno in parte discutibili, sugli ostacoli che la vita in montagna comporta per l'organizzazione della società e della vita quotidiana. C'è, in altri termini, un pregiudizio legato alle difficoltà di conoscenza aggravato dalla mancanza di autorappresentazione da parte delle comunità montanare.
Di qui un problema di metodo che si presenta non soltanto nello studio dell'antichità ma più in generale nella ricerca storica: perfino in quella che riguarda l'età contemporanea dove a volte l'abbondanza delle fonti a disposizione non coincide con la loro attendibilità e con il loro livello di approfondimento.
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INDICE

Programma del Convegno
Prefazione di Nicola Tranfaglia
Premessa del curatore
Introduzione
di Sergio Roda
Paolo Desideri
La montagna nel pensiero ecologico degli antichi
Silvia Giorcelli Bersani
Il sacro e il sacrilego nella montagna antica: aspetti del divino nelle testimonianze letterarie e nelle fonti epigrafiche
Frainois Wiblé
Dieux et sanctuaires du Valais romain
Valerio Neri
La montagna e il sacro nella cristianità tardoantica
Andrea Pellizzari
Attività agropastorali di montagna negli scrittori georgici di età imperiale
Peter Roth
Berg und Gebirge als poetisches Motiv bei Claudian
Antonio Sartori
I privilegi dell'altura
Giulio Firpo
Il trionfo de Samnitibus di M.' Curio Dentato (290 a.C.) e le vie di transumanza: a proposito di una recente ipotesi
Fratnois Bertrandy
Recherches sur les relations entre l'Italie et les régions alpines occidentales à la fin de la République romaine: les témoignages monétaires
Cesare Letta
Ancora sulle civitates di Cozio e sulla praefectura di Albanus
Rita Scuderi
Confine amministrativo e confine doganale nelle Alpi occidentali durante l'alto impero
Elvira Migliario
Distribuzione geografica e processi storici di acquisizione della proprietà imperiale in area alpina
Giovanni Brizzi
Scene di guerra in montagna
Giusto Traina
Note sulla montagna nell'Armenia antica
Michel Tarpin
La publication des sources écrites de l'histoire des Alpes: les perspectives
Antonina Maria Cavallaro
Un'area urbana alpina: Augusta Praetoria in età romana e tardoantica
Andrea Vanni Desideri
Gestione dello spazio urbano in Val d'Aosta. Analisi archeologica nell'area del teatro

Andrea Giardina
Conclusioni





Silvia Giorgelli Bersani

GLI ANTICHI E LA MONTAGNA

editore CELID
edizione 2001
pagine 284
formato 17x24
brossura
tempo medio evasione ordine
6 giorni

20.00 €
20 €

ISBN : 88-7661-470-2
EAN : 9788876614705

 
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