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ANTONIO BARATTA
Gli immortali epigrammi del "cavaliere senza camicia"
Cinquant'anni della storia di Torino (e d'Italia) filtrati attralerso gli epigrammi di Antonio Baratta.
I principali interpreti sul palcoscenico del Risorgimento osservati dietro le quinte da un cronista arguto e competente. Carlo Alberto Piccablotto commenta i famosi epigrammi barattiani "con il dovuto rispetto" non disgiunto da puntuali annotazioni storiche.
Una lettura piacevole per rivivere un indimenticabile passato; un'opera «senza uguali, che è una vera avventura dello spirito.


Baratta, chi era costui?

Il quesito manzoniano, sono sicuro, metterebbe in imbarazzo la quasi totalità dei Torinesi odierni, nè i donabbondi subalpini troverebbero facilmente un suggerimento nei libri di storia patria. Eppure ai suoi tempi, diciamo nella prima metà dell'Ottocento, Baratta Antonio era un personaggio molto conosciuto nella capitale subalpina, un elemento indispensabile al composito «piccolo mondo» torinese. Tutti conoscevano il «cavaliere» che al posto della medievale qualifica di «senza macchia e senza paura» si portava appresso quella un po' meno gloriosa di «senza camicia».
Il Baratta vide la luce in Genova nel 1803 e ben presto lasciò la Superba per innestarsi nella vita torinese. A vent'anni, segno di buon intelletto, consegue la laurea in Giurisprudenza e subito, nel 1823, viene assunto come direttore delle Regie Dogane. La vita del travel, immerso nelle scartoffie di polverosi uffici statali, non s'addice al giovane avvocato di belle speranze. Meglio l'avventurosa vicenda della carriera diplomatica che apriva nuove prospettive agli spiriti intraprendenti. Ed ecco il Baratta «allievo console», destinato ad una sede nel vicino oriente. Il fascino arcano del Bosforo, la suggestione del Corno d'Oro, tuttavia, non riescono ad avvincere il giovanotto per più di cinque anni. Nel 1831, infatti, è costretto a lasciare la favolosa Costantinopoli. L'avventura orientale è finita, ma quanti ricordi in così breve tempo!
Non posso tralasciare di esporre, sia pure per sommi capi, l'impresa eroica che meritò al Baratta l'imperituro titolo di «cavaliere». Per accompagnare alle loro sedi nel Mediterraneo levantino numerose rappresentanze diplomatiche (Beirut, Cipro, Rodi, Smirne, Cairo, Costantinopoli, Salonicco), il Regno di Sardegna aveva allestito addirittura una piccola flotta
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INDICE

Baratta, chi era costui?

Fatto ad arte
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Le statue parlanti
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Diritto di cronaca
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Avvocati, tribunali e pandette
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Brofferio e C.
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Tra medici e dottori
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Figure e figuracce
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Tutto è politica
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Libertà di stampa
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Antologia della Riparia Dora
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Autoepicedio
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Appendice
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L'album delle figurine
Opere di Antonio Baratta
Bibliografia
Indice




C.A. Piccablotto

ANTONIO BARATTA

editore IL PUNTO - PIEMONTE IN BANCARELLA
edizione 1994
pagine 160
formato 11x17
brossura
tempo medio evasione ordine
ESAURITO

4.50 €
4.50 €

ISBN : 88-86425-07-4
EAN : 9788886425070

 
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