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DA UN'ARTE ALL'ALTRA
Le sirene, tra silenzio e canto

Una delle Nuove poesie di Rilke introduce una insolita trattazione del tema dell'incontro fra Ulisse e le sirene. L'eroe greco, non nominato ma facilmente identificabile, confessa la difficoltà che sperimenta quando, nel narrare la storia dei suoi viaggi, tenta di trasmettere agli ascoltatori, un'adeguata sensazione di spavento, allorché giunge a parlare «di quell'isole // la cui vista fa sì che muti volto / il pericolo, e non è più nel rombo, / non nel tumulto come sempre era; / ma senza suono assale i marinai // i quali sanno che là su quell'isole / dorate qualche volta s'ode un canto, / ed alla cieca premono sui remi, / come accerchiati // da quel silenzio che tutto lo spazio / immenso ha in sé e nelle orecchie spira / quasi fosse la faccia opposta del silenzio / il canto cui nessun uomo resiste»'.
La lirica è volutamente ambigua, e si offre a diverse interpretazioni. I marinai della nave di Odisseo sono forse impauriti da ciò che hanno sentito dire sull'efficacia micidiale del canto delle sirene e si affrettano per timore che esso li raggiunga loro malgrado; ma secondo la narrazione omerica hanno le orecchie turate con la cera, quindi un simile timore parrebbe privo di fondamento. D'altro canto la cera che li protegge impedisce loro di appurare se il silenzio che odono è effettivo o illusorio. Chi non dovrebbe avere dubbi al riguardo è Ulisse, ma su di lui e sul suo ascolto i versi rilkiani si mostrano reticenti: non sappiamo dunque se l'idea, suggeritagli da Circe, di farsi legare all'albero maestro della nave per poter udire senza pericolo il canto delle sirene abbia avuto un senso, o se invece la precauzione si sia rivelata vana, poiché nessuna voce melodiosa è risuonata a partire dalle isole dorate. Neppure il fatto che nel finale si dica che il canto irresistibile può essere pensato come l'altra faccia del silenzio ci soccorre, intanto perché non sappiamo se tale riflessione abbia origine dall'esperienza dei marinai o da quella (che in ogni caso sarà stata diversa) di Ulisse, e poi perché ignoriamo in quale rapporto si trovino fra loro le due facce. La loro differenza potrebbe infatti essere estrema, come quella che separa due realtà di natura opposta, oppure assai minore, analoga a quella che distingue i due lati, inseparabili, di una stessa moneta o medaglia.
C'è un altro testo del primo Novecento che, se scioglie il dubbio sul prodursi o meno del canto, ne crea però altri. È un famoso brano di Kafka, rimasto inedito durante la vita dell'autore ma incluso da Brod fra i racconti postumi col titolo Il silenzio delle sirene. Se lo si ricolloca nel contesto originario costituito dai quaderni di appunti kafkiani, esso può prestarsi ad essere letto, oltre che in chiave narrativa, anche in modi differenti, ad esempio come una riflessione o una parabola.
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Dai saggi raccolti nel presente volume emerge il fatto che vi è un transito ininterrotto da una forma di espressione artistica all'altra. Se la letteratura resta il centro focale del discorso, si mostra qui come essa entri in rapporto, più o meno ravvicinato, con la musica, il teatro, la pittura e I 'architettura. Le tre divagazioni iniziali affrontano, in questa chiave, argomenti a prima vista insoliti: le interpretazioni del canto delle sirene omeriche offerte da alcuni scrittori moderni, il tema del solipsismo dell'artista e la fortuna del topos della «casa di vetro». Segue poi un secondo trittico, relativo agli incontri fra critici, pittori, poeti, narratori, uomini di teatro: vediamo così che Fénéon e Seurat, Char e Staél, Klossowski e Carmelo Bene hanno tratto dal dialogo che li ha uniti uno stimolo alla propria creatività individuale. Nell'ultima parte del volume viene evidenziata la presenza degli oggetti nella letteratura e nell'arte, sia che se ne privilegi uno per via del suo fascino (i minerali descritti da Caillois), sia che un pittore li introduca nelle proprie opere, raffigurandoli o incorporandoli in esse (così accade nei dipinti e nelle sculture di Tàpies), sia che ne venga mostrata la duplice funzione psicologica, che li rende ad un tempo fonte di consolazione e di tormento (nelle prose e nei testi teatrali di Beckett). Più in generale, il volume mette in risalto come l'artista tenda a stabilire con i temi che affronta, e con le forme stilistiche che adotta, un rapporto fondato non solo su una scelta di tipo culturale, ma anche su un profondo coinvolgimento emotivo.

INDICE

I. DIVAGAZIONI

Le sirene, tra silenzio e canto
Musica e solipsismo
Casa di vetro

II. INCONTRI

Fénéon e Seurat: la teoria dei colori
Uno splendore breve o lungo. Char e Staél
Bene e Klossowski. Forme di un dialogo

III. OGGETTI

Caillois e le pietre viventi
Tàpies per immagini
Tutta una vita. Gli oggetti in Beckett

Indice dei nomi




Giuseppe Zuccarino

DA UN'ARTE ALL'ALTRA

editore JOKER
edizione 2009
pagine 112
formato 17x24
brossura
tempo medio evasione ordine
2 giorni

12.00 €
12 €

ISBN :
EAN : 9788875362072

 
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