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ASTI LIBERTY
Immagini della città all'inizio del secolo XX
Il centro storico di Asti è un insieme di eventi architettonici e di situazioni ambientali che si sono venute formando in diverse fasi storiche della città: il primo nucleo storico è quello caratterizzante la vita dell'antico Comune medioevale, severo e possente nelle caseforti e torri mozzate, quindi il Duomo gotico e alcuni pregevoli esempi rinascimentali; gli eleganti palazzi settecenteschi, dove evidente è l'impronta di un architetto di valore come Benedetto Alfieri si saldano con le case ottocentesche, un po' anonime e fredde, interrotte a volte da leggiadri inserimenti di motivi liberty. E sono appunto questi particolari che la mostra « Asti liberty, immagini della città all'inizio del secolo XX» vuole mettere in evidenza per sottolineare l'importanza anche di questi dati strutturali e di pregio per la definizione dell'ambiente storico e delle peculiarità culturali della città. La politica culturale elaborata dall'Amministrazione comunale intende ricostruire con senso critico, attraverso mostre, ricerche, riorganizzazione di materiale documentario, la storia della città, come momento di una storia più vasta e generale. In Asti, a differenza di altri grandi centri in Italia e in Europa non sono rimaste molte tracce dell'arte liberty nelle costruzioni, salvo l'armonica composizione di un palazzo di via Guttuari, ma sono tuttora conservati intatti interni di notevole interesse: qualche farmacia con preziosi ornamenti lignei oppure il suggestivo negozio di una pasticceria, un vero gioiello di specchi, fregi, pitture, legni, un ambiente fermato nei colori e nei profumi di un tempo.
Attraverso a una mostra di fotografie d'arte, si è voluto così valorizzare una testimonianza di un'epoca, anche se conservata in modo non del tutto organico, perché significativa per la storia dell'evoluzione economica, sociale e culturale, della città, che passa da un modello di vita ottocentesco al nuovo secolo. Ci è parso necessario ed importante dare questo contributo alla conoscenza della città soprattutto nel momento in cui l'Amministrazione comunale pone in via di
attuazione il piano di recupero del centro storico, favorendo un consistente intervento convenzionato da parte dei privati in opere di ripristino e di restauro del patrimonio esistente.
La mostra « Asti liberty » è stata realizzata con l'intendimento evidente di far conoscere, attraverso l'interpretazione
della macchina fotografica di Bruno Accomasso e lo studio critico di Albino Galvano, aspetti dell'architettura cittadina
spesso sottovalutati o non osservati dagli stessi cittadini astigiani. Si vuole così evitare che, nel momento del recupero
di palazzi del centro storico, si abbattano o si annullino segni di un passato, che è comunque ancora troppo recente per
essere sottoposto ai vincoli di conservazione e di salvaguardia.
D'altro canto, demolire tali segnali del gusto dell'inizio del secolo sarebbe cancellare elementi essenziali che consentono di seguire, secondo un filo cronologico e di costume, l'evoluzione della collettività astigiana, impoverendone il patrimonio.
Contestualmente alla mostra di cui stiamo parlando se ne apre un'altra, che visualizza lo studio condotto dall'arch. Butrico sulla storia dell'urbanistica della città dal piano regolatore della metà dell'ottocento alla prima guerra mondiale. Le due mostre divengono così complementari per conoscere la trasformazione del nucleo urbano nella sua struttura e nel gusto decorativo.
La città è infatti un bene culturale nel suo complesso, non soltanto nei suoi singoli monumenti o reperti da museo, e ciò che è stato via via costruito ne compone tutto insieme la fisionomia urbana, sociale, culturale.
Il liberty ad Asti non è stato opera di grandi artisti, ma di valenti artigiani: ebanisti, fabbri, marmisti, muratori e capomastri, perché la città come organismo vivente è costruita da mani spesso anonime, che interpretano le aspirazioni del committente e il suo livello culturale, segnando un'epoca, senza forme eccezionali di originalità, ma in modo sostanzialmente elegante ed armonico.
Il presente non deve rompere l'armonia dei segni del passato, deve piuttosto studiare l'inserimento nella prosecuzione della vita che è propria dell'organismo - città.
La mostra « Asti liberty » ha dunque lo scopo di far conoscere ai visitatori il passato della città per conservarlo, e per modellare l'intervento presente sulle esigenze culturali e sociali di oggi, senza però concedere niente all' « inciviltà » della distruzione.

LAURANA LAJOLO
(assessore per la cultura)
 



a cura di Albino Galvano e Carla Balbo

ASTI LIBERTY

editore COMUNE DI ASTI
edizione 1981
pagine 88
formato 23,5x22
brossura
tempo medio evasione ordine
ESAURITO

10.00 €
10 €

ISBN :
EAN :

 
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