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IL BAMBINO CHE MALEDISSE DIO
Siamo in Francia, all'indomani della seconda guerra mondiale: un nonno protestante, una madre bigotta che passa il suo tempo a leggere la Bibbia, un padre ebreo polacco che lasciò la sua terra natale al manifestarsi di tendenze comuniste non condivise in famiglia e un bambino che osserva tutto ciò con tanto d'occhi.
Il primo romanzo di Jean-Moise Braitberg è una pura meraviglia di humor e d'amore. Scritto in modo formidabile, questa storia è raccontata attraverso piccoli episodi di ambientazione rurale e, dentro ciascuno, una sorpresa.
E Dio in tutto questo? Non è mai all'altezza.
Eccellente.


"Ascoltando tutto ciò, io maledissi Dio. Dov'era, cosa faceva? Perché le urla del suo caro popolo eletto non salivano fino a lui? Perché gli dava il veleno, la frusta e le ceneri, mentre gli aveva promesso una terra dove colavano Matte e il miele? E l'evidenza mi apparve indiscutibile: Geova detesta gli ebrei e durante la guerra, se non ha impedito le selezioni, è perché era dalla parte dei tedeschi. Per me a scuola, è il contrario di Auschwitz. Non vengo mai
selezionato. I due capitani, designati
dal professore, stanno davanti al nostro gruppo e a turno scelgono i giocatori delle loro squadre.
Nessuno mi vuole. Me ne frego perché non
capisco quale piacere d sia nel correre dietro a una palla e so che il Signore mi ha destinato a compiti ben più nobili. Alla fine, il professore interviene e d'ufficio mi affibbia il ruolo di terzino in una delle due squadre.
Mentre poltrisco vicino alla porta, meditando sulla cattiveria di Dio, osservo i futuri carnefici ansimare senza fiato sul terreno di calcio e penso alle parole dell'Ecclesiaste che dice che una dose
di riposo vale più di due dosi di lavoro
per inseguire il vento».

Odore di santità

La porta è verde. Tra un verde bottiglia e un verde vagone ferroviario. Verde bottiglia lo è per Pépé', l'uomo con il berretto che è tornato dalla prima guerra mondiale, che la domenica predica al tempio e beve tutti i giorni del vino di qualità superiore allungato con l'acqua in un bicchiere da senape "ghiaccio e oro". Verde vagone ferroviario secondo Papà che è arrivato dalla Polonia alla stazione Nord e la cui famiglia ha preso i treni della morte. Papà, l'ebreo patriota più francese dei francesi, perché ha scelto la Francia arruolandosi nella Legione Straniera. Se lo potesse, berrebbe puro il suo vino, ma Pépé lo controlla.
In mezzo alla porta, una piccola mano di ferro che tiene una sfera serve da batacchio. Abbiamo anche un campanello elettrico incastonato in un quadro metallico. Chi si annuncia con il batacchio è gente di campagna, all'antica, che fa parte del mondo di Pépé. Chi suona è gente moderna che fa parte del mondo di Papà.
Sotto il batacchio, è avvitata alla porta una targa in rame grande come un biglietto da visita. Non è mai stata lucidata perché non serve più a nulla. Nessuno le presta attenzione tanto è ossidata. Eppure, se la porta resta chiusa o se ci mettiamo troppo ad aprire, il visitatore ha il tempo di leggere il cognome di Pépé e la sua professione: geometra. Ma noi non ci facciamo più caso. Perché geometra, o agrimensore, o agente d'affari, o ex sindaco di Sangville, o ex combattente della prima guerra mondiale, poi della seconda, o predicatore laico, o tesoriere del concistoro della chiesa riformata della valle della Dordogna, o cancelliere del tribunale di pace, o vicepresidente [..]

INDICE

Odore di santità
Dio e la Mamma non amano il civet
Ci si potrà sempre nascondere in qualche posto
Moloc e i gendarmi
Per noi Papà è un mistero vivente
Vercingetorige e il collo del pollo
La classe operaia non ama le scimmie
Anticamera
Patois
Filo nero
La preghiera è una bestemmia
Armonica sulla Dordogna
Polonia e vino puro
Luce dell'argento vivo
Salomone e la pizia
Spirito sportivo e inseguimento del vento
Masturbazione e Ultima Cena
Ritorno
Bambola, perché piangi?
Il vino, la vodka e la cattiveria
Vettovaglie
"Ho mangiato tutto, anche la sua parte"
Ci vogliono prendere tutto
Castigo fondamentale
I crucchi non sono tutti cattivi
Il pastore, la peste e il libero arbitrio
Il vino caldo
La pistola, Lenin e la forza del pensiero
Cioccolato, amaro
Evocazione della fornicazione
I massoni hanno ragione
Morte ai grossisti di vino!
Terrore all'aria aperta
Dov'è il sangue?
Papà e l'angelo della morte
Dannato per dannato
Anguilla delle mutande
Quanto bacia male!
Per la grazia dei buoni libri
Maiale d'un trotzkista!
Il legionario e l'olocausto
Violino e Vergine nera
Piccola musica dello Styx
Anima in pena
Ti sei fottuto da solo, Dio




Jean-Moise Braitberg

IL BAMBINO CHE MALEDISSE DIO

editore SCRITTURAPURA
edizione 2010
pagine 172
formato 15x21
plastificato con alette
tempo medio evasione ordine
2 giorni

14.00 €
14 €

ISBN : 978-88-89022-54-2
EAN : 9788889022542

 
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