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Alcune proposte
BENE, PIEMONTE, SAVOIA
Memorie araldiche e genealogiche di famiglie sabaude tra centro e periferia
Atti del Convegno "Da Bene al Piemonte: memorie araldiche e genealogiche di famiglie sabaude tra arte e storia, tra guerra e pace"
Bene Vagienna, 26 ottobre 2019
Il volume contiene i saggi:

Enrico Genta Ternavasio, Nobiltà ed imprenditoria in Piemonte: storia, diritto, costume;

Roberto Sandri Giachino, I Carassi del Villar: riflessioni per una storia;

Marc’Alvise de Vierno, Origine dei Carassi e Carrassi di Bene;

Giancarlo Comino, Nuove indagini sulle famiglie nobili monregalesi all’alba del Comune: i Lingua e i Bressano (secoli XII-XIII);

Attilio Offman, Osservazioni sull’araldica di una delle Case militari di Bene: gli Aragno;

Gustavo Mola di Nomaglio, I Luserna: origini, poteri, vicende tra XII e XX secolo;

Fabrizio Antonielli d’Oulx, Sotto gli occhi del mondo: fonti storico-genealogiche, araldiche e feudali sabaude dagli scaffali delle biblioteche al web;

Alberico Lo Faso di Serradifalco, Due famiglie savoiarde e il Piemonte fra antico regime ed età contemporanea: i Sallier de la Tour ed i Costa di Beauregard;

Angelo Scordo, Un uomo d’armi dell’escarton d’Oulx: il capitano La Cazette, tra mito e realtà;

Mario Coda, Un contributo storico-araldico e biografico alla storia del Biellese e del Piemonte: il volume Il casato dei Coda;

Marco Di Bartolo, Michelangelo Ferrero, Nobili de Albergo e Società del Popolo. Moncalieri e le autonomia locali tra lotte per l’egemonia e il consolidamento del potere. Miscellanea documentaria (1328-1418).
Nobiltà ed imprenditoria in Piemonte: storia, diritto, costume
ENRICO GENTA TERNAVASIO

Il "controllo" dei territori appartenenti ai Savoia si inizia com'è noto — in modo efficace a partire da Emanuele Filiberto nel secolo XVI e assume prevalenti connotazioni giuridiche che lo rendono un termine tecnico e che — da un lato — ne complicano la precisa individuazione, dall'altro, quasi paradossalmente, lo semplificano, dal momento in cui, circoscrivendolo in un ambito per "addetti ai lavori" , che parlano lo stesso linguaggio e finiscono per intendersi, lo rendono un mot-c/é che consente di accedere ai definiti percorsi di una ricostruzione elaborata dagli storici, dai costituzionalisti, dagli economisti.
Se volessimo, in area piemontese, usare un termine che per molti versi si identifica con la nozione di "controllo" potremmo tranquillamente ricorrere al verbo governare: goerné che, nella parlata piemontese, come spiegò Renzo Gandolfo in un suo indimenticato saggio sulla "Conoscenza e coscienza attuale del passato piemontese" "diventa usuale regola di vita"; Gandolfo spie-cava che come il contadino goerna soe bestie, il proprietario terriero .:oerna soa cassina, la donna di famiglia goerna la cà; e i sovrani, non tiranni o despoti, con lo stesso animo reggevano la cosa pubblica. Che il Piemonte non fosse una mera espressione geografica era ben chiaro a tutti i principi e diplomatici europei; una obiettiva valutazione storico-giuridica, senza nulla togliere alle istituzioni degli altri Stati, non può non notare il forte impianto "costituzionale" degli Stati sabaudi che in Italia, per solidità e coerenza, non
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a cura di Gustavo Mola di Nomaglio, Michelangelo Fessia e Attilio Offman

BENE, PIEMONTE, SAVOIA

editore CENTRO STUDI PIEMONTESI
edizione 2021
pagine 462
formato 14,8x21
brossura
tempo medio evasione ordine
2 giorni

40.00 €
37.90 €

ISBN : 978-88-8262-310-4
EAN : 9788882623104

 
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