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BEPPE FENOGLIO
Le opere, i giorni, i luoghi: una biografia per immagini

Uno scrittore sempre più emergente, grazie alla rivalutazione di una scrittura assolutamente singolare e di una sapienza narrativa unica.

DALLA PREMESSA di
Franco Vaccaneo

Mentre scrivo queste pagine, vedo dalla finestra le Langhe bruciare e il fumo innalzarsi in nubi ampie e compatte.
Una siccità biblica e un vento furioso hanno aperto la strada alle fiamme che sono arrivate a lambire anche il Pavaglione dove Fenoglio aveva ambientato "La malora".
Il fuoco infierisce su una Langa umiliata e ferita: elemento fascinoso che ogni civiltà contadina ha sempre allevato e custodito, questa volta non ha niente di purificatore, come i falò accesi sulle colline in primavera. Di nuovo la Langa, quella più alta, è quel mondo di vinti che Nuto Revelli ci ha rappresentato contro ogni immagine di magnifiche e progressive sorti.
Mentre le fiamme divorano i boschi e le vecchie case in pietra, su un diverso versante di Langa attraversato dal fiume avvelenato si sta vivendo lo psicodramma della ríapertura dell'Acna a segnare un'altra storica sconfitta. Il rimpianto per una bellezza perduta, viva ormai solo più in frammenti e isolati brandelli, ma di cui si va ancora in cerca per dare un senso alla vita, era stato la spinta di tante camminate per i sentieri della valle del Belbo, sù sù fino alle colline più alte, quelle amate da Beppe Fenoglio.
Ora che il fuoco ha aggiunto ulteriore oltraggio, non ci restano che le sue pagine a ricordo di un paesaggio di grande, incompresa raffinatezza , amato e capito da pochi pur nell'imperversare dei dépliants.
E se, oltre il turismo, l'industria e un'agricoltura di rapina, pare non esistere possibilità di sopravvivenza, allora l'alternativa è l'abbandono e la lenta morte che, se offrono interessante materiale di studio agli antropologi, tengono questo mondo in una strana sospensione che non è più vita, non è ancora morte, con il marchio, comunque, della sconfitta a cui Fenoglio ha dato epica voce con tanti personaggi da Agostino a Gallesio a Johnny a Milton.
A Fenoglio mi sono avvicinato nel 1968, quando usci postumo "Il partigiano Johnny", e da allora non l'ho più abbandonato.

Da allora molto è cambiato, tante cose sono nate, hanno imperversato e sono sfiorite, ma Fenoglio mi appare ancora, come e più di ieri, uno dei pochi autori del nostro secolo destinato a durare. La sua fiera "inattualità" sembra averlo protetto e salvato dalla caducità di ciò che è troppo attuale.
Dagli ultimi anni di Pavese ai primi segnali di crisi del boom economico che cambiò l'Italia, si è dispiegata la sua opera.
Morto anche Fenoglio, un ciclo letterario e storico si è chiuso e gli epigoni, come sempre, non hanno aggiunto o tolto nulla.
Non c'è più la Langa di Pavese e Fenoglio, non provincia in senso deteriore ma microcosmo di sentimenti universali, come non c'è più la loro Italia: tutto è cambiato, ad ovest come ad est, e non sappiamo dove la storia stia orientando il suo timone.
Ma forse proprio in virtù dell' " inattualità ", nell'aver saputo guardare ai valori perenni, dietro e davanti a loro (i classici ma anche l'Inghilterra e l'America), l'opera di Pavese e Fenoglio si presenta oggi solo marginalmente scalfita dal tempo, giudice mai troppo accomodante.
Non solo per me sono stati autori molto importanti, anche oltre la letteratura come succede quando la pagina scritta non è accademia o pura esercitazione formale.
Nei momenti difficili mi hanno aiutato a crescere, ad inseguire e tentare d'oltrepassare la conradiana linea d'ombra nella ricerca mai facile della maturità.
Mi hanno anche insegnato che per vincere la provincia e per uscire da quel che di più squallido essa significa non è necessario muoversi molto, ma è importante invece concentrarsi su di sé con l'aiuto dei libri, quelli buoni, che non durano solo una stagione. Così, prima con il lavoro su Pavese, ora con questo su Fenoglio, mi sembra d'aver saldato un debito, lasciato in sospeso per tanti anni.
Non è buona cosa per un piemontese d'origine contadina tenere in sospeso dei debiti, ma a volte bisogna prendersi il tempo necessario per riflettere e cercare di capire ciò che avviene dentro e fuori di noi.
Qualcosa poi si capisce, il più naturalmente resta a decifrare, ma l'importante è trovare il bandolo. Sento che la fatidíca linea d'ombra non mi sta più davanti, pur non essendo ancora alle mie spalle.
Non so dove condurrà ma, grazie anche a loro, l'attraversamento è iniziato.





Franco Vaccaneo

FENOGLIO BEPPE

editore GRIBAUDO
edizione 1999
pagine 264
formato 19x27
cartonato con sovracoperta colori
tempo medio evasione ordine
ESAURITO

12.95 €
12.95 €

ISBN : 88-8058-082-5
EAN : 9788805808250

 
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