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IL CAMPIONE SILENZIOSO
Introduzione dell'autore

Una città, Torino, una domenica di fine novembre di 63 anni fa, fredda e umida, due eventi attesi un anno: il derby calcistico Torino-Juventus e la finalissima del campionato di pallone elastico tra Franco Balestra e Augusto Manzo. Calcio d'inizio e prima battuta quasi in contemporanea. Allo stadio, sulle tribune, ci sono larghi spazi vuoti. Nello sferisterio di via Napione, invece, non c'è più posto nemmeno per un gatto. Il caro, vecchio, "povero" balun batte il calcio. Anche i giornali, sportivi e non, lo scriveranno, il giorno dopo.
E nessuno, a Torino come ad Alba, a Imperia come ad Acqui, oserà stupirsi. Tutto normale? Non proprio. Ma certo non straordinario: nel lungo decennio dei Cinquanta, il pallone elastico, grazie a due campionissimi inarrivabili come Franco Balestra e Augusto Manzo, insidiò, e qualche volta superò, il clamore mediatico delle imprese calcistiche nazionali e internazionali di Juventus e Torino. "Se non ci fosse stato Manzo a contrastarlo, Balestra non sarebbe diventato il mito che ancora oggi è per i fortunati che lo hanno visto giocare e per chi ne ha solo sentito parlare da vecchi papà e nonni che non ci sono più". Che sia una verità o solo un punto di vista, poco cambia: c'è tutta l'essenza, dentro queste parole che mi confidò poco prima di morire un tifosissimo "balestrino", di un'epoca irripetibile del balun, e non solo del balun. Un'epoca diventata, nel decennio successivo, epopea. Oggi è leggenda. Leggenda perché Balestra non c'è più, se n'è andato tre anni fa, ventinove dopo il suo grande amico-avversario "Gusto". Leggenda perché negli sferisteri non c'è più lo stesso mondo, la stessa calca, con migliaia e migliaia di tifosi e appassionati, lo stesso clima di sana e ruspante competizione popolare, dove l'industriale si sedeva sui gradoni a fianco del contadino. Leggenda perché i giocatori non vanno più a far cena o bere un bicchiere nel più lontano e sperduto paesino delle Langhe e della Valle Arroscia, direttamente a casa di qualcuno che, in punto di morte, si ricorderà di quella sera indimenticabile passata con Balestra e Manzo, assieme, allo stesso, povero tavolo. Leggenda, infine, perché Balestra era Balestra e Manzo era Manzo. Come Coppi e Bartali, e le epoche, guarda caso, erano più o meno le stesse, la gente si divideva: quando gli uni piangevano, gli altri ridevano. Sempre nel massimo rispetto, senza un grammo di odio.
Questo libro arriva a 18 anni di distanza da "Le colline in pugno", il romanzo che scrissi insieme al collega Gino Perotto e che raccontava l'incredibile parabola sportiva di Franco Balestra, dal bimbo che giocava solitario a Tavole alle imprese memorabili sugli sferisteri piemontesi e liguri, gremiti da migliaia di tifosi entusiasti.
Nel nuovo volume trovano posto ricordi e testimonianze di prima mano, raccolti nelle piazze delle città, dei paesi e dei paesini dove Franco giocò per tanti anni. E poi: fotografie inedite, recuperate "saccheggiando" i vecchi album in pelle sepolti sotto la polvere delle soffitte di Claudio e Walter Balestra, figli ormai maturi di Franco. E ancora: voci e pensieri di chi, allora, era al "Mermet" e in via Napione, altre dei campioni di oggi e di ieri, rari e ormai introvabili articoli di giornali d'epoca (tra cui un ampio reportage firmato dall'inviato di Tuttosport a Tavole negli Anni Cinquanta), racconti dal vivo su partite finite direttamente nella storia ultrasecolare della pallapugno. E due interviste inedite: una di taglio più giornalistico con l'ex terzino di Balestra, Enrico Cichina Piana, 84 anni, l'unico ancora vivente delle mitiche sfide scudetto di Alba e Torino tra Manzo e Balestra, e l'altra con la figlia di Augusto Manzo, Elisabetta. C'è anche materiale di discussione e confronto per gli inguaribili del "chi è stato il più forte giocatore di tutti i tempi?". Una domanda, nella parte riservata alle testimonianze dei grandi campioni di ieri e di oggi, che il giornalista e cronista non poteva scansare. Le risposte sono arrivate. Da tutti: Bertola, Berruti, Sciorella, Danna, Vacchetto. Ma non sarebbe giusto anticiparle, qui. Buona lettura...

Giorgio Bracco
INDICE

Capitolo 1
Capitolo 2
Capitolo 3
Capitolo 4
Capitolo 5
Capitolo 6
Capitolo 7
Capitolo 8
Capitolo 9
Capitolo 10
Capitolo 11
Capitolo 12
Capitolo 13
Capitolo 14
Capitolo 15
Capitolo 16
Capitolo 17
Capitolo 18
Capitolo 19
Capitolo 20
Capitolo 21
Capitolo 22
Appendice




Giorgio Bracco

IL CAMPIONE SILENZIOSO

editore FENOGLIO EDITORE
edizione 2014
pagine 174
formato 15x21
brossura
tempo medio evasione ordine
2 giorni

15.00 €
15 €

ISBN :
EAN :

 
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