| IL LIBRO DEL CAVALIERE ERRANTE |
| TOMMASO III, MARCHESE ERRANTE: L'AUTOBIOGRAFIA CAVALLERESCA DI UN SALUZZO "Au pie des mons, en un coste d'Ytalie es co[n]fines de Pymont en Lombardie, aussi come au pie de la grant montaingne que se nomme Mont Visoul, qui devise France et Ytalie, en une contree longue et lee et tres bien habitee d'aucunes citez et chasteauz et villez, la avoit pluseurs noblez et puissanz seingneurs, entre lesquelz estoit le plus noble et plus puissant en souveraineté et seingnourie, et estoit un marquiz...»: così appare, nel Livre du Chevalier Errant, la regione che i Saluzzo già governavano da qualche secolo. Nessun nobile, prima di Tommaso III, aveva pensato di comporre un'opera per raccontare le antiche origini della città culla del potere della famiglia, come cornice per divulgare le leggende più apprezzate nel suo tempo. Tommaso fu il primo ad ideare la narrazione di un viaggio virtuale tra realtà e finzione, di tradizione dantesca, sviluppata con una tecnica narrativa decisamente innovativa nel suo intreccio, creando un'alternanza discontinua tra prosa e versi. Il suo lavoro, che possiamo definire 'autobiografico', si situa in un tempo culturalmente ben definito: tra il 1400 e il 1500 il clima di una sorprendente "renaissance chevaleresque" si era diffuso infiammando le corti di Francia e Germania. I miti di un'eleganza straordinaria, di una ricerca smisurata dell'onore, di un raffinatissimo piacere estetico, di un fasto scintillante da mostrare e in cui mostrarsi, furono gli elementi nodali della "véritable fièvre chevaleresque", fiorita "dans les premières années du règne de Charles VI", ma in realtà comparsa in Francia intorno al 1350, con Geoffroy de Charny o le Hutin de Vermeilles, proprio negli anni in cui veniva a nascere, in Saluzzo, nell'antica famiglia marchionale, un giovane destinato a divenire testimone, in ambito europeo e con una sola opera letteraria, tra i più eccellenti della particolare e inattesa stagione culturale. Il figlio primogenito di Federico II, (1357-1396), infatti, destinato a succedere al padre nel governo dell'antico e nobile marchesato, quattordicesimo successore del mitico Aleramo e uno degli ultimi esponenti della dinastia, avrebbe seguito un inedito cammino per prepararsi ad affrontare il difficile compito politico che lo aspettava, meritandosi proprio in questo una nomea che continua ancora oggi. [..] |
Il grande poema cavalleresco, in francese antico, scritto nel 1395 da Tommaso III di Saluzzo, viene pubblicato per la prima volta nella storia, а sei secoli dalla sua stesura. Il testo, a cura di Marco Piccat, massimo esperto dell'opera, è presentato in originale con la traduzione in italiano (Enrica Martinengo e Laura Ramello). Accompagnano i versi le straordinarie miniature a colori del manoscritto di Parigi. Il volume è rilegato, cartonato con sovracoperta in cristal e cofanetto. INDICE Marco Piccat, Tommaso III, marchese errante: l'autobiografia cavalleresca di un Saluzzo Renato Bordone, Une tres noble jouste Laura Ramello, L'edizione del Livre du Chevalier Errant: Il manoscritto L'edizione precedente I criteri di edizione Le Livre du Chevalier Errant Indice onomastico Enrica Martinengo, Nota alla traduzione Il Libro del Cavaliere Errante Indice tematico Indice onomastico Glossario Bibliografia |
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