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Alcune proposte
QUANDO C'ERA LA CORRIERA
tra le colline del Monferrato
PREFAZIONE

Sono grato ad Adriano Vanara per varie ragioni: rifacendosi vivo con me dopo tanti e tanti anni, mi ha riportato alla felice stagione della nostra adolescenziale amicizia. Insieme abbiamo rievocato con grande piacere fatti, personaggi, luoghi fubinesi ad entrambi familiari. Tra i due amici ritrovatisi è nata anche un'intensa collaborazione culturale.
Già al primo incontro da Adriano è uscita la discreta e un po' titubante preghiera di consigliarlo circa un suo ancora vago e timido progetto: quello di mettere per iscritto pensieri, ricordi, riflessioni. Ma non solo al 'letterato' - io ho subito inteso - era rivolta la richiesta, bensì anche al `fubinese': e così non mi è stato difficile, anzi è stato doveroso, incoraggiarlo doppiamente: sia, dunque, per la riconosciuta dignità della scrittura esibita fin dal primo specimen, sia per la comune appartenenza ad una stessa stagione e ad uno stesso luogo della nostra esistenza. Era un incoraggiamento sincero e convinto, e se fosse anche fondato e opportuno il lettore può giudicarlo da sé in base alla felicità del risultato.
Questi capitoli di Adriano Vanara mi hanno consentito di emendarmi in qualche modo della colpa dí una rimozione - peraltro involontaria - di una parte dei miei ricordi. Non solo, ma mi consentono di assolvere meglio al compito che ho inteso assumermi esercitando la presidenza della Fondazione Robotti di Fubine e del Centro Studi Monferrini: quello di operare allo scopo di conservare il ricordo del passato delle nostre contrade.
Non occorre, peraltro, essere un fubinese della generazione di Adriano e mia per ritrovarsi in questi ricordi e in queste riflessioni o per apprezzarne il valore documentario e sentimentale. Fubine è Fubine, ma non è solo Fubine: quanto meno è il Monferrato, è il Piemonte del secondo Novecento. Ma è anche un luogo storicamente meno circoscritto, umanamente più vasto.

Fubine, ottobre 2008
Gian Luigi Ferraris

Il viaggio, la corriera
Arrivo da Torino alla stazione di Asti con il rapido del primo pomeriggio. Superati i binari attraverso il sottopasso e risalite le scale, percorro il contenuto e freddo atrio dalle pareti rivestite di marmo bianco venato, con aperture e portali di marmo "verde alpi". L'atrio è pieno di persone vocianti alle biglietterie o al caffè della stazione, in fondo al lungo locale. Uscito dalla stazione, con quattro passi sono arrivato, con mamma e fratelli, nel vicino piazzale delle corriere.
Innumerevoli torpedoni di colore azzurro, allineati e sistemati sulla piazza, pronti a muoversi, con il loro "muso" squadrato, lungo ed ingombrante, che contiene un grande motore. Tutt'intorno gente indaffarata o in attesa di partire.
Uno spaccato della vita di una piccola città di provincia di tutti i giorni, quei giorni.
Piazzale immenso, colmo di corriere, una sorta di apparizione "futurista": la gente agitata dal lavoro, il dinamismo, la macchina, la corriera, il treno, che passa lì vicino. La velocità, la tecnologia, la spinta verso la vita moderna, la conquista del progresso.
L'autista della corriera è il padrone assoluto del mezzo: figura autorevole e fiera, un moderno eroe. Baffi folti, berretto in testa, nero, con una piccola visiera lucida. Prima di partire, si avvicina al cofano del muso della corriera, provvisto di due grandi sportelli longitudinali 'a libro'; li apre dal basso verso l'alto, da ambo i lati, li ripiega sulla superficie superiore del lungo muso, con fare sicuro ispeziona il motore. Si toglie il berretto e infila la testa in quell'ampio vano, tocca aggeggi, svita e toglie tappi, cosa faccia veramente non si sa. Forse controlla candele, acqua e olio. Da ogni parte, grandi e piccoli, spettatori curiosi e ficcanaso stupiti.
Viaggiatori e accompagnatori, gente che va e gente che viene, che parte, che arriva, che giunge a curiosare, a piedi, in bicicletta, gente in movimento come tante formiche indaffarate a portare il loro carico a destinazione.
[..]


INDICE

Prefazione

Premessa

Ringraziamenti

Breve nota bibliografica

Nota sulla trascrizione di termini dialettali

I il viaggio, la corriera
II Fubine com'è
III Arrivati a casa
IV Lezione alla cascina
V Strade e luoghi
VI Le cattedrali del lavoro contadino
VII La cascina Violante
VIII Vita alla cascina
IX Fontana Lunga
X La trebbiatura
XI Il pane al forno
XII Nei campi
XIII La Pinòta
XIV San Rocco
XV Ferragosto
XVI II granoturco
XVII Vendemmia
XVIII La capretta
XIX La Camandona
XX Natale




Adriano Vanara

QUANDO C'ERA LA CORRIERA

editore DELL'ORSO
edizione 2008
pagine 204
formato 17x24
brossura
tempo medio evasione ordine
ESAURITO

16.00 €
16 €

ISBN : 978-88-6274-092-0
EAN : 9788862740920

 
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