| COME PETER PAN Educazione, media e tecnologie oggi |
| Le trasformazioni in atto nel campo dei media e delle telecomunicazioni inducono sempre più a pensare nei termini di una cultura del cambiamento. Lo si può verificare se si pensa alle nuove realtà produttive, fisicamente decentrate e risolte nel modello di una rete di elementi intercomunicanti tra loro (azienda virtuale), a processi politici sempre più caratterizzati dal dominio dell'immagine e della comunicazione, a realtà domestiche sempre più "tecnologiche" grazie a fax, computer collegati on line, telefoni di tutti i tipi. I saggi raccolti in questo volume intendono fornire un contributo a pensare queste trasformazioni nell'ambito dei processi formativi, in particolare la scuola, alle prese con l'integrazione dei linguaggi audiovisivi, il protagonismo della televisione, la spinta all'innovazione (nella didattica e nell'apprendimento) promossa dalla multimedialità. La soluzione individuata più nella forma di spunti per la ricerca e la sperimentazione che in quella di una progettazione organica, indica nel senso di un atteggiamento positivo nei confronti dei media, nella determinazione a considerarli come risorse per l'educazione sdrammatizzando le preoccupazioni eccessive di chi ancora li guarda con sospetto. PREFAZIONE di Cesare Scurati Da qualche anno la problematica dei media, con particolare riferimento alla televisione, ha assunto un ruolo di vera e propria centralità nell'attenzione degli educatori e nell'interesse dei ricercatori oltre che nell'opinione pubblica in senso lato, il cui interesse si volge a questo argomento con pressoché irrefrenabile frequenza. È quindi più che comprensibile anche la continua comparsa di pubblicazioni, molte delle quali - come questo lavoro di Pier Cesare Rivoltella - di ragguardevolissimo livello, che cercano di fare il punto su questo affollato settore oppure di presentare spunti e proposte rivolte ad orientare la pratica degli operatori (genitori, insegnanti, animatori) impegnati sul campo. Le fondamentali caratteristiche del discorso di Rivoltella si possono collocare i due dimensioni: da una parte, la capacità di svolgere un'analisi interdisciplinare di consistente livello informativo e di limpida soluzione espositiva, nella quale la fusione e ri-fusione descrittiva, interpretativa ed applicativa dei dati e dei costrutti riesce ad oltrepassare la pura e semplice giustapposizione per giungere ad una "narrazione" nuova e validamente propositiva; dall'altra, l'orientamento a non chiudersi in una un po' riduttiva attenzione all'ormai "popolare" argomento TV per volgersi ad un confronto di più ampio orizzonte con le tematiche della comunicazione. Può valere la pena di riprendere, per essere più chiari, qualcuno fra i contributi più recenti afferenti alla prospettiva della "media education" . Prospettive L'idea di «alfabetizzazione mediale» (media literacy), intesa come educazione di base in una cultura saturata dai media, costituisce il motivo conduttore di un lavoro americano (J. Davies, Educating Students in a Media Culture, Technomic, Lancaster, 1996) nel quale si muove dalla convinzione che i media «non sono quel potente sistema monolitico che spesso siamo portati a credere» e dal «riconoscimento che gli studenti possono imparare a "leggere" i media ed a diventarne consumatori critici. Su queste premesse si basa il criterio della «alfabetizzazione mediale», i cui contenuti fondamentali vengono esplicitati [..] |
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