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IL CONTRABBANDO DELLA VITA
Passioni e politica nell'Italia del Risorgimento
Il romanzo è ispirato al Risorgimento, con le sue luci e le sue ombre. Il protagonista, Salvatore Morelli, patriota della penisola salentina nella Napoli dominata dai Borboni, vive la passione politica risorgimentale, la sensualità, l'amore romantico, l'ideale rivoluzionario mazziniano, la visione profetica dei diritti civili negati alle donne e paga uno scotto durissimo per i suoi ideali, sia nel Regno delle Due Sicilie che nel nuovo Stato unitario. Intorno a lui molti personaggi, in gran parte tratti dalla storia. Nel racconto l'amore e la morte, come sempre accade durante i periodi cruenti, si intrecciano, quasi si cercano.
Il Risorgimento è storia, avventura, passione civile, passione amorosa, romanticismo, trattativa, astuzia, martirio, pensiero, scontro militare, azioni disperate, l'imprevisto nelle manovre diplomatiche, l'incredibile sul campo di battaglia, ideali condivisi in ogni parte della penisola, duro contrasto di idee fra patrioti della stessa area geografica, scontri politici profondi, avversione tra i padri della Patria. L'Unità d'Italia è stata un miracolo del destino, perché sono vissuti nello stesso periodo storico Cavour, Mazzini e Garibaldi. Non si potevano piacere, avevano idee completamente divergenti, ma coprivano le tre grandi istanze politiche presenti nel Paese. Cavour il pensiero liberale e moderato; Mazzini la democrazia avanzata; Garibaldi la speranza di riscatto sociale. Lo scopo che perseguivano era lo stesso: creare fra difficoltà di ogni genere la Nazione italiana. Tutti e tre hanno lavorato divisi e uniti nello stesso tempo, dando il massimo della loro intelligenza e delle loro energie. Proprio perché tanto diversi tra loro, alla fine il sogno si è realizzato.
Il contrabbando della vita è un romanzo avvincente di passioni e storia. La nostra storia.

Castello di Ischia: carcere di massima sicurezza per i detenuti politici del Regno borbonico.
Agosto 1852, notte.
La cella era avvolta nel buio. Solo un lieve bagliore di luna imprigionato dalle inferriate si rifletteva sull'impiantito nerastro di pietre vulcaniche. Il prigioniero, madido di sudore, si destò all'improvviso da sogni furiosi al tramestio della chiave nella ruggine della toppa e allo scalpitio degli stivali militari. Si levò repentino sul giaciglio, il cuore chiuso nella morsa di un pericolo incombente. Una voce stentorea rimbombava nel suo orecchio frastornato, dopo i giorni spogli e muti dell'isolamento.
Il direttore della prigione, Rodrigo Romero, eretto come un macigno, declamava brutale:
«Il detenuto Salvatore Morelli è condannato a morte, con sentenza da eseguirsi immediatamente tramite fucilazione, per discorsi ed atti contro la sacra persona del Re e per la volontà reiterata di spargere malcontento contro il Governo, anche durante il periodo trascorso nel bagno penale di Ponza.»
Salvatore reagiva con coraggio: l'ineluttabilità della morte gli aveva ridato la forza. Ormai non più attesa, incertezza, paura. Gridava in faccia al carnefice:
«La morte di un singolo non può fermare il cammino verso l'Italia unita, libera, democratica. Verranno altri. Saranno di più.»
«Basta parole.»
Romero, con durezza, ordinava al patriota di avanzare tra i soldati e si poneva alla testa del lugubre corteo, diretto verso il piazzale del Castello.
Il condannato ora camminava quieto, vivo solo nei suoi pensieri, lontano dalla tragica realtà del presente. Al suo passaggio si aprivano gli spioncini delle segrete e comparivano i volti contratti degli altri condannati politici in isolamento. Quelli ammassati in celle multiple si spintonavano l'un l'altro, assiepandosi alle grate per vederlo passare. Erano tutti consapevoli che guardavano Salvatore per l'ultima volta.
Tronfio per il potere che rappresentava, Romero cadenzava ulteriormente il passo, alla ricerca di un ordine tanto perfetto da giustificare l'uccisione di un essere umano. Nei corridoi scuri del castello, affumicati dalle torce, risuonavano sulla pietra lavica, duri e inesorabili, i colpi delle suole chiodate dei militari.
Tutti vivevano il tragico evento.
Salvatore, ormai fuori dalla realtà del presente, ripercorreva nei complessi meandri della sua mente, tra fasci di immagini, il cammino aureo e drammatico della giovinezza, che lo aveva condotto al momento della verità.
La morte è la verità per eccellenza.
[..]





Emilia Sarogni

IL CONTRABBANDO DELLA VITA

editore DANIELA PIAZZA
edizione 2010
pagine 304
formato 13x21
plastificato con alette
tempo medio evasione ordine
2 giorni

18.00 €
18 €

ISBN : 978-88-7889-254-5
EAN : 9788878892545

 
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