| IL FIGLIO DEL CORSARO ROSSO |
| L'EDITORE
AI LETTORI «Ricordi quanta fosse la mia abilità nel riprodurre i grandi vascelli a vela e come conoscessi tutto il linguaggio marinaresco? Parlavo sempre di briganti, tre alberi, di bastinaggi e di vele di pappafico, conoscevo tutte le fasi delle battaglie navali del Corsaro Rosso e dei Tigrotti di Mompracem, ecc. Mi dispiaceva solo che Luciano possedesse una semplice robusta barchetta di latta pesante che in quattro movimenti affondava e speronava i miei più elaborati galeoni con tutta la complicata attrezzatura di ponti e di vele. Tuttavia ero molto orgoglioso della mia capacità». È Antonio Gramsci che dal carcere di Turi scrive alla madre questa accorata lettera, il 12 settembre 1932. Da sei anni languiva in carcere ma il ricordo nostalgico delle fanciullesche battaglie navali era vivissimo in lui, rafforzato da un perdurante sentimento d'orgoglio per la sua abilità nel padroneggiare le vele. Forse era meno vivo il ricordo del protagonista che non era il Corsaro Rosso bensì il figlio, non avendo Emilio Salgari mai scritto alcun libro incentrato sulla figura del «corsaro-padre» (cui si accenna in forma poco più che anagrafica, come antefatto a giustificare le imprese del figlio). Oppure Gramsci si riferiva al Corsaro Rosso di Cooper? Questo bellissimo libro è tutta un'esaltazione dell'intelligenza nell'arte marinaresca, dell'acrobatica arte di ammainare le vele, disfruttare e padroneggiare i venti. C'è da notare anzitutto che lo spirito marinaresco del Corsaro Rosso cooperiano pervade in larga misura Il Figlio del Corsaro Rosso creando quasi una continuità (a prescindere dal fatto che non esiste alcuna parentela tra i due: là si tratta d'un pirata tout-court, qui abbiamo un conte di Ventimiglia con tanto di genealogia che il saggio introduttivo di Luciano Tamburini paleserà), in secondo luogo che Gramsci, con l'accenno ai Tigrotti di Mompracem, avvalora il riferimento preciso ad un libro di Salgari, in questo caso al Figlio del Corsaro Rosso che è appunto il volume che qui presentiamo, quinto della collana "Salgari & Co". |
INDICE L'EDITORE AI LETTORI di Giovanna Viglongo UNA LAMA E UN'ORCHIDEA di Luciano Tamburini Ventimiglia di terra e di mare - Coordinate cronologiche - Il Rosso e il Nero - La vendetta trasposta - Noi siamo i cadetti di Guascogna - Sbavature IL FIGLIO DEL CORSARO ROSSO - PARTE PRIMA La marchesa di Montelimar Un duello terribile La corsa ai galli La caccia al Conte di Ventimiglia La fuga della fregata Il bucaniere La caccia umana Attraverso la savana La villa della marchesa di Montelimar Il capo Tiburon La caccia alla Santa Maria Il segretario del marchese di Montelimar PARTE SECONDA I due spacconi della filibusteria Il conte d'Alcalà L'inseguimento L'assalto a Pueblo-Viejo Le audaci imprese dei filibustieri La presa del marchese Il ritorno all'Oceano Pacifico Una terribile battaglia navale La regina dell'Oceano Pacifico Il Consigliere dell'Udienza Reale L'agguato d'El Valiente Un'altra trovata del guascone La caccia al conte di Ventimiglia La presa di Guayaquil Conclusione |
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