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PAROLE E DETTI DEL DIALETTO "ASTESAN"
Glossario dei vocaboli più usati nella parlata di Asti e del suo contado, con varianti, proverbi e modi di dire

PREFAZIONE
A chi non sia abituato alle fluttuazioni delle mode, alla evoluzione dei gusti e degli umori collettivi delle esigenze culturali, potrà anche destare una certa sorpresa il vedere, da qualche tempo a questa parte, un vasto rifiorire dell'interesse per il nostro dialetto (o lingua?) piemontese. Convegni di esperti, una produzione di narrativa e poesia vernacola, riedizioni di opere del passato e teatro popolare si succedono con una certa frequenza a testimoniare la predetta impressione, che corrisponde certamente ad una constatata attualità. Quali che siano le varie e complesse ragioni di questo fenomeno, non necessariamente limitato alla nostra regione e alla nostra città, appare diffuso il gusto per un pluralismo linguistico corrispondente ad una variata pluralità di tradizioni storico-culturali e di costume a livello nazionale ed europeo. In questo ordine di idee si colloca la presente opera, un dizionario piemontese-astigiano che, colmando una lacuna, testimonia e corona il serio impegno, l'esperienza e la preparazione degli autori. L'opera prende posto e si colloca opportunamente ed autorevolmente in una tradizione di testi linguistici piemontesi, più o meno lontani nel tempo, di cui la bibliografia acclusa al volume offre una documentata testimonianza. Essa risponde alle richieste del lettore, del cultore ed anche del semplice fruitore della parlata nostrana, offrendo di volta in volta ad ognuna delle singole voci (sono più di tremila) l'indicazione semantica nelle sue variazioni, una attendibile etimologia ed anche una esatta grafia, suggerita da un costante raffronto con la pronuncia corrente, fuori da ogni discutibile schematismo teorico. Il libro contiene anche un sintetico chiarimento sintattico-grammaticale a carattere orientativo. E chiaro però che una valida utilizzazione di coteste indicazioni presuppone un possesso discreto della lingua stessa, nella sua autentica vitalità.

Essa, legata alle nostre più vive e personali abitudini di relazioni umane e di comunicazione quotidiana, ai sentimenti e alle memorie del passato, testimonia, attraverso la trascrizione e l'illustrazione delle parole in uso, l'immagine reale della sua remota e illustre origine regionale e cittadina, coeva alla formazione di lingue affini e intercomunicanti come il francese, l'occitanico, lo spagnolo. Al di là di una vaga e incerta matrice ligure-celtica, riaffiora nelle voci di questa nostra lingua la remota ed elaborata radice latino-romana che il lettore interessato ed esperto potrà anche verificare e intuire per proprio conto. Ma questa lingua astigiano-piemontese reca altresì l'impronta di tutta una lunga e travagliata vicenda storica, politica, sociale, economica e culturale, fornendo un'immagine concretamente valida della nostra terra e della sua gente. Una cultura che non esclude nè contrasta beninteso, quella collettiva nazionale, ma semmai l'arricchisce e la conferma opportunamente. Questo si dica per convincere coloro che pensano essere negativo e deviante l'apprendimento della lingua locale rispetto alla acquisizione corretta di quella nazionale. Sono frequenti le testimonianze di scrittori, studiosi ed anche semplicemente di comuni parlanti che confermano l'utilità di questa sirnbiosi linguistica, capace di approfondire e sviluppare le attitudini comunicative e semantiche della persona. Dunque l'opera qui presentata, oltre ad appagare le legittime curiosità e il desiderio di coloro che intendono giustificare e precisare il proprio uso dell'astigiano, (che è un'ambizione quanto mai legittima ed opportuna) sarà un apporto fecondo al complesso e sempre attuale dibattito sulla lingua, anche sul piano generale ed universale. Quando. in tempi di crisi e di ripensamenti come questo nostro, sono messi in discussione le realtà storiche, le idee e le convinzioni collettive, il supporto del linguaggio, veicolo indispensabile di ogni operazione sociale, può essere in ogni modo una reale base di riferimento e un insostituibile mezzo di confronto e di intesa.

GIACINTO GRASSI


 






Giuseppe Crosa-Primo Maioglio

PAROLE E DETTI DEL DIALETTO "ASTESAN"

editore OMNIA
edizione 1988
pagine 296
formato 15x21
rilegato in tela con sovracoperta
tempo medio evasione ordine
ESAURITO

13.43 €
13.43 €

ISBN :
EAN :

 
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