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Nel nome di Asti
LE FARFALLE DELLE ALPI
come riconoscerle, dove e quando osservarle
Le farfalle catturano la nostra immaginazione come pochi animali al mondo: il volo aggraziato, i colori sgargianti e il loro affascinante ciclo vitale hanno fatto sì che durante la storia dell'uomo si siano legate in vario modo alla cultura, all'arte, alla letteratura, al mito.
Oggi le farfalle sono molto importanti anche dal punto di vista scientifico, perché sono utili bioindicatori: attraverso il loro comportamento e la loro presenza ci forniscono informazioni sullo stato di salute dell'ambiente che ci circonda.
In Italia sono censite circa 280 specie di farfalle; di queste più di 200 sono presenti in volo sulle Alpi e si possono osservare durante le escursioni in ambiente montano: questa guida, organizzata per schede, si propone come uno strumento per aiutare a riconoscerne le caratteristiche e le peculiarità.
Per ogni specie, indicata con il nome scientifico e quello volgare in tre lingue, si segnalano l'area di presenza sull'arco alpino e il periodo in cui si possono osservare i differenti stadi di sviluppo, fornendo le informazioni principali sul ciclo vitale, le caratteristiche cromatiche e l'ecologia. Splendide fotografie illustrano gli elementi morfologici utili all'identificazione e guidano gli appassionati (esperti o alle prime armi) alla scoperta di questi meravigliosi e variopinti insetti.


PRESENTAZIONE

In Europa la catena delle Alpi, dal Colle di Cadibona e dalla Bassa Provenza fino al Golfo del Quarnaro, rappresenta la principale area di endemismo delle farfalle diurne. Numerose specie, infatti - soprattutto di satirini, come molte Erebia, ma anche di tutte le altre famiglie e sottofamiglie di questi insetti -, abitano esclusivamente l'arco alpino.
Le ragioni di questa concentrazione di elementi faunistici, ma anche fioristi-ci, così peculiari su una superficie relativamente ristretta vanno cercate negli andirivieni del clima. Gli eventi glaciali e interglaciali che hanno caratterizzato il Quaternario hanno profondamente segnato la fauna europea. I lunghi periodi freddi, con i loro estremi termici, hanno molto probabilmente causato l'estinzione di numerose specie, soprattutto d'insetti, che non sono giunte fino a noi e che, non avendo lasciato tracce fossili, resteranno per sempre sconosciute. Altre specie, tuttavia, sono potute sopravvivere, magari in piccole popolazioni isolate, trovando rifugio in zone marginali rispetto alle calotte glaciali che di volta in volta si estendevano e si riducevano seguendo le alternanze del clima. In queste aree di rifugio specie altrove scomparse si sono così salvate dall'estinzione, lentamente adattando la loro fisiologia e le loro caratteristiche biologiche alle mutate condizioni dell'ambiente. Per alcune di queste, relitti di faune molto antiche, i cambiamenti morfologici intervenuti con il passare del tempo potranno essere stati anche relativamente lievi rispetto ai ceppi genetici originari. In altri casi, invece, i processi adattativi, agendo magari in sinergia con gli effetti genetici derivanti dalle piccole dimensioni delle popolazioni residuali, hanno finito con il determinare trasformazioni talmente profonde dal causare la nascita di specie distinte. Se supponiamo che, come spesso avviene, la divergenza in morfologia esterna possa essere intesa come un surrogato per valutare il livello di divergenza genetica fra le specie, possiamo meglio renderci conto di come le variazioni del clima abbiano lasciato tracce non solo nella geomorfologia delle Alpi, ma anche nelle loro componenti biologiche.
I molti endemismi che troviamo oggi nell'arco alpino si differenziano quindi dal punto di vista morfologico e biologico in grado diverso dalle altre specie, con loro più o meno strettamente imparentate, che abitano il nostro continente. Quelle di origine più antica saranno in genere le più divergenti, altre lo saranno meno. Di norma, comunque, la loro distribuzione geografica sarà limitata ad aree più o meno ristrette dell'arco alpino, secondo la loro biologia.
La fauna delle Alpi non è però, evidentemente, rappresentata solo da specie endemiche.
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INDICE

Presentazione di Emilio Balletto
Presentazione di Mauro Gobbi
Ringraziamenti

Le farfalle delle Alpi
Le Alpi
Classificazione delle farfalle
Origine delle farfalle
Morfologia, ali e colori
Il ciclo di sviluppo
Farfalle migranti e sedentarie
Farfalle in alta quota
Farfalle, ottimi bioindicatori
Butterfly watching

Alcune considerazioni sull'uso della guida
Terminologia adottata e ordine di presentazione
Simbologia
Risorse fotografiche

Le farfalle
Famiglia Papilionidae
Famiglia Pieridae
Famiglia Lycaenidae
Famiglia Riodinidae
Famiglia Nymphalidae
Famiglia Hesperiidae

Glossario

Per approfondire

Indice dei nomi italiani

Indice dei nomi latini

Indice delle specie botaniche




Gianluca Ferretti

LE FARFALLE DELLE ALPI

editore BLU Edizioni
edizione 2012
pagine 352
formato 14x22
plastificato con alette
tempo medio evasione ordine
2 giorni

19.00 €
19 €

ISBN : 978-88-7904-130-0
EAN : 9788879041300

 
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