| IL
FIORE DELLE LETTERE Epistolario |
| La
presente antologia di lettere dannunziane è
al momento l'unica maniera concessa ai lettori del poeta di introdursi nella
sua vita famigliare, tra i suoi amici e di prendere quasi parte alle sue
vicende amorose e belliche, non escludendo, anzi rilevando, la novità
ultima della scrittura senile. INTRODUZIONE Risulta che due conoscitori e cultori di D'Annunzio, quali Antonio Bruers e Guglielmo Gatti, erano concordi nel valutare enorme il numero delle lettere scritte dal Poeta, «più di centomila» addirittura, certamente non contenibile dentro lo spazio dei dieci volumi un tempo progettati. Ricorda Annamaria Andreoli nell'ultima delle biografie dannunziane uscite, la prima del XXI secolo, che «nell'anno scolastico 1880-81 le spese dell'imponente corrispondenza» dell'allora allievo del Cicognini di Prato , ammontavano a «106.68 lire, cifra davvero considerevole». Vero che correvano tempi di inflazione epistolare, come garantisce un attento compulsatore delle lettere di Baudelaire, di Flaubert, di Rilke, di Kafka, di Proust, (e di altri ancora), ma nei loro casi tanto singoli carteggi quanto sillogi complete hanno provveduto a contenere un flusso di lettere che il nostro «epistolografo a getto continuo» sembra non voler consentire. In queste condizioni, volendo dar conto di un'attività scrittoria che gode di una sua autonomia, come vedremo, e non può certo essere costretta negli spazi di necessità riservatile nelle biografie, o nei commenti testuali delle opere in poesia e in prosa, mi sono assunto la responsabilità di allestirne un'antologia. Mi ha confortato la ristampa delle Prose scelte da d'Annunzio medesimo nel 1906, se pur di lettere non conservi neppure un testimone; del resto si comporterà nello stesso modo nel 1926 quando progetterà l'edizione definitiva delle sue opere, affidata a Mondadori. So bene che trattavasi allora di un'antologia d'autore, come giustamente ha messo in rilievo Pietro Gibellini, documentando «inequivocabilmente la paternità dannunziana» dell'Avvertimento premesso all'antologia trevesiana e firmato «Gli Editori». Né mi sfugge che mai si potrà ripetere, per questa antologia delle lettere, quel che nell'Avvertimento appena riferito subito si voleva che suonasse ben chiaro: trattasi di un «volume di passi scelti nell'opera non chiusa di uno scrittore vivo e militante» derogando cos' dalla «consuetudine che vuole postumi i florilegi» [..] |
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