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I GIOVANI E LA POLITICA: IL LUNGO '68
PREFAZIONE

LA RIVOLUZIONE CULTURALE DEL '68
di Laurana Lajolo

A distanza di trent'anni, può essere utile, chiedersi se è passata la memoria del Sessantotto nelle generazioni successive. E di quale '68? Quello dell'antiautoritarismo e dell'anticonformismo, quello della rivoluzione e quello della violenza terroristica, quello del femminismo, quello studentesco e quello operaio? Ci sono stati tanti '68 dal punto di vista soggettivo e tante esperienze di quella stagione, a seconda del ruolo che ciascuno ha assunto e svolto ín quel momento, anche in relazione alla continuità, data in tempi successivi,' di certi ideali e valori, a seconda delle sconfitte o dei successi individuali.
Nel corso del trentesimo anniversario di quel fenomeno vi sono stati troppi stereotipi celebrativi. A questo proposito è opportuno prendere avvio dall'uso pubblico di una memoria «costruita» trent'anni dopo dai media. Nel '98 i programmi televisivi e le videocassette in commercio hanno veicolato filmati e materiali delle grandi manifestazioni studentesche, in larga parte successive al vero e proprio anno '68, senza ricordarne le origini, dalla rivolta americana di Berkeley alla contestazione studentesca dell'autunno '67 nei confronti dell'autoritarismo e dei docenti baroni dell'Università dí Torino. Un inizio del Sessantotto non documentato.
Le prime fonti da ricercare non sono, infatti, le manifestazioni di piazza e gli scontri con la polizia, bensì le affollate assemblee nelle sedi universitarie e nelle scuole superiori con discussioni non astratte, ma chiaramente esemplificative delle evidenti contraddizioni di un sistema scolastico arretrato e museificato. Il '67-68 è un movimento di idee, di parole, di modificazioni concettuali, di confronti dialettici, di contrapposizione tra un vecchio superato e insopportabile e un «nuovo» da costruire collettivamente in modo nettamente anticonformista rispetto al passato.
Le fonti, se non sono del tutto disperse, possono essere rintracciate in scaffali e cassetti di qualche giovane di allora, che aveva l'abitudine di tenere un diario (e allora erano molti gli studenti, e soprattutto le studentesse, che riflettevano su se stessi attraverso la scrittura) o comunque raccogliere ciò che scrivevano in quel tempo: verbali di assemblee a uso individuale, giornali scolastici, documenti ciclostilati, riproduzione di slogan, annotazioni su libri, che, in quegli anni, hanno formato la riflessione critica e i sentimenti comuni. Allora era importante leggere e riflettere sui libri.
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INDICE

Prefazione - La rivoluzione culturale del '68
di Laurana Lajolo

1. Note per una storia da fare: la stagione dei movimenti in Italia
di Marco Grispigni

2. Il lungo decennio: l'Italia prima del '68
di Simona Urso

3. La stagione del dialogo: la Chiesa dopo il Concilio
di Gianfranco Monaca

4. Capelloni, contestatori, estremisti: i giovani degli anni Sessanta
di Diego Giachetti

5. Sinistra storica e nuova sinistra
di Sergio Dalmasso

6. Violenza, scontri di piazza, stragismo, terrorismo
di Mario Renosio

7. Il '68 e il movimento delle donne: ipotesi per una storia di genere
di Elda Guerra

8. Il cinema come fonte e come autorappresentazione
di Carmelo Adagio

9. Giovani ad Asti: voci dalla provincia
di Nicoletta Fasano

10. Il '68 dei contadini
di Oddino Bo

Inserto fotografico

Indice dei nomi




Nicoletta Fasano - Mario Renosio

I GIOVANI E LA POLITICA: IL LUNGO '68

editore ISRAT
edizione 2002
pagine 248
formato 17x24
brossura
tempo medio evasione ordine
5 giorni

13.50 €
10.80 €

ISBN : 88-7670-435-3
EAN : 9788876704352

 
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