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IL
PIANISTA |
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Il
23 settembre 1939 Wladyslaw Szpilman, un giovane pianista di Varsavia,
suonò il Notturno in C diesis minore di Chopin per la
radio locale, mentre le bombe tedesche cadevano sulla città. Il
rumore era così forte da impedirgli di udire il suono del suo stesso
pianoforte. Fu l'ultima trasmissione dal vivo in onda da Varsavia. Più
tardi, quello stesso giorno, un ordigno tedesco distrusse la centrale
elettrica e la stazione radio polacca fu ridotta al silenzio. La guerra
precipitò Varsavia nell'orrore feroce dell'occupazione. Rinchiusi
nel ghetto e assediati dalla fame e dalle malattie, gli ebrei furono a
poco a poco decimati. Agghiacciato testimone degli eventi che porteranno
alla rivolta e all'evacuazione della città, Szpilman vide morire
molti dei suoi amici e la sua intera famiglia, riuscendo miracolosamente
a sopravvivere tra le rovine della sua amata Varsavia. |
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Ho iniziato la mia carriera di pianista durante la guerra, al Café
Nowoczesna, che si trovava in via Nowolipki, proprio nel cuore del ghetto
di Varsavia. Quando nel novembre del 1940 i cancelli del ghetto vennero
chiusi, la mia famiglia ormai da molto tempo aveva venduto tutto quello
che si poteva vendere, persino quello che noi consideravamo il nostro
bene più prezioso: il pianoforte. La vita, alla quale quei tempi
avevano tolto ogni valore, mi costrinse tuttavia a vincere la mia apatia
e cercare un modo per guadagnarmi da vivere." |
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