| IMPRONTE SANTI SOCIALI E LAICI IN PIEMONTE Hanno ascoltato e risposto alle parole e ai silenzi di chi fa più fatica |
| Passeggiando per le strade, entrando nelle case, ascoltando, sfogliando libri e vite, ho raccolto i sospiri di uomini e donne, credenti e non, santi e non, che hanno risposto ai silenzi e alle parole dei poveri. Il quadro che emerge documenta un intreccio di «vite straordinarie» cominciato secoli fa: vivissimo nell'Ottocento di Torino e del Piemonte con una concentrazione di santi sociali mai vista nel mondo; forte nel Novecento della miseria, delle guerre, della dittatura; vivace oggi tra vecchie sofferenze e nuove povertà. Ecco i volti dei grandi: dal Cottolengo a don Bosco, dal Cafasso a don Orione. Ecco i volti di snore o madri, di preti o laici che hanno seguito la società nella sua lenta trasformazione creando strutture, fondando ordini, costruendo piccoli porti nel mare del bisogno. Ecco i volti e le «impronte» di tanti che hanno nascosto e salvato ebrei durante le terribili leggi razziali o hanno trasformato i loro paesi o lе loro città, con appassionati interventi sociali o, a volte, semplicemente con la loro generosità. «Impronte» è il diario di una società che ha camminato insieme a tante «belle persone». Persone che hanno lavorato per eliminare l'odio tra la gente, il silenzio tra marito e mogli, tra padri e figli. Hanno raccolto gli sfoghi della società, lasciato speranza, fede, tolleranza, disponibilità, amore, fantasia. Sono personaggi limpidi che hanno riempito i vuoti di mold; figure che, nel deserto dei valori, sono stati «testimoni», a volte anche scomodi. Lo hanno fatto con gesti e parole; davanti al mondo e in silenzio. Lo hanno fatto col cuore e anche solo per questo, vale la pena di conoscerli. PREFAZIONE «Il sangue dei martiri é seme dei cristiani», affermava Tertulliano e con lui tutta la tradizione patristica, ed è prezioso ritornare a questo adagio anche ai nostri giorni, quando la testimonianza fino al sangue ha ripreso a essere un segno presente non solo agli estremi confini della missione. Ma credo sia anche prezioso fermarsi a riflettere sul terreno che ha accolto e accoglie quel seme, su come lo sa custodire, far crescere, fiorire e maturare fino a dare frutto. Perché la trasmissione della fede avviene anche grazie a un patrimonio di vicende vissute in un determinato luogo e contesto, in una precisa chiesa locale, in un terreno reso fertile da generazioni e generazioni di semplici cristiani che hanno saputo incarnare le esigenze del Vangelo intrecciandole con la propria cultura, la propria storia, le ricchezze e le miserie della propria terra. [..] |
INDICE PREFAZIONE di fr. Enzo Bianchi DUE PASSI INDIETRO [..] TORINO: GLI ANNI SPECIALI [..] PARROCI, RELIGIOSI E LAICI DAL CUORE GRANDE [..] DUE CUORI PURI [..] ALBUM MARTIRI PER GLI ALTRI [..] SUORE SANTE [..] VESCOVI "DOC" [..] MISSIONARI ECCEZIONALI [..] I GIORNALI DI DON ALBERIONE [..] IMPRONTE [..] |
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