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LAVORO NEL CUORE L'emigrazione piemontese in Savoia |
Per la prima volta l'avventura dei Piemontesi che si sono insediati in Savoia esce dall'ombra. Essi aprono la loro casa e il loro cuore per farci condividere queste pagine di vita in cui si mescolano la speranza e la paura, la libertà e la sottomissione, l'affermazione e l'insuccesso, l'amore e l'abbandono. L'emigrazione resta per molti una cicatrice ed essi non hanno dimenticato i loro piccoli paesi del Piemonte. Immagini inedite e commoventi di grande bellezza illustrano le testimonianze che fanno di questo libro un piccolo evento. L'emigrazione era l'unica via di scampo, l'unica strada della speranza, l'unica scelta di civiltà di cui il contadino povero disponeva. Le montagne che si separano dalla Francia era come se non esistessero. Nuto Revelli, Il mondo dei vinti. Il mio paese io ce l'avevo nella memoria tutto quanto, ero io stesso il mio paese: bastava che chiudessi gli occhi... per sentire che il mio sangue, le mie ossa, il mio respiro, tutto era fatto di quella sostanza e oltre a me e quella terra non esisteva nulla... Cesare Pavese, Feria d'agosto. |
INDICE Il lavoro nel cuore L'emigrazione, una cicatrice La miseria delle montagne piemontesi a fine XIX secolo Aspirati del vuoto L'migrazione stagionale o il tempo delle rondini Il passaggio della frontiera un momento commovente Partivano contadini per tornare operai Il controllo della mano d'opera straniera L'acquisizione della nazionalità Gli emigranti nella città I figli del signore I consolati d'Italia dal Regno alla Repubblica Alla ricerca delle proprie radici I valori condivisi Testimonianze La croce e il fazzoletto bianco Abbandonare tutto per restare un uomo libero "Via col vento" Dalla stagnatura alla vetreria Il mondo oltre le mie montagne Vivere altrove per amore Nel turbine alberghiero Emigrare per amore... L'uomo delle frontiere aperte L'emigrazione, un ricchezza Dalla pubblica assistenza ad una vita sociale attiva Cantare i ritornelli del proprio paese Dalle Valli Valdesi a Chambéry via Marsiglia Al sevizio dell'impresa dei Bozon-Verduraz I lavoratori siderurgici di Ugine Dal biellese al quartiere del Biollay La mia cara Italia Minatore e lavoratore metallurgico Dall'orfanotrofio valdostano alla liberazione Dalle risaie alla resistenza savoiarda Integrarsi senza dimenticare le origini Quando il muratore prende dimora a Modane Gli imprenditori biellesi Da Campertogno alle Fucine d'Albertville I lavoratori d'Ardesia della Val di Lanzo I sentieri dei contrabbandieri Mio nonno: il piccolo valdese calzolaio a Chambéry I Michiardi La mia ricchezza: le mie radici... Ringraziamenti |
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