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I LUOGHI DEL LAVORO NELLA VALLE DELLO STRONA
tra ruote, rogge, fabbriche e prodotti
PRESENTAZIONE
Un museo non per i visitatori ma per gli abitanti. Huaues de Varine, 1973

Oggi lo studio di una realtà che può sembrare "minore" - qual è la valle Strona del Cusio - e di oggetti che possono essere ritenuti poco "artistici" - i reperti del lavoro svolto dalla popolazione - si presenta invece come un'esigenza autentica, quando si pensi che circa da una ventina d'anni George Riviere indicava la necessità di configurare un nuovo modo di conservare e valorizzare la memoria dei luoghi. Egli proponeva l'idea di un nuovo tipo di museo - l'ecomuseo - ovvero "un museo dell'uomo ma anche della natura [...] quella cosa che una amministrazione e una popolazione concepiscono insieme e insieme fabbricano e conducono [...] nella quale si attua la partecipazione di tutte le forze vitali delle diverse generazioni, secondo le aspirazioni, i saperi e le possibilità di approccio di ciascuno". Uno specchio nel quale la popolazione si guarda per riconoscersi, un "laboratorio" mediante il quale essa cerca di capire il territorio al quale appartiene, sul filo della memoria delle generazioni che l'hanno preceduta, ma con lo sguardo teso al futuro.
Se tali parole sono tuttora vive e ci spingono a procedere in questa strada, ormai sempre più largamente condivisa, il primo atto è allora quello della conoscenza dei luoghi, degli oggetti, degli attori e delle loro interazioni: necessità alla quale risponde il lavoro che qui si presenta, stimolato dalle radici di appartenenza dell'autrice, dalle sue costanti frequentazioni, e preceduto da una prima ricognizione eseguita per il dottorato di ricerca presso la Facoltà di Architettura del Politecnico di Torino, positivamente concluso.
Da questa prima indagine è emersa, per la valle Strona, una fisionomia particolare, poiché la base portante dell'attività industriale si distacca e si configura diversamente da quella che ha formato il nucleo produttivo di altre zone paleoindustriali del Piemonte, precocemente e saldamente interessate soprattutto dall'allevamento del baco da seta e dalla lavorazione del filato serico. In valle dello Strona si è sviluppata dapprima la lavorazione dei metalli e quella del legno, in seguito è arrivato il cotone, per continuare poi, in forma diversa, l'antica tradizione delle "minuterie metalliche"; quest'ultimo settore è ancora oggi un'autentica e viva realtà, saldamente concorrenziale e in forte espansione. Un'altra impronta particolare, che la accomuna tuttavia a molte altre zone di frontiera, è che si tratta di un microcosmo tutt'altro che chiuso, ma vivace ed aperto a scambi interfrontalieri molteplici, che si riverberano sul sociale, sull'economia e sull'habitat della valle stessa. Dapprima sono scambi con la Germania, e poi con la Svizzera tedesca, una costante necessità che ha nel tempo arricchito gli abitanti della valle sia a livello di cultura "del fare" che di civiltà del vivere in senso lato.
Infine, ogni studio, ancorché preciso e documentato, nel risultare certamente utile per l'avanzamento delle conoscenze, può diventare ben più incisivo se riesce ad istituire una salda rispondenza in sede locale; nella valle Strona ci troviamo favoriti sotto molteplici aspetti, sia dall'esistenza di una realtà produttiva vivace, sia dall'autentico interesse di parte della popolazione. Il presente studio, nel fare emergere le lontane radici di un lavoro che è tuttora vitale, riannodando il filo ininterrotto della storia, può veramente sollecitare la creazione di "un museo non per i visitatori ma per gli abitanti", come auspicava Hugues de Varine presentando nel 1973 l'ecomuseo Le Creusot Montceau-Les Mines in Borgogna, che si è andato profilando come un vero laboratorio di cultura "materiale" per la popolazione che abita i sedici comuni di cui si compone, quale si auspica possa avvenire nel territorio della valle Strona.

Laura Palmucci
Politecnico di Torino
SOMMARIO

Presentazione di Laura Palmucci

I LUOGHI DEL LAVORO NELLA VALLE DELLO STRONA

Introduzione

Capitolo primo - All'origine dello sviluppo industriale: il Settecento e la prima metà dell'Ottocento
1. Le vie di comunicazione tra Settecento e prima metà dell'Ottocento
2. Manifatture e territorio nella fase protoindustriale
3. Antichi mestieri ed emigrazione
4. L'attività mineraria
5. L'origine dell'insediamento industriale in valle Strona: le fonti catastali

Capitolo secondo - La grande industria in bassa valle Strona
1. La formazione dei grandi complessi produttivi: dagli anni '40 dell'Ottocento all'inizio del Novecento
2. Le fonti di energia: dalla roggia alla centrale elettrica
3. La rete ferroviaria
4. I grandi complessi produttivi
5. Alla ricerca di nuove fonti di energia
6. Il declino della grande industria

Capitolo terzo - La lavorazione dei metalli e del legno
1. Origini e sviluppo della lavorazione dei metalli
2. Opifici e territorio nella seconda metà dell'Ottocento
3. Dall'artigianato all'industria
4. Dalla bottega alla fabbrica
5. L'alta valle e l'artigianato del legno

Bibliografia




Valeria Garuzzo

I LUOGHI DEL LAVORO NELLA VALLE DELLO STRONA

editore CELID
edizione 2000
pagine 192
formato 22x22
brossura
tempo medio evasione ordine
ESAURITO

18.50 €
18.50 €

ISBN : 88-7661-420-6
EAN : 9788876614200

 
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