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LA LEGGENDA CORRE SUL FIUME |
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La vita, le figurine di tutti i giorni balzano vive nel loro ambiente fatto di piccole manie, di pettegolezzi, di malignità e di chiacchiere. E da esse, come per incanto, sboccia la leggenda lunare e delicata di luoghi, personaggi e vicende sublimati dalla poesia. Galla Placidia, il trovatore vagabondo, la strega Micillina, il monaco Averaunus, l'imperatore Costante II, l'ebreo errante, i falò della notte di San Giovanni... la Dolores de Panza, la Manicomio, la Bigotta del secondo piano, Betzabea la portinaia, la Rododendri, Maria di tutti... una galleria di figure senza tramonto. La poesia tripudia ancora immortale, nonostante il biondo dio del Tanaro sia fuggito dalla sua cattedrale di cristallo, nell'alveo del Fiume, con le sue ninfe dalle tuniche azzurre ululando a cercare scampo in qualche fogna dimenticata. «La leggenda è la trasposizione poetica di avvenimenti, personaggi, vicende storiche cantate e celebrate dai popoli». Così la definisce Francesco De sanctis nel saggio VII sul vero storico e il vero poetico. La leggenda corre sul fiume. «Chi ha bevuto l'acqua del fiume non lo scorderà mai. L'acqua dei fiumi di tutta la terra non riuscirà a spegnere la sua sete». Il fiume è il Tanaro e il cantico risale ai druidi del Celto-Liguri-Statielli. Le leggende della raccolta si snodano in tutti i tempi, compresi quelli contemporanei, perchè la poesia non ha età e non ha confini. |
NOTA
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