| MARCORENGO Mille anni di storia |
| Marcorengo, di probabili origini longobarde, già nell'XI secolo costituiva un nucleo abitato di una certa rilevanza sì da essere attribuito a "Ualfredus de Mercorengo", uno dei più antichi "capitaneus" di un comune piemontese. Il libro ne segue le vicissitudini sino ai giorni nostri, a partire dall'antichissima famiglia nobiliare dei Miroglio di Marcorengo che, nel Marchesato di Monferrato, ne ha contraddistinto la storia prima sotto gli A leramici e dopo sotto i Paleologi, per poi estinguersi a fine Trecento e lasciare il posto ai Radicati. Di quest'altra antichissima e nobile famiglia esistono tuttora dei discendenti. Successivamente il libro parla del paese sotto il dominio dei Gonzaga di Mantova, dominio che si conclude con il passaggio nel 1631 ai Savoia, per approdare successivamente al Regno di Sardegna e, nel 1861, all'Unità d'Italia Il libro si occupa poi del comune dalle sue origini nel Trecento sino al 1929 anno in cui è soppresso; in seguito non è più ricostituito. Di esso ne segue l'organizzazione comunale mutata varie volte, dai consoli, ai sindaci, ai "maires", e caratterizzata dalle sue figure peculiari: castellani o podestà, scrivani o segretari, nunci o messi, esattori e gabellotti. Tratta quindi della chiesa, già esistente nel Duecento ed elevata a parrocchia nel Concilio di Trento, e dei suoi luoghi di culto, prima dipendenti dalla diocesi di Vercelli e in seguito, dal 1474, da quella di Casale. Il libro parla inoltre del castello medievale già esistente nel Duecento e distrutto a metà del Seicento e si occupa in modo circostanziato della Linea dei Radicati di Marcorengo, nata nel 1562 ed estinta nel 1693. Segue poi in modo molto particolareggiato il lento spegnersi del "paese vecchio" di Marcorengo, distrutto e rimasto totalmente disabitato a metà Seicento, dalle cui ceneri nasce il "paese nuovo" con un massiccio "Ripopolamento" che ne muta radicalmente la geografia dei cognomi e la fisionomia. Nel libro si dà largo spazio alla vita paesana a partire dal Cinquecento sino all'Ottocento: come ci si vestiva, com'erano le case, le vettovaglie di uso quotidiano e gli attrezzi utilizzati nei lavori agricoli, cosa si mangiava. Con ciò non si tralascia di parlare della grande emigrazione di fine Ottocento verso Francia, Argentina e Stati Uniti quando la popolazione toccò il suo massimo, 537 abitanti, o di ricordare i caduti marcorenghesi della prima e della seconda guerra mondiale. Una parte è poi dedicata ai suoi personaggi più significativi, alcuni dei quali si ricordano qui brevemente: oltre il citato "Ualfredus", il "prior claustralis Jacobus" presso il monastero benedettino di San Bartolomeo d'Azzano, il notaio Pietro Forno importante per i documenti che ci ha tramandato sulla storia del paese, il militare Francesco Scaglione insignito da Napoleone della prestigiosa "Legione d'Onore", il flebotomo e latifondista Carlo Cerruti creatore fra l'altro di un lago artificiale, il saltimbanco Venanzio Masino che per primo importò in Italia lo spettacolo del "globo della morte", il pittore impressionista Giulio Romano Vercelli e il missionario vincenziano padre Giuseppe Ferro. Il libro vuole far conoscere questo piccolo paese, posto al confine di quattro province e balcone sulla pianura padana, per quanto possibile in tutte le sue sfaccettature, non ultimo il suo simbolo, il "biru" o tacchino, che ne è anche il personaggio carnevalesco. Non resta dunque che augurare una buona lettura, con la speranza che le vicende ivi narrate possano far avvicinare il lettore sempre di più e meglio a Marcorengo. L'Autore |
INDICE DEI CAPITOLI Parte I STORIA 1. Le origini: nel Marchesato di Monferrato degli Aleramici sotto i Miroglio (sino al 1305) 2. Nel Marchesato di Monferrato dei Paleologi sotto i Miroglio (1305-1410) 3. Nel Marchesato di Monferrato dei Paleologi sotto i Radicati (1410-1536) 4. Nel Marchesato di Monferrato sotto i Gonzaga (1536-1631) 5. Nel Ducato di Savoia dalla pace di Cherasco al "Ripopolamento" (1631-1658) 6. Nel Ducato di Savoia dal "Ripopolamento" al trattato di Utrecht (1658-1713) 7. Nel Ducato di Savoia dal trattato di Utrecht alla pace di Aquisgrana (1713-1748) 8. Nel Regno di Sardegna dalla pace di Aquisgrana al periodo dell'occupazione francese (1748-1796) 9. Durante l'occupazione francese (1796-1814) 10. Nel Regno di Sardegna dalla Restaurazione all'Unità d'Italia (1814-1861) 11. Nel Regno d'Italia sino alla fine dell'autonomia comunale (1861-1928) 12. Dalla fine dell'autonomia comunale al Terzo Millennio (dal 1928) Parte II APPROFONDIMENTI 13. Conoscere il paese 14. Il comune 15. I consoli, i sindaci e i "maires" 16. I castellani e i podestà 17. Gli "scrivani", in seguito "segretari" del comune 18. La gabella del sale, i gabellotti e la "levata del sale" 19. L'esazione della taglia, i "clavari" e gli esattori 20. I messi comunali. I notai e i luoghi di deposito degli atti. Le altre cariche e funzioni varie e minori 21. La chiesa e la parrocchia 22. I vice rettori, i rettori e i parroci 23. I cappellani, i vice parroci, gli economi e altri religiosi 24. Le biografie di alcuni marcorenghesi 25. 11 castello dal XIII secolo alle distruzioni del Seicento 26. Le chiese dal XIII secolo a oggi 27. Le antiche sedi del comune e la casa comunale della metà del Settecento. I mulini e il lago Cerruti. Il serbatoio dell'acquedotto del Monferrato. L'asilo e ricovero fatto costruire da don Dell'Aglio 28. Il "paese vecchio"; dai monaci nel Trecento a come si viveva a Marcorengo dal Cinquecento al 1630 29. Lo studio del "Ripopolamento" di Marcorengo 30. Il "paese nuovo"; come si viveva a Marcorengo dalla seconda metà del Seicento all'Ottocento 31. La Congregazione di carità e l'Opera Pia Tasso 32. La scuola 33. Obiettivo su ... 34. Le associazioni e le compagnie religiose 35. Conclusione Indice dei nomi Appendice statistica IL COMUNE |
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