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IL MESSIA EBREO
Dalla Stampa Estera
«C'è da chiedersi se, con questo libro, Grunberg non abbia scritto i suoi Versetti Satanici.»


Il nonno aveva servito nelle SS con sincero entusiasmo e grande fiducia nel progresso - non si era tirato indietro quando c'era stato di rimboccarsi le maniche, mica era uno di quei nonni rammolliti che stavano dietro una scrivania a timbrare scartoffie e alle cinque tornavano di corsa da moglie e figli, no, lui era un gentiluomo, un artigiano della morte, ma senza farlo pesare alla famiglia, un uomo per cui le parole «onore» e «fedeltà» significavano ancora qualcosa, un uomo con una morale, un ideale, cui era rimasto fedele anche in circostanze difficili, mentre gli altri si toglievano l'uniforme e se la davano a gambe, lui no, lui si era detto: «Un uomo virtuoso sa quali sono i suoi doveri, un uomo virtuoso non molla», poi aveva sparato le ultime pallottole che gli erano rimaste nel fucile - per questo anche il nipote voleva servire un movimento con entusiasmo e fiducia nel progresso.


La famiglia di Xavier Radek vive in Svizzera, a Basilea, ed è una famiglia particolare. Il padre è un importante architetto di origine polacca con parecchi vizi e vizietti; la madre è una tedesca cresciuta con il culto di Hitler e rimasta orfana ancora giovane, subito dopo la fine della seconda guerra mondiale. Ma centrale per la formazione del giovane Xavier è la figura del defunto nonno materno, nazista convinto che ha compiuto il suo «dovere» di sterminatore degli ebrei fino «all'estremo sacrificio» e di cui il ragazzo si crede la reincarnazione . Di questo nonno i Radek hanno sempre parlato poco, lasciando però che il suo personaggio si circondasse di un alone eroico-leggendario. Dotato di un carattere contradditorio, al tempo stesso malinconico ed esaltato, Xavier - che non sembra avere ben chiaro per quale causa il nonno abbia dato la vita - sente la necessità di trovare a sua volta una missione cui dedicarsi completamente. Ironia della storia, decide di diventare «il consolatore del popolo eletto».
Per realizzare il suo assurdo disegno - che persegue con assoluta quanto distorta buonafede - stringe amicizia con Awromele, il figlio del rabbino di Basilea, prende lezioni di yiddish e si sottopone a una drammatica circoncisione che lo convince ancor di più del suo destino messianico.
Con il passare del tempo nella biografia di Xiaver si mescolano simbolicamente elementi hitleriani ed ebraici. Comincia a dipingere (come il dittatore tedesco) e decide di iscriversi all'accademia delle belle arti di Amsterdam, quindi (novello Mosè) si trasferisce, sempre accompagnato da Awromele, nella Terra Promessa.
In Israele gli eventi precipitano, e Xavier realizza infine, a modo suo, il compito che si è prefisso. Diventato primo ministro, vende armi nucleari a tutti i «Paesi canaglia» e a tutti i terroristi del globo e, significativamente, attende l'apocalisse chiuso in un bunker. L'unica vera consolazione per gli ebrei, conclude Xavier Radek lasciando presagire l'orrore di un «ritorno» della storia, è l'annientamento.
Un romanzo geniale e brutale. Il messia c'è, ma non la redenzione di un'umanità abbietta.



Arnon Grunberg

IL MESSIA EBREO

editore INSTAR LIBRI
edizione 2005
pagine 462
formato 14x21
brossura con alette
tempo medio evasione ordine
4 giorni

16.00 €
9.90 €

ISBN : 88-461-0075-1
EAN :

 
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