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NON SI RUBANO LE FRAGOLE
Tre cuginette durante la seconda guerra mondiale.
Magda - la voce narrante - sfollata a sette anni con la famiglia nell'alto Canavese, a Castellamonte, vive un periodo di libertà e di assoluta felicità immersa in una natura favolosa: i colori e le voci dei prati e dei boschi, gli uccelli, i gatti, le rane, l'infinita varietà degli insetti, le bianche distese di neve, i tramonti dietro le rastrelliere dei pioppi.
Agli occhi di Magda un tenebroso mistero avvolge Elena, una bambina disinvolta e priva di complessi, che non porta segreti incollati sulla pelle, ma è troppo protetta e viziata da tutti i parenti per non suscitare una inquieta curiosità.
Maristella, la terza cugina, vive coi genitori sulla sponda del lago di Como. Strani silenzi, ammiccamenti e frasi sussurrate dai grandi quando si parla di questa famiglia incuriosiscono Magda.
Che cosa nascondono questo distacco, questa nascosta e insieme palese riprovazione?
Nota dell'autrice
Fu durante un trasloco che, tra la congerie di oggetti inutili pronti per la discarica, trovai per caso, coperta da uno strato di polvere, una scatola di latta che aveva contenuto dei biscotti. Le volute verdi stile liberty del coperchio, i gigli e i lunghi boccoli biondi della fanciulla, che assaporava leziosamente un torcetto, mi riportarono vagamente a tempi molto lontani.
Aprii la scatola e trovai un quaderno di scuola con la copertina nera e il taglio rosso dei fogli, che risaliva agli anni della mia infanzia. Conteneva schematici appunti scritti con il pennino e l'inchiostro con una grafia infantile, ma già abbastanza formata, e una data: 1942 - 1945, gli anni in cui ero vissuta a Castellamonte, nel periodo bellico.
Poche cose, immagini rapide di boschi, di campi, di cieli burrascosi o sereni, di fiori, di insetti, di uccelli - Pick, l'amatissimo picchio e Salipiedi, il galletto affettuoso - di falchi, di rondini e di gatti - Cavajé e Demòni -, con tante luci e suoni e colori.
Trovai anche dei veloci cenni sulle vicende dei grandi, che allora mi sfioravano appena: la guerra, i partigiani, i Tedeschi in paese, il mitragliamento del treno su cui viaggiava mio padre, l'arrivo degli alleati.
Mi colpì soprattutto il senso di felicità che emanava da quegli appunti infantili e pensai di ampliarli, scavando nella memoria e ovviamente lavorando molto di fantasia.
Ne parlai con Ilaria, mia figlia, su un aereo diretto a Londra durante una nostra breve vacanza, lei approvò il mio progetto e mi consigliò di completare quelle note ricavandone un diario, o di pensare a un romanzo.
E poi, perché spesso la penna decide da sé se proseguire un racconto, se arricchirlo o ampliarlo, e perché la mano che regge la penna non la guida ma ne esegue i comandi, nacque una storia che solamente durante l'infanzia di Magda si colora di qualche realtà. Nei miei appunti infantili non ci sono galline nella cucina e nella stanza da letto dei cugini Rivalta - ma chi sono i Rivalta? Nella cucina dell'amica Rosetta non c'è caffè d'orzo preparato al mattino e conservato in una bottiglia. L'occhio della memoria raccoglie immagini e colori diversi e li sovrappone in modo casuale, e crea visioni in cui fantasia e realtà si confondono.
I miei appunti comunque si fermano lì, al 1945.
Personaggi e vicende dell'età adulta di Magda sono del tutto di fantasia. per cui qualunque riferimento a persone o a fatti reali e possibili omonimie sono da ritenersi assolutamente involontari e casuali.
Del tutto autobiografici sono invece gli intermezzi L'aereo per Londra.
Ringrazio Castellamonte, il delizioso paese che mi ha regalato alcuni degli anni più felici della mia vita - trascorsa fino a quei giorni tra il cemento e il fumo delle macerie incendiate -, che mi ha offerto una sorta di iniziazione alla vita e mi ha lasciato un'impronta indelebile. Ringrazio i boschi di Castellamonte, le sue coliffie, i suoi funghi e i suoi fiori, i suoi animali e gli amichetti di
vivissimi nella mia mente.
Ringrazio con tutto il mio affetto mia figlia Ilaria per l'attenzione che mi ha dedicato e per i suoi preziosi consigli, mio marito merlo Guerra per la pazienza con cui mi ha aiutato nella revisione del manoscritto e la carissima amica Lucia Pozzo, scrittrice e sehsta - lei sa il perché.




Graziella Ardizzone

NON SI RUBANO LE FRAGOLE

editore TIPOGRAFIA BAIMA RONCHETTI
edizione 2012
pagine 388
formato 13,5x21
plastificato con alette
tempo medio evasione ordine
2 giorni

15.00 €
15.00 €

ISBN : 978-88-96322-14-7
EAN : 9788896322147

 
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