| ALL'OMBRA
DELL'ALFIERI luoghi, spettacoli, personaggi della vita musicale astigiana dal Medioevo ai nostri giorni |
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Un libro
con titolo dedicato all'Alfieri. L'Alfieri inteso come Teatro, come sede
prestigiosa di rappresentazioni, spettacoli e avvenimenti musicali che
lo resero celebre fra i teatri piemontesi. Ma anche, ci piace pensare,
un titolo beneaugurale e propedeutico, nell'imminenza delle celebrazioni
per ricordare il trageda astigiano a duecentocinquant'anni dalla nascita,
verso altre e più consistenti riletture e riappropriazioni del più illustre
concittadino. Questo libro, a ben vedere, serve a riaccendere piccoli
cortocircuiti di emozioni e di rimembranze, facendoci calare nel catalogo,
fedelmente ripercorso e documentato dall'autore, di innumerevoli spettacoli
che, per chiunque abbia anche solo modesta dimestichezza con melodrammi
e proposizioni teatrali, sono entrati a far parte del patrimonio collettivo
di citazioni, riferimenti e aneddoti sulla grande musica. Altre proposte
operistiche menzionate, le più recenti almeno, ci sono familiari, l'abbiamo
sentite commentare, criticare, osannare... addirittura a qualc'una abbiamo
assistito, nel Teatro di Asti, negli ultimi suoi anni di attività che
ci paiono oggi così lontani. Sono comunque pezzi autentici di storia cittadina
quegli episodi musicali che, all'ombra dell'Alfieri, ci incuriosiscono
per il loro canovaccio di cronaca antica, ci stupiscono per le vicende
di architetture, casate nobiliari, mecenati o appassionati dell'opera
che fortissimamente vollero, nella città che fu di Alfieri, che nascesse
e funzionasse un teatro. E l'autore ricostruisce per noi i pionieristici
teatri Busca, Malabaila, Roero, San Bernardino, tutti scomparsi; ci colpisce
con la seduzione della nostalgia ripercorrendo altre sedi storiche della
città che si ritrovava nei teatri, i Politeama Alfieri, Armandi, Nazionale...
finché, citazione dopo citazione, ispezione dopo ispezione nella memoria
degli archivi storici e degli archivi della memoria, ritorna con l'attenzione
lì, sul cantiere infinito del grande teatro astigiano, sulle sue difficoltà
di realizzazione, sui costi e i contenziosi che la realizzazione della
grande fabbrica comportò. Si congeda, infine, sulla battuta darresto più
lunga e più gravosa dell'Alfieri, quell'astinenza da teatro che la città
sopporta ormai da circa vent'anni. Leggere il libro, entrare nei suoi
numeri e nelle sue date, è lettura piacevole e stimolante, ma anche operazione
che dovrebbe consentire, indistintamente agli enti e alle istituzioni
o alla coscienza collettiva, di riappropiarsi non tanto di un generico
teatro - alternative più che dignitose in ambito provinciale esistono,
eccome ma di quel teatro, di quel teatro Alfieri da troppo precluso alla
città. E' quindi questo un momento positivo di riflessione, che prende
il via dal ruolo importante che un teatro come l'Alfieri ha sostenuto
sotto il profilo culturale, o dalle aspettative cui, per aver dato i natali
a un drammaturgo come Vittorio Alfieri, siamo tutti vocati in quanto astigiani.
L'auspicio è che ci si avvii verso l'epilogo di una vicenda il cui evolversi
deve trovare finalmente la sua sintesi armonica: come dire il lietofine,
se si trattasse di un'opera buffa, ma diremmo meglio la realtà dell'essere,
trattandosi, così come è, soprattutto di una storia dell'oggi. |
SOMMARIO IL NUOVO
TEATRO "ALFIERI"
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