| CESARE PAVESE E IL MITO DELL'ADOLESCENZA |
| L'infanzia,
irripetibile paradigma di conoscenze sempre recuperabili alla coscienza
tramite la memoria; la "scoperta" del sesso come esperienza traumatica
del fanciullo in un mondo di adulti; la donna quale simbolo di "peccato"
e l'inconscio rifiuto dell'adolescente di crescere, di diventare adulto;
l'ossessiva ricerca della perduta immagine paterna come miraggio di conseguibile
maturità. E ancora: il carcere, il confino, l'illusione dell'impegno
politico, gli echi delle scoperte dell'etnologia e della psicoanalisi, le
influenze della metodologia vichiana, la teoria del mito, il mistero della
donna, la dannazione del lavoro, il destino, le Langhe, il nòtos,
l'amara, sconsolata consapevolezza dell'impossibile maturità, la
morte... Avvalendosi di alcuni documenti venuti alla luce e delle più recenti acquisizioni della critica, il libro ripercorre - attraverso il rigoroso riscontro dei testi pavesiani e da angolo prospettico tutto particolare - l'appassionante itinerario creativo e umano di uno dei più significativi scrittori del Novecento. Avvertenza Il presente volume riprende il testo del saggio con lo stesso titolo, pubblicato dal "Laboratorio delle Arti" di Milano, nel 1973, in poche copie presto esaurite. Pur rimanendone immutata l'impostazione, sono state approfondite le tematiche, puntualizzate le varie questioni, e sono stati riscritti, ampliati e aumentati i capitoli; anche la nota biografica e la bibliografia sono state rivedute e aggiornate. Sicchè, questo ora presentato dalle "Edizioni dell'Orso", può considerarsi, sotto ogni profilo, un libro sostanzialmente nuovo. |
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