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PER TORINO DA NIZZA E SAVOIA
Le opzioni del 1860 per la cittadinanza torinese
da un Fondo dell'Archivio Storico della Città di Torino
Tra i documenti dell’Archivio Storico del Comune di Torino c’è un fondo di grande suggestione e fascino, di indiscutibile validità, contenente cinque grossi volumi, in cui sono raccolti gli atti di cittadinanza di circa 1500 Nizzardi e Savoiardi che decisero di rimanere cittadini del Regno di Sardegna, e quindi italiani, quando nel 1860 Nizza e Savoia furono cedute alla Francia. L’A., Fulvio Peirone, studioso, funzionario dell’Archivio Storico della Città di Torino, ha rilevato le informazioni salienti riguardanti ciascun personaggio, provenienza, professione, parentele, informazioni personali di grande interesse. Gli ampi saggi di Paola Casana, Bénédicte Decourt Hollender, Enrico Genta, Gustavo Mola di Nomaglio, Gian Savino Pene Vidari, Rosanna Roccia, Michele Roscboch e Olivier Vernier incorniciano il documento torinese nel quadro storico-giuridico e lo collocano nella prospettiva degli avvenimenti storici e sociali, in dialogo con le ricerche nizzarde, coinvolgendo le Università di Torino e di Nizza, premessa per un confronto successivo con le Istituzioni savoiarde. Il volume vuol essere un omaggio alla storia di Torino che ha visto proprio nel 1860 e 1861 il culmine del processo di unificazione e conosciuto il ruolo di capitale, ma vuol essere anche un importante ricordo di quelle persone divenute torinesi per costruire insieme l’Italia del futuro.

PERCHE' IL LIBRO

L'Archivio Storico del Comune di Torino è scrigno di tesori documentali straordinari, sui quali si può fondare una ricostruzione, anche molto minuziosa, della nostra storia di popolo e di cittadini, nello spazio di molti secoli.
Se si mettessero in "fila indiana" tutti i registri, faldoni, volumi che fanno parte del patrimonio archivistico della Città, si potrebbero raggiungere chilometri e chilometri di vecchie carte, ciascuna in grado di raccontare brandelli di singole vite o, in termini complessivi, del nostro passato comunitario.
Sin dalla metà dell'Ottocento l'Archivio ha fornito innumerevoli tasselli per la ricostruzione della storia urbana e si pensava che un'opera editoriale, particolarmente intensa anche negli ultimi decenni, avesse fatto emergere ormai tutti i temi e i fatti più importanti.
Ma le scoperte non erano (e probabilmente continueranno a non essere) finite.
Tra i vecchi documenti un fondo di grande suggestione e fascino attendeva di essere studiato compiutamente. Il governo piemontese guidato da Cavour decise, per garantirsi l'appoggio di Napoleone III nella seconda guerra d'Indipendenza, di sacrificare Nizza e Savoia, cedendole alla Francia. La cessione, decisa a tavolino e ratificata nel 1860 in Parlamento, fu sottoposta a plebisciti popolari di conferma, che si svolsero nel mese di aprile. I Savoiardi e i Nizzardi votarono "Si" alla cessione con una maggioranza schiacciante. Risultò che solo circa quattrocento cittadini in totale avessero votato "No".
È a questo punto che entrano in gioco cinque grossi volumi dell'Archivio Storico, in cui sono raccolti gli atti di cittadinanza di circa 1500 Nizzardi e Savoiardi che decisero di rimanere cittadini del Regno di Sardegna e, in prospettiva immediata, di divenire Italiani, anziché Francesi. Ciò accadde spesso a costo di disagi e sofferenze. Non appena ho avuto notizia della loro esistenza sono stato indotto al desiderio di dare valore a questo fatto: come non notare lo stridio, anche guardando solo al caso di Torino - tutt'altro che unico in Italia - tra i 400 "No" e il fatto che 1500 cittadini di Nizza e Savoia (con le loro rispettive famiglie) optarono per la nazionalità italiana?
Scoprendo, poi, che un importante lavoro di rilevazione e di analisi era in corso a cura di un diligente dipendente comunale, ho compreso come fosse vicino il passo per rendere noti questi dati, ricavandone nel contempo un prezioso contributo di introduzione ed inquadramento storico e scientifico da parte di studiosi torinesi e nizzardi, che hanno permesso di pensare a questa prima pubblicazione.
Il volume vuol essere un omaggio alla storia della nostra città che ha visto proprio nel 1860 e 1861 il culmine del processo di unificazione e conosciuto il ruolo di Torino capitale, ma vuol essere anche un importante ricordo di quelle persone divenute torinesi per costruire insieme l'Italia del futuro.


INDICE

GIOVANNI MARIA FERRARIS, Assessore ai Servizi Civici, Cooperazione e Relazioni Internazionali della Città di Torino, Perché il libro

ALBINA MALERBA, Centro Studi Piemontesi, Premessa

Il contesto storico-istituzionale

ROSANNA ROCCIA, Alle radici del progetto

PAOLA CASANA, Metamorfosi di un accordo: la questione di
Nizza e Savoia nel quadro politico-istituzionale dell'unificazione


ENRICO GENTA, Principio dinastico e principio di nazionalità nell' 800: aspetti diplomatici e giuridici relativi alla cessione di Nizza e Savoia

MICHELE ROSBOCH, Residenza, cittadinanza e nazionalità nel periodo dell'Unità d'Italia

GIAN SAVINO PENE VIDARI, Trattati e plebisciti fra nazionalità e cittadinanza

Il documento

FULVIO PEIRONE, La documentazione torinese
Normativa per la conservazione della nazionalità sarda
Normativa per il conferimento della cittadinanza torinese


GUSTAVO MOLA DI NOMAGLIO, «...Là où est la Maison de Savoie, là est la patrie»: da Nizzardi e Savoiardi a Torinesi e Italiani, per essere "sabaudi"

La comparazione nizzarda

OLIVIER VERNIER, Des notables aux méconnus: les Niçois face au droit d'option en 1860

BENEDICTE DECOURT HOLLENDER, Du droit d'option des Niçois pour la nationalité sarde (1860)

Indice




Fulvio Peirone - Gian Savino Pene Vidari, Rosanna Roccia

PER TORINO DA NIZZA E SAVOIA

editore CENTRO STUDI PIEMONTESI
edizione 2011
pagine 464
formato 17x24
brossura con alette
tempo medio evasione ordine
2 giorni

30.00 €
27.00 €

ISBN : 978-88-8262-178-0
EAN : 9788882621780

 
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