| IL NOSTRO PITTORE ALIBERTI |
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La
conoscenza delle opere e degli artisti che, nel corso dei secoli, hanno
contribuito a costituire il nostro patrimonio artistico, è uno
degli scopi che caratterizzano l'attività degli "Amici dei
Musei e dell'Archivio Storico". Per questo motivo, nel dicembre 2000,
a pochi mesi dalla nascita del sodalizio, è maturata l'idea di
dedicare un convegno alla figura di Giovanni Carlo Aliberti, artista che
in passato ebbe fama di "celebre pittore" e le cui opere, spesso
dimenticate nel buio di una cappella o in condizioni di grande degrado,
attendono una giusta rivalutazione. Verso la fine del Seicento, Asti attraversò un periodo di grande trasformazione architettonica: la presenza in città di un'antica aristocrazia e di una borghesia intraprendente, accanto a ingenti patrimoni ecclesiastici, favorì l'arrivo di scultori, pittori ed architetti, che si avvicendarono nei diversi cantieri cittadini. L'Aliberti, spesso in collaborazione con altri artisti, legò il suo nome ad importanti cicli decorativi nelle chiese più importanti della città, tra cui la Cattedrale e la Chiesa di S. Martino. La produzione dell'artista è comunque documentata su di un territorio piuttosto esteso, comprendente alcune zone del Cuneese, che a quel tempo facevano parte della Diocesi di Asti. Tale aspetto è emerso chiaramente durante il convegno. Dopo una comunicazione di Alberto Cottino, che ha messo in luce alcune novità relative alla pittura di natura morta ad Asti intorno alla seconda metà del Seicento, si sono succeduti tre relatori, che hanno tracciato un quadro esauriente della produzione dell'Aliberti nelle rispettive zone di interesse: Gianluigi Bera per Canelli e Calosso, Walter Accigliaro per Cherasco, La Morra e S. Vittorio d'Alba, Andrea Rocco per Asti. In quella occasione gli Amici dei Musei hanno espresso la volontà di non disperdere il lavoro svolto e di raccoglierlo in un volume, da realizzarsi a cura dell'associazione. A due anni di distanza, grazie al sostegno ed ai suggerimenti di chi ha creduto nell'iniziativa e grazie al contributo finanziario dei Comuni di Asti, di Canelli, di Cherasco, della Fondazione Cassa di Risparmio di Asti e del Lions Club di Asti, l'operazione è giunta al termine, nel segno della collaborazione tra enti diversi, per la valorizzazione di un artista che ora, a maggior ragione, possiamo definire "il nostro pittore Aliberti". Matilde Picollo Presidente dell'Associazione Amici dei Musei e dell'Archivio Storico di Asti |
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