| QUESTO POVERO CORPO |
| Questo "libricino, non si può dire un libro, di cui non esistono più copie", che "si può dire che sia stato del tutto ignorato", vede ora nuovamente la luce - nella sua veste grafica originaria - a quasi sessant'anni dalla prima publicazione (1946). Si tratta di un testo precocissimo (uno dei primi relativi alla deportazione femminile e uno dei primissimi su Auschwitz-Birkenau) e, nel contempo, di una rarità bibliografica. Il dimostrativo di vicinanza presente nel titolo sottolinea e rimarca la centralità del corpo, trascinando il lettore in una soggettività in qualche modo sottratta alle determinazioni spazio-temporali e storico-politiche. L'espropriazione del corpo, come dato ultimo e però anche fondativo della logica degradante del Lager, è raccontata non con la razionalità del sociologo o del militante ma con l'intensità del vissuto - una delle caratteristiche di base, e originali, del libro. |
INDICE Presentazione di Anna Bravo Introduzione di Lucio Monaco Nota bio-bibliografica QUESTO POVERO CORPO Questo povero corpo La grande fuga Auschwitz! Il viaggio è terminato A chi toccherà? Cavie Arbeit macht frei (Il lavoro rende liberi) Natale ad Auschwitz Avanti, signori, lo spettacolo si replica! Strafe (Punizione) Pane, pazienza... Cavalli otto-uomini quaranta L'alba della libertà |
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