| RICU: LA "ROSA" DEL ROERO la "favola bella" di Enrico Mollo al tempo del ciclismo leggendario |
| PREFAZIONE La vita nel Roero ai tempi di "Ricu" Parlare del "piccolo mondo" ("antico", verrebbe da dire con Antonio Fogazzaro) dove Enrico Mollo mosse i primi passi, significa cercare di aprire uno spiraglio sulla vita di paese negli anni che vanno dal primo dopoguerra agli anni trenta del secolo che ci siamo appena lasciati alle spalle. Ed ogni volta che mi accade si rinnova in me una sensazione strana, quasi dovessi raccontare di un tempo mai accaduto, un tempo in cui le lancette dell'orologio che scandisce le vicende tristi e liete della vita si sarebbero fermate, per rimettersi in moto il 25 aprile del 1945. In altre parole, come se l'Italia - all'avvento del Fascismo - fosse sparita dalla carta geografica del mondo ed estromessa - secondo una pubblicistica non proprio obiettiva - dal Grande Libro della Storia. Naturalmente non fu così. Nel "piccolo mondo" si continuò - come avveniva dalla notte dei tempi - a nascere e morire, a mettere su famiglia e procreare, a ricavare dalla estenuante fatica della terra e dalla paziente e sapiente manualità artigiana, il necessario per vivere dignitosamente, a provare orgoglio per le cose fatte bene, ma, soprattutto, a sperare in un domani migliore. "Ricu" apriva gli occhi a Torino, dove la mamma si era portata in previsione dell'evento, il 24 luglio 1913. Poco dopo, la famiglia era nuovamente a Baldissero d'Alba, nella cascina che - secondo il serioso linguaggio degli scrivani - era compresa nel "Casale Sigola" giolittiana aveva, da un paio d'anni, aperto un nuovo capitolo della sua avventura coloniale impegnandosi nella Guerra di Libia, certo inconsapevole che quattro anni più tardi si sarebbe trovata coinvolta nel primo terribile conflitto mondiale. A Baldissero d'Alba i contadini, ossia l'ampia maggioranza degli abitanti, stavano facendo ogni sforzo per riprendersi dai gravi danni che l'infezione fillosserica aveva inferto ai vigneti e ai bilanci delle famiglie. Si cercavano colture alternative. E faceva proseliti la creazione e la messa a dimora di pescheti impiantati in modo razionale. Il successo tributato ai primi impianti specializzati, creati a Vezza d'Alba dall'avvocato Ettore Ferrio e a Santo Stefano Roero da Severino Deltetto e Gian Battista Maiolo, aveva infatti suscitato entusiasmo ed emulazione in tutta l'area del Roero. [..] |
INDICE Introduzione La Scheda Premessa L'iniziazione di un nuovo esempio per lo sport italiano: Molo, l'erede di Brunero Enrico Molo: origini e storia di una carriera Molo traccia un nuovo confine Uno, due, tre e il quattro Ricu: in punta di pedali nell'epopea dei lampionissimi" Il "Lombardia" rivela lo "Stambecco del Ghisallo" Coppa Bernocchi 1936: Quando volere era potere 1937: approdo alla Frejus Molo arrembante in riviera (Torino-Ceriale 1937) Il richiamo del Tour (1938) Quando il "Gino" d'Italia giunse a "Baussé" Gino Bartali Autunno 1938: Ricu si specchiò nei "Tre Mari" Un indimenticabile Giro di Svizzera 1940: Coppi - Mollo, duello nel nome della "Rosa" Viaggio in prima classe Un certo Coppi AddioMaglia Rosa Falzarego, Pordoi, Sella decidono il Giro. Coppi o Mollo? Quanta strada ha fatto Coppi! Fausto Coppi Ricu come Francesco Camusso: "mai strach" Applaudito corista al Lombardia 1941: epica sfida sulle strade dell'Emilia Con Destefanis duelli in alta quota La Guerra un ostacolo quasi invalicabile 1946: a Pontedecimo e Varese esplode la grinta di Mollo: l'intramontabile L'ultima sfida dopo l'addio alla carovana La carriera chiusa in una valigia Postfazione: ringrazierò per sempre il fascino dello sport Schede tecniche Albi d'Oro Ricordodi Giovanni Brunero |
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