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IL RISORGIMENTO NELLE VIE DI TORINO
itinerari, personaggi, notizie
Il Risorgimento nelle vie di Torino è una preziosa macchina del tempo che unisce alla precisione del testo storico la praticità della guida turistica. Mentre si passeggia seguendo gli itinerari proposti, si ha la sensazione di poter incrociare il re Vittorio Emanuele II o il pensoso Cavour, seguiti da una lontana eco di zoccoli e carrozze. Sotto i portici, pare ancora di avvertire l'intenso profumo lasciato dal passaggio della Bela Rosin e l'aroma di cioccolata proveniente dai caffè dove i patrioti discutevano animatamente. Sembra di udire le grida degli strilloni che annunciavano le ultime notizie dai campi di battaglia e le voci di chi, in queste piazze, ha urlato la voglia di libertà di un'Italia risorgimentale acerba e coraggiosa.
Una Torino tutta da scoprire, leggendo e passeggiando alla ricerca di inconsueti ricordi storici.


Una piacevole narrazione consente di rivivere la vita torinese dell'Ottocento in un periodo mosso dai fermenti risorgimentali e culminato con la proclamazione della città a capitale d'Italia. Un'epoca in cui Torino decide la demolizione dell'antica Cittadella e si arricchisce di nuovi palazzi costruiti da nobili e da ricchi borghesi. Un'altra umanità vive nei sottotetti del centro storico, nelle case fatiscenti verso i fiumi ed è soccorsa da ricchi benefattori e da religiosi caritatevoli. Il trasferimento della capitale a Firenze segna drammaticamente la storia cittadina, ma la crisi viene caparbiamente superata creando le premesse per i futuri sviluppi industriali.
Le vicende risorgimentali rivivono nella riscoperta di memorie, ben presenti in Torino, attraverso inconsueti itinerari tra palazzi e statue, lapidi e caffè storici. Da queste realtà emergono i ritratti di personaggi dell'Ottocento, tra vicende poco note e curiosi aneddoti di vita quotidiana.
La parte finale del libro costituisce un'originale presentazione delle patrie vicende dall'epoca di Carlo Alberto a quella di Umberto I, rivissute attraverso le notizie diffuse dai periodici dell'epoca.
Un'attenta ricerca smaschera i miti e le esagerazioni della stampa ufficiale, ma attesta anche il trionfo delle pubblicazioni critiche e satiriche.

INTRODUZIONE

Nell'inverno del 1563, Emanuele Filiberto di Savoia trasferì la capitale del Ducato sabaudo da Chambéry a Torino e ne potenziò le difese con l'erezione della Cittadella. I suoi discendenti ampliarono la città favorendo la costruzione di eleganti edifici barocchi e circondandola con una robusta cinta fortificata. Furono proprio le fortificazioni urbane a consentire la resistenza contro i francesi e gli spagnoli che assediarono Torino nel 1706, durante la guerra di successione di Spagna. La grande affermazione sabauda, sostenuta dal risolutivo intervento delle truppe imperiali alleate, consentì al duca Vittorio Amedeo 11 di assumere il titolo di Re di Sicilia e in seguito quello di Re di Sardegna.
L'esercito sardo-piemontese si affermò con brillanti vittorie durante le guerre di successione polacca e austriaca, ma - a partire dal 1792 - i territori di Savoia e di Nizza e poi il Piemonte caddero nelle mani dei francesi. Nell'inverno del 1798 il re Carlo Emanuele IV fu costretto a lasciare Torino per raggiungere la Toscana e quindi la Sardegna. Nell'anno successivo gli austro-russi assunsero il comando della città dopo un breve assedio, ma il 14 giugno 1800 - con la vittoria di Marengo - Napoleone Bonaparte entrò in possesso del Piemonte, della Lombardia e della Liguria e decretò l'abbattimento della cinta bastionata di Torino. Cadevano le mura che nel 1706 avevano bloccato l'armée del Re di Francia Luigi XIV, il Re Sole. L'occupazione napoleonica durò fino al 1814. Nel maggio di quell'anno, il re Vittorio Emanuele I tornò dalla Sardegna e riprese il possesso della città. Per nulla toccato dalle idee progressiste dell'epoca, il Sovrano istituì nuovamente le costituzioni del I 770 e riassegnò le cariche statali ai vecchi funzionari, che ripresero a sfoggiare tricorni e parrucche con il codino.
Le scelte reazionarie di Vittorio Emanuele I indussero gli studenti e le frange degli innovatori ai moti del I 82 ',chiedendo una costituzione liberale e la dichiarazione di guerra all'Austria. Il Re decise di abdicare e, non avendo eredi diretti, lo fece a favore del fratello Carlo Felice che in quel momento era a Modena, in visita al suocero Ferdinando I Re delle Due Sicilie. La reggenza fu assunta da Carlo Alberto, il giovane principe del ramo cadetto dei Savoia-Carignano.
È proprio dall'epoca di Carlo Alberto che inizia questo libro, dedicato ai ricordi del Risorgimento a Torino partendo dalla vita quotidiana dei cittadini, prima e dopo la proclamazione della città a capitale d'Italia avvenuta nel 186 I .Anni importanti, in cui furono decise la demolizione dell'antica Cittadella e la costruzione di nuovi quartieri con rilevanti investimenti da parte di nobili e di ricchi borghesi. Purtroppo, alle case nuove ed eleganti si contrapponeva la miseria dei sottotetti e delle abitazioni fatiscenti dove continuava a vivere l'altro volto di Torino, quello della povertà, soccorsa talvolta da generosi benefattori e da religiosi caritatevoli.
[..]

INDICE

Prefazione
Introduzione

Capitolo I - Torino nell'Ottocento
La vita in città
Il settembre nero del 1864
L'evoluzione urbanistica
Una passeggiata nei luoghi della ex Cittadella di Torino
La demolizione della Cittadella

Capitolo II - La memoria scolpita
Sei grandi personaggi e i loro monumenti

Carlo Alberto
Il monumento "made in England" a Carlo Alberto
Vittorio Emanuele II
«Siamo a Roma e ci resteremo»: il monumento al Padre della Patria
Camillo Benso conte di Cavour
La bella Italia: il monumento al Tessitore
Giuseppe Garibaldi
La statua con il poncho
Giuseppe Mazzini
Un bronzo pensoso
Umberto I
Una colonna in memoria del Sovrano

Capitolo III - Itinerari alla riscoperta del Risorgimento a Torino

Primo itinerario: via Po e dintorni

Piazza Castello
Via Po
Da piazza Carlino a piazza Carignano
Piazza Carlo Alberto - Costantino Nigra
e Friedrich Nietzsche
Sulle note dell'Inno di Mameli verso
la contrada di Doragrossa

Secondo itinerario: da piazza San Carlo
a piazza Bodoni

Il salotto di Torino
Qui visse la Contessina di Castiglione
Il bravo Carlo e il generale Guglielmo Pepe
Il giardino dei monumenti
Il generale Alfonso Lamarmora

Terzo itinerario: da piazza Palazzo di Città
a via San Donato

Condottieri e sovrani in piazza delle Erbe
Giuseppe Benedetto Cottolengo, un santo sociale
Il giardinetto dei giornalisti
Qui mori Silvio Pellico
La piazza inglese e il monumento al Traforo del Frejus
Francesco Faà di Bruno e la chiesa
di Nostra Signora del Suffragio

[..]

Capitolo IV - Il Risorgimento in mostra
La grande esposizione del 1911
Italia 61

Capitolo V - Le colonne del Risorgimento Voci e silenzi dei giornali risorgimentali torinesi
Notizie a un soldo
La prima guerra di indipendenza
La guerra in Crimea
La seconda guerra di indipendenza
I plebisciti e la cessione di Nizza e Savoia
I Mille
Uniti
Una nuova Capitale
La terza guerra di indipendenza e la presa di Roma
Verso un nuovo secolo

Italia 150

Indice analitico

Nomi di persona
Accademie, Associazioni, Circoli
Alberghi, caffè, negozi, teatri
Edifici civili e religiosi
Edifici militari
Enti pubblici e vari
Giardini, parchi, cimiteri
Imprese e Società
Istituti, Scuole, Enti religiosi
Lapidi
Monumenti e statue
Musei, Gallerie, Esposizioni
Periodici
Vie, corsi, piazze, borgate

Indice cronologico




Piergiuseppe ed Emanuele Menietti

IL RISORGIMENTO NELLE VIE DI TORINO

editore IL PUNTO - PIEMONTE IN BANCARELLA
edizione 2010
pagine 334
formato 17x24
plastificato con alette
tempo medio evasione ordine
2 giorni

19.90 €
19.9 €

ISBN : 978-88-88552-71-2
EAN : 9788888552712

 
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