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IL SAPERE DEI NOSTRI VECCHI
saggezza medicina superstizione e credenze nella tradizione del Piemonte
Oggi che le voci dei nostri vecchi sono sempre più flebili - e in tanti casi ormai mute - abbiamo il dovere di non dimenticare il ruolo della cultura popolare; dobbiamo cercare di salvaguardarla, senza enfasi e con il necessario equilibrio, per non perdere di vista la nostra identità, le nostre radici, il nostro modo di essere nella storia. Un modo di essere connaturato, che talvolta ci ha fatti crescere con la consapevolezza che in alcuni luoghi masche o forse faje, poco importa, si ritrovino per ballare e adescare i meno attenti, trascinandoli così nel loro vortice colmo di mistero. Un modo di essere che ci ha anche insegnato ad ascoltare gli spiriti e i folletti: figure senza nome di un mondo rimasto inscritto nel nostro Dna. Per sempre.
Le pagine di questo volume ci indicano il modo per guardare al nostro passato con orgoglio, con soddisfazione, in qualche caso con rimpianto. Oggi più che mai l'uomo ha bisogno di un punto di riferimento: corre troppo, medita pochissimo, si proietta nel futuro perdendo di vista ciò che effettivamente è e ciò che è stato. Consapevoli che la tradizione popolare non è espressione di una sola regione, o di un solo paese, gli uomini devono contribuire alla riscoperta e alla conservazione della cultura popolare degli antenati. Questa memoria va rinnovata, quando è fattibile e nella giusta misura, per poi affidarla ai figli. In questo modo sarà possibile educarli ad amare un passato forse più semplice, ma certamente provvisto di una propria forza e di una tradizione millenaria in cui magia e religiosità, lotta per l'esistenza e attenzione per la spiritualità, convivevano intensamente. Un passato che oggi, alla luce della nostra esistenza contemporanea, sembra cosa lontano. Immensamente lontano.


PREMESSA

« Quando eravamo piccoli e avevamo i vermi, ci mettevano delle collane d'aglio e poi ci mandavano a letto così; qualcuno l'aglio lo metteva anche nel latte caldo e poi voleva che i bambini lo bevessero tutto d'un fiato ».
Con queste parole mia mamma, classe 1927, ci regala una piccola memoria della sua esperienza fanciulla e nello stesso tempo un frammento della tradizione medica popolare oggi quasi completamente dimenticata.
Ma il precedente mezzo contro i parassiti è solo una tra le tante pratiche che, in un passato, in fondo non così lontano, hanno contrassegnato gli atteggiamenti, tra simbolismo e ritualità, dei nostri nonni nei confronti degli ostacoli e dei problemi, piccoli e grandi, che attraversano, senza sosta, la vita degli uomini.
La lotta contro la malattia, il dolore, la sfortuna, l'invidia, o l'« ira divina» propone, nella tradizione popolare piemontese, una straordinaria simbiosi in cui magia, medicina primitiva e superstizione convivono in forme arcaiche, spesso affascinanti.
Davanti alle richieste della scienza, molte espressioni attuate, ad esempio, per curare l'ernia o i dolori reumatici, « far venire il latte », ecc. rivelano la loro fragilità, la tenue consistenza terapeutica, se si considera la moderna medicina come campione di riferimento. Nello stesso tempo però, tante pratiche magico-terapeutiche, come « segnare » o «legare » le malattie, oppure esperienze magiche a 360 gradi, come la « fisica », la divinazione, lo scongiuro e altre, sono tracce di un atteggiamento antichissimo che correla ogni attività della nostra esistenza ad un universo parallelo. Ad un mondo forse improbabile, le cui memorie hanno però il ruolo di raccontarci ampi frammenti di un passato in cui gli uomini legavano la salute e la malattia ad un'armonia universale, capace di porre esseri viventi, alberi, terre, acque, miti e divinità in un solo grande meccanismo che aveva il ruolo di far sentire le creature mortali esseri fragili, in continua lotta per la sopravvivenza.
[..]
SOMMARIO

AVVERTENZA PER I LETTORI
PREMESSA
CREDERE O NON CREDERE
LE RADICI STORICHE DI UNA CREDENZA
ATTENZIONE ALLE MASCHE E AI PRETI MASCONI
Una figura con tanti volti
CONTRO I SUPERSTIZIOSI...
QUANDO DIAVOLI E SANTI SI NASCONDONO NELLE PAROLE
Un'arca di Noè un po' misteriosa
Diavolo e acqua santa
Il potere di «Bèrlicafoiòt»
Fulmini e saette
Creature impossibili
«Furb parèj èd Griboja»
PER TUTTO C'È IL SUO MOMENTO,
UN TEMPO PER OGNI COSA SOTTO IL SOLE...
Venire al mondo
W i « coscrit »...
Finché morte non vi separi...
«Bate èl cul pér tèra»
La fine della vita
Il singolare rito delr«Uaiu»
Quando arriva « Catlin-a»
TRA MEDICINA POPOLARE E MAGIA
Erbe per guarire
Frammenti di saggezza popolare intorno alla malattia
Attenzione al contagio...
GENTE SUPERSTIZIOSA?
Animali, simboli e credenze
Il misterioso universo della «malora»
QUESTI NOSTRI GIORNI TRA RITO E INQUIETUDINE
«Ij dì 'd marca»
Le angosce dell'anno bisestile
La calza della Befana
I giorni della merla
il santo e il porcello
Le spade che chiamano la primavera
Sacro e profano nella Candelora
Ballando con l'orso
A Carnevale ogni scherzo vale...
Per Carnevale un bel processo al... rospo
Il rumore prima del silenzio
L'arcano rito delle Rogazioni
Dentro e dietro l'uovo di Pasqua
Ben venga maggio
Dal sacro al profano...
Danzare la «Balòira» intorno al falò
Le mucche si scontrano per ricordarci che l'autunno è arrivato
Dalle « liimere» ad «Halloween»
Dal ceppo all'albero di Natale
Santi un po' protettori un po' meteorologi
PER CERCARE DI CONCLUDERE E NON DIMENTICARE
BIBLIOGRAFIA TEMATICA
BIBLIOGRAFIA GENERALE




Massimo Centini

IL SAPERE DEI NOSTRI VECCHI

editore PRIULI & VERLUCCA
edizione 2013
pagine 190
formato 14x21,5
cartonato con sovracoperta a colori
tempo medio evasione ordine
ESAURITO

9.90 €
9.90 €

ISBN : 978-88-8068-534-0
EAN : 9788880685340

 
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