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SOLAMENTE VITA
La vita semplice della gente di campagna segnata, a volte sconvolta, dagli eventi della storia del Novecento (la guerra, la tragedia della Mafalda, il fascismo...).
Un uomo, una donna, una famiglia, un segreto (forse un sogno) gelosamente custodito per il pudore dei sentimenti.
Una giovane nipote ricostruisce con caparbietà e affetto le esperienze deí suoi nonni e dei suoi genitori per cercare la propria storia.

Le avevano anche detto che doveva portare pazienza: Pietro si era salvato dal naufragio della Mafalda, ma quell'esperienza lo aveva reso più introverso e malinconico.
La nonna pensava che tutta quell'acqua, che si era bevuto prima di essere salvato, doveva essergli entrata nell'anima e gli avesse tolto calore.

Ma mica poteva tirarsi indietro, mica poteva dire a Rosina che lui non sapeva che fare di fronte a quella situazione. Che poi, a ben vedere, la cosa per uno come lui, nella sua posizione, non era poi neanche troppo complicata. Ma richiedeva riservatezza: non certo facile nel suo paese dove da una parola si ricamava una storia, da una frase un libro, da una chiacchiera una condanna. E poi, comunque, era una grana e lui di grane ne aveva fin sopra ai capelli.

... sembrava che l'incubo della guerra non dovesse finire mai Ma alla fine anche la città dei nonni venne liberata. E fu bellissimo.
La giornata era una di quelle che ti sogni d'inverno, quando il freddo ti entra nelle ossa e non riesci più a liberartene. Figurarsi dopo tutti quegli inverni di guerra! Il sole, dopo giorni di pioggia, aveva decisamente sconfitto il tempo bizzarro di aprile e l'indomani sarebbe arrivato maggio, un maggio di pace.

Il suo nome era Domenica, ma tutti la chiamavano Michina.
Aveva avuto sette figlie e nessun figlio e questo al nonno non era mai andato giù. Non gli sembrava possibile: passi la prima volta, la seconda, la terza, ma poi! Gli pareva che dopo tre figlie fosse naturale che nascesse il maschio, invece niente. Sembrava meno difficile vincere a carte, che anche lì mica si prendeva sempre il settebello, ma qualche volta gli capitava.
Invece tutte le volte che aveva piantato il palo aveva dovuto in fretta buttarlo giù. Perché la faccenda dei pali funzionava così: quando la moglie aspettava un figlio, il marito piantava un palo davanti a casa perché quello significava che qualcuno avrebbe aiutato il padre nei lavori di campagna e poi l'avrebbe sostituito quando sarebbe diventato vecchio. Ma se nasceva femmina il palo veniva abbattuto e si doveva ricominciare da capo. Così la nonna dovette provarci sette volte finché la natura provvide da sola a mettere fine a tanta fertilità della sua pancia. E la storia dei pali finì lì.
Nonno Pietro al primo parto era accorso dai campi chiamato dal figlio di Nanda, la vicina di casa. «Ven, che la masnà a nass!»1 gli aveva urlato con tutto il fiato che aveva in gola mentre il nonno stava arando un campo. Il nonno aveva mollato aratro e buoi ed era corso all'impazzata a casa. Al secondo era capitata la stessa storia, ma dal terzo il nonno aveva tergiversato un po', aveva detto che aveva un lavoro da finire ma che sarebbe tornato appena possibile. Poi, prima di tornare a casa, era passato da Rosina, perché [..]



Isabella Garovagno

SOLAMENTE VITA

editore ARABA FENICE
edizione 2009
pagine 126
formato 15x21
brossura con alette
tempo medio evasione ordine
ESAURITO

12.00 €
12.00 €

ISBN :
EAN : 9788895853376

 
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