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LA STORIA DI CARLOTTA
Una diagnosi tardiva di dislessia
PREFAZIONE

Questa storia, purtroppo, non è una storia straordinaria, quanto piuttosto una storia ancora oggi molto comune. Nonostante la parola "dislessia" sia diventata di "moda", e venga usata a sproposito, vi sono ancora numerosi "casi" di ragazzi e ragazze che spesso, grazie al loro elevato livello intellettivo sono riusciti a compensare le difficoltà nel ciclo di studi dell'obbligo e, non essendo stati riconosciuti nelle loro difficoltà specifiche, si trovano a crollare
drammaticamente con il passaggio agli studi superiori. Nonostante gli sforzi fatti dall' Associazione Italiana Dislessia, dal Ministero dell'Istruzione, da numerosi insegnanti e operatori dei servizi sanitari, questi casi sono ancora troppo frequenti. Far conoscere le sofferenze di chi non è riconosciuto nelle proprie difficoltà e viene colpevolizzato da insegnanti
e genitori, far conoscere le fatiche, i disagi, le incomprensioni ed infine il senso di colpa di un genitore che deriva da un paradossale accanimento contro la figlia stessa, può essere utile per far sì che storie simili diventino sempre più rare.
Rimandiamo il lettore, dopo aver tetto la storia di Carlotta, all'approfondimento a fine libro, per
capire meglio quali sono state le difficoltà legate ai disturbi specifici di apprendimento che Carlotta ha dovuto affrontare. Inoltre è disponibile un piccolo glossario per confrontare le esatte definizioni cliniche e neuropsicologiche dei termini utilizzati, nonché
una bibliografia per approfondire la conoscenza sulla dislessia e sui disturbi specifici dell'apprendimento.

Claudia Cappa, Carlo Muzio

Cari genitori,
quando vostro figlio va a scuola
e vi dicono che non si impegna molto, che è distratto, svogliato, che non impara, che disturba gli altri perché si muove di continuo, oppure è molto taciturno e non partecipa alle attività scolastiche, non fermatevi qui.
C'è sicuramente un disagio che lui non può spiegare perché non ne ha la consapevolezza, ma potrebbe avere
un disturbo specifico di apprendimento.

Le persone dislessiche raccontano spesso di avere una percezione del foglio scritto molto particolare, alcune riferiscono di vedere le lettere che si muovono sul foglio, altre di percepire le parole della pagina come se fossero finite in un vortice, altre ancora, invece, vedono le parole in parte cancellate, altri, e questo succede quando il testo ha la doppia spaziatura, dicono di soffermare l'attenzione maggiormente
sugli spazi bianchi piuttosto che sulle parole. Molti dislessici dicono di provare un disagio visivo che li porta ad avere spesso mal di testa e bruciore agli occhi. Per questo motivo abbiamo prestato particolare cura alla realizzazione grafica in modo tale da renderla più accessibile osservando alcune indicazioni tipografiche.

Il testo presenta numerose spaziature tra i paragrafi, non è stata fatta la doppia giustificazione, non si è mai divisa la parola andando a capo, la carta non è troppo bianca e neanche lucida. Infine la scelta del carattere tipografico è stata fatta da Carlotta. Normalmente i dislessici preferiscono i caratteri senza le grazie (sottili tratti terminali delle lettere vedi come esempio il carattere Times New Roman) e di dimensioni non troppo piccole (almeno 12 punti). Nella fattispecie Carlotta riesce a leggere meglio con il Trebuchet 12 punti che è proprio quello adottato in questo testo.




Luisanna Gariglio

LA STORIA DI CARLOTTA

editore DIFFUSIONE IMMAGINE
edizione 2011
pagine 128
formato 15x21
brossura
tempo medio evasione ordine
ESAURITO

10.00 €
10.00 €

ISBN : 978-88-89277-33-1
EAN : 9788889277331

 
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