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STORIA INSOLITA DI TORINO
Da villaggio distrutto e incendiato da Annibale a libero Comune medievale, da capitale del regno di Sardegna e dell'Italia unita ai nostri giorni: vicende , personaggi, aneddoti e segreti di una città attraverso i secoli
Il villaggio che Annibale distrusse e incendiò nel 218 a.C. aveva davanti a sé un grande destino: la Augusta Taurinorum del periodo romano sfuma nella Torino medievale e longobarda, per acquisire quindi la forza di un libero Comune.
La storia di Torino si intreccia quindi con quella dei Savoia e da capitale di un importante ducato diviene capitale del regno di Sardegna prima e dell'Italia unita poi. Renzo Rossotti, che ha delineato differenti aspetti di Torino in molte opere precedenti, affronta qui la complessità di una storia contadina, insolita per la poliedricità degli elementi in gioco, per le prospettive che di volta in volta mutano per fornire, magari su un solo evento, le contrastanti posizioni degli storici. I personaggi che sfilano sulla scena del tempo, tanti e delle più svariate estrazioni, arricchiscono il mosaico, completato nel finale da una cronologia delle vicende, appendice immancabile come la successione dei duchi, principi e re, i quali da Torino lanciarono spesso un messaggio che già suonava europeo, superando gli augusti confini di una città che ambisce a divenire presto metropoli.

PREMESSA

Mentre si apriva il terzo millennio, Torino, quasi ad un tratto, si scoprì "europea", nuova metropoli e ancora si stentava a trovare una definizione che la qualificasse. Non che prima europea non fosse - ché già sulla fine dell'Ottocento si era vista gratificare dell'appellativo di "piccola Parigi"- ma non ne aveva la coscienza. Stentava a riconoscersi sia nei commenti a volte esaltanti di visitatori illustri, sia nelle critiche, alcune delle quali, per altro, anche comprensibili.
I più critici verso la città furono sempre, fin dai tempi più lontani i torinesi stessi, portati per carattere a rimpiangere sempre qualcosa, considerandola perduta, a mugugnare, poco propensi ad aprirsi verso l'esterno, a dire di sé, a mostrare quanto di meglio la città può offrire a chi giunge da fuori.
Compiaciuto nel vedere arrivare turisti, magari per una normale visita alla prima capitale del Regno d'Italia, con soste d'obbligo al Palazzo Reale, al Museo Egizio, e al Museo del Cinema, il torinese si mostra ancora più soddisfatto quando i visitatori ripartono ed egli pare ritrovare, almeno in arte, la quiete di chi sempre è stato geloso.
Antica propensione a subire una sorta di turismo "mordi e fuggi", fin troppo veloce, nei confronti di una città esclusa dai tours dei visitatori e dei pellegrini. Il cambiamento è fenomeno recente e il torinese ne è quasi stupefatto: ora il turista si ferma anche qualche giorno e scopre con sorpresa una città che non si era immaginato: «Perchè non ci avete detto come fosse bella e ricca di cose da vedere?» è la frase più ricorrente fra gli ospiti.
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INDICE GENERALE

Premessa

Torino antica
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Nel segno di Roma
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Torino medievale
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La storia scritta con il sangue
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Torino regale
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Torino risorgimentale
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Torino moderna
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APPENDICE
Cronistoria di Torino
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Gli amministratoiri di Torino dal 1848 ai giorni nostri
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Bibliografia essenziale
Indice dei nomi



Renzo Rossotti

STORIA INSOLITA DI TORINO

editore NEWTON & COMPTON
edizione 2003
pagine 384
formato 12x22,5
rilegato con sovracoperta colori
tempo medio evasione ordine
ESAURITO

20.00 €
20.00 €

ISBN : 88-8289-743-5
EAN :

 
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