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Alcune proposte
LA STORIA DEL VINO IN CANAVESE
Dai Celti ai Romani, dai barbari ai Savoia...
tutti bevevano vini del Canavese
PRESENTAZIONE

Con vero piacere ho accolto l'invito dell'amico Federico Fiandro, Presidente dell'Ente Parchi del Canavese, per introdurre e presentare questa sua opera. Il Canavese è terra ricca di vini D.O.C. che raccontano la millenaria fatica dell'uomo per dominare la natura, realizzando terrazzamenti e strappando a colline e versanti montani quei preziosi lembi di terreno che così bene hanno saputo corrispondere con il loro divino nettare.
Proprio questa peculiarità ha indotto da tempo I'ATL del Canavese e Valli di Lanzo, in collaborazione con Regione Piemonte, Provincia di Torino e Consorzio Tutela Vini D.O.C. Caluso Carema Canavese, a puntare sulla promozione enologica di etichette che stanno ormai conquistando i mercati, pur mantenendo la loro caratteristica di prodotto artigianale, quindi di qualità, grazie alla professionalità e alla sapienza delle cantine.
Ecco dunque l'idea di creare gli itinerari denominati "Le strade del vino in Canavese", percorsi che guidano i turisti alla scoperta di angoli e aspetti culturali, paesaggistici ed enogastronomici; turisti che da oggi avranno uno strumento in più per conoscere, e quindi capire, la storia di una tradizione vitivinicola che con il trascorrere dei secoli è diventata un simbolo, un marchio di riconoscimento e di orgoglio per tutto il nostro territorio.
Un grazie sincero, perciò, a Federico Fiandro, che ha voluto dedicare il proprio tempo e la propria passione nella realizzazione di un'opera così preziosa.

Geninatti Chiolero Celestino Presidente dell'ATL del Canavese
La Storia del Vino in Canavese

Dove si affermò definitivamente fu nella Grecia classica; da qui giunse poi in Italia, in Francia, nella penisola Iberica e nei Balcani; oggi è diffusa in tutte le regioni temperate e subtropicali, esclusa l'Asia centrale.
Ma il vino che Omero decantava nel VII secolo avanti Cristo, asserendo che era "un balsamo, una divina bevanda" o che Plinio duemila anni fa consigliava come "utilissimo al corpo ed allo stomaco", aveva ben poco a che vedere con il vino come lo intendiamo noi, anzi molti lo troverebbero imbevibile: era denso, fortemente alcolico, a volte arricchito con miele o spezie, spesso aromatizzato con la resina delle conifere.
Ma i Romani ne andavano pazzi, al punto da sbeffeggiare i Celti delle colline prealpine e della Gallia che, apprese le tecniche dagli Etruschi, producevano vini leggeri e limpidi, aciduli e dissetanti. La polemica continuò per secoli: a Roma burocrati ed imperatori consumavano vino dolce annacquandolo nella coppa, mentre nella pianura Padana ed in Francia si continuava a lavorare in vigna ed in cantina per migliorare le tecniche di produzione. Il maggior merito dei Celti fu certamente l'introduzione della botte al posto dell'anfora, che consentiva la maturazione del vino ed il suo affinamento nel tempo.
Il Canavese e la Valle d'Aosta erano abitati dai Salassi, un popolo celtico noto per le miniere d'oro e per la sua resistenza alla romanizzazione, tanto da costituire una costante spina nel fianco per legionari, eserciti e burocrati. Perciò per secoli le valli della Dora Baltea e dell'Orco furono scarsamente considerate da agiografi e storici latini. L'unica "notizia" sulla qualità dei prodotti locali è anch'essa legata ad un episodio di guerra, quando il console Terenzio Varrone, vinta una battaglia, celebrò il trionfo saccheggiando le cantine dei Salassi. Almeno sappiamo che quei veterani erano dei buongustai!
La notizia sulla qualità dei vini locali viaggiò insieme alle legioni, tanto che alcuni imperatori, assaggiati gli squisiti vini del nord, compresero che occorreva favorire questa viticoltura. Primo fra tutti ad emanare leggi adeguate fu Elvio Pertinace, che nel 193 promosse e tutelò la coltivazione di Nebbiolo. Ma l'imperatore era originario di Neive, vicino ad Alba!
Con la caduta dell'Impero Romano, la viticoltura subì un lento ed inesorabile declino. Ai barbari eserciti interessava molto il consumo di vino ma praticamente nulla su come si produceva. La conoscenza delle tecniche di coltivazione rimase per fortuna patrimonio del mondo contadino. Grazie a loro ed alle abbazie, luoghi di conservazione della cultura antica, si salvarono le tradizioni enologiche.
Perlustrando gli atti notarili medioevali e frugando tra le righe degli archivi sabaudi, si scopre che intorno all'anno 1000 molti coltivano il vigneto sulle colline canavesane e tra le rocce dei contrafforti alpini.
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INDICE

Presentazione

1. La Storia del Vino in Canavese
Dai Celti ai Romani, dai barbari ai Savoia...
tutti bevevano vini del Canavese

2. Il Territorio e la Vite
Ampelografia canavesana
Valle della Dora Baltea
Alto Canavese
Il ciclo annuale del vigneto
La vigna e l'uomo: come cambiare il paesaggio

3. La Vendemmia

4. Dal mosto alla bottiglia...
Il vino bianco
Mosto e fermentazione
I costituenti del mosto
Fermentazione

5. La commercializzazione del Vino
Vendere bene e comprare meglio

6. Le D.O.C.
Carema
L'Erbaluce
Canavese bianco, rosso e...
La Storia del Vino in Canavese

7. Una lezione di assaggio
Nozioni di degustazione dei vini
La degustazione inizia sempre con l'esame visivo
L'odore del vino ha componenti di varia origine
L'esame gustativo, maggiormente complesso, è quello finale
Tecnica dell'assaggio

8. Enoteca Regionale di Roppolo

9. Le Cantine Sociali
Cantina Sociale Cooperativa della Serra
Cantina dei Produttori Nebbiolo di Carema
Cantina Sociale del Canavese
Cooperativa Produttori Erbaluce di Caluso

10. I Produttori
Consorzio per la Tutela e la Valorizzazione
dei Vini D.O.C. Caluso, Carema e Canavese
Istituto Professionale per l'Agricoltura "Carlo Ubertini"
Azienda Vitivinicola Renato Bianco
Azienda Vitivinicola Picco Giuseppe
Azienda Agricola CIECK di Falconieri e Bardesono
Azienda Vitivinicola Santa Clelia
Azienda Vitivinicola Gnavi Filiberto
Azienda Agricola dr. Corrado Gnavi e Figli
Azienda Agricola Giovanni Silva
Azienda Agricola Vitivinicola Orsolani
Azienda Vitivinicola Ferrando & C.
Azienda Agricola Cella Grande di Leo Enrietti
Novità tra le vigne
Cooperativa Agripromo Canavese
Società Viticoltori Borgofranco d'Ivrea

11. Ricette




Federico Fiandro

LA STORIA DEL VINO IN CANAVESE

editore GS EDITRICE
edizione 2003
pagine 126
formato 16,5x23
brossura
tempo medio evasione ordine
2 giorni

15.00 €
15.00 €

ISBN : 88-87374-80-5
EAN : 9788887374803

 
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