| ALLA TAVOLA DI VIRGINIA WOOLF Vita in casa di una scrittrice |
| "Sono convinto - scrive Leonard Woolf nella sua autobiografia - e lo dico sulla base della mia esperienza, che a lasciare i segni più profondi nella vita di una persona siano le diverse case in cui abita, più ancora di 'matrimonio, morte e separazione'." Per Virginia Woolf la casa fu essenzialmente studio e rifugio, ma anche accoglienza e ospitalità. Gli amici frequentavano la casa della scrittrice per il tè o per il pranzo con cadenza quasi quotidiana e Virginia, che disponeva di cuoca e domestica, ma all'occorrenza cucinava da sé (aveva preso anche lezioni di cucina), affermava che "non si può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non si è cenato bene". In questo libro il lettore troverà le ricette di parecchi dei piatti menzionati da Virginia Woolf nelle sue opere, dove scene di pranzi e di ricevimenti sono sovente centrali. Dal momento che compito di un romanziere, secondo la famosa scrittrice, è rivelare la vita attraverso le percezioni che nascono in noi dalle cose, anche in apparenza banali, di cui sono fatte le nostre esistenze. |
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