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VINTAGE SAILING YACHTS
Vele d'Epoca nel Mondo
- oltre 250 barche a vela che hanno fatto la storia dello Yachting raccontate da uno dei più noti saggisti navali

- un'opera unica per completezza d'informazioni e per ricchezza di materiale iconografico, con oltre 500 immagini a colori

- una nuova edizione del best seller sui più importanti scafi d'epoca presentati sia in navigazione sia nella bellezza dei loro interni

PREFAZIONE

Così scriveva Honoré de Balzac: "Esistono tre tipi di ideali di bellezza: una bella donna quando danza, un cavallo di razza al galoppo, un veliero a vele spiegate sottovento". Nulla di più vero in questa affermazione che equilibra armoniosamente il movimento, la grazia e un ideale sublime di bellezza!
La vela è la più antica avventura dell'uomo, una scuola di vita che da sempre lo ha accompagnato e che non smetterà mai di far parte del suo mondo di intendere la natura e la sfida.
I grandi velieri mercantili sono scomparsi dagli oceani con la tragedia del Pamir (1957), ma proprio in quello stesso periodo storico la Vela ebbe una clamorosa rivincita con la nascita della "Sail Training Association" che aveva tra i suoi scopi principali quello di propagandare la cultura marinara tra i giovani e cogliere le premesse per una maturazione umana all'ombra della vela. Le navi scuola, che avevano attraversato momenti difficili, tornarono più numerose di prima a solcare gli oceani e, sempre in quegli anni, nacquero le "Operation Sail", le "International Training Ship Races" e i "Festival Internazionali della Vela" con l'obiettivo di far incontrare le passioni comuni di armatori, skipper, cultori di un mondo che si stava ritrovando e riscoprendo.
L'architettura navale tornò ad essere valorizzata e capita e, come giustamente scrisse il mio caro amico Vittorio G. Rossi, "l'architettura di vele e cordami è ancora la più bella architettura che ci sia nel nostro barbarico tempo!" Lo Yachting non mancava di valorizzare e ridare lustro a tanti architetti ingiustamente trascurati e quasi dimenticati, portando linfa vitale con la trasformazione dell'attività di nuovi e vecchi cantieri.
Troppi yachts a vela carichi di storia sopravvivevano negletti e dispersi in cale anonime e deserte; senza scomodare i vari Fife, Nicholson, Alden, Herreshoff; Giles, Mylne, Shepherd, Rasmussen, Oertz, Hillyard, Cornu, Dervin, e restando in campo nazionale, un patrimonio enorme rappresentato dai progetti realizzati da Briasco, Oneto, Baglietto, Gotuzzo, Martinolich, Chiggiato, Costaguta rischiava di scomparire dopo che decine di barche bellissime si erano dissolte nel nulla. Si può tranquillamente affermare che, attorno agli anni Sessanta del Novecento, si riscopriva l'esigenza di conservare un'imbarcazione a vela perché figlia del proprio tempo, testimone di una certa cultura, di tradizioni consolidate, di progettisti, di stili di vita, non soltanto, dunque, per ostentazione di ricchezza o per un semplice fenomeno di costume o di moda. Con stupore e passione ci si innamorò di nuovo del garbo delle vecchie "signore" del mare e dei legni rari, dell'eleganza delle linee, dei valori di un tempo e, anche, della fatica quotidiana di godere di una non facile libertà sul mare.
Tutte le barche d'epoca hanno la stessa dignità! Non esistono in termini assoluti barche più belle o più brutte, ma soltanto, e qui va ricercata l'importanza di ogni imbarcazione, quelle più o meno fedeli al progetto originario. A quest'ultimo, non ci stancheremo mai di ribadire, occorre sempre far riferimento. In molte nazioni d'Europa, quindi, grazie a convinzioni ben radicate e consapevoli, si è andata formando una nuova mentalità: salvare quelle poche barche che, impropriamente, chiameremo d'Epoca.
In Italia, per citare qualche caso, nel 1982 nasce l'AIVE (Associazione Italiana Vele d'Epoca), con il preciso obiettivo di valorizzare e classificare scafi e armamenti anteriori al 1950, promuovere raduni, riportare alla luce storie e tradizioni legate alle imbarcazioni. Alla fine del 1998 si afferma l'ARIE (Associazione per il Recupero delle Imbarcazioni d'Epoca) con lo scopo di individuare e valorizzare gli scafi di valore storico. I risultati di queste iniziative non si sono fatti attendere: fioriscono i raduni di Vele d'Epoca con un numero sempre maggiore di partecipanti e un coinvolgimento di pubblico sempre più vasto e competente. Ricordiamo, per esempio, l'impegno della Città di Imperia con il Museo Navale Internazionale, percorso sacro della memoria, con il Monumento Mondiale al Navigante di Capo Horn, e i raduni biennali di Vele d'Epoca, quest'anno alla quattordicesima edizione. E gli esempi potrebbero continuare con Saint Tropez, Antibes, Cannes, Monaco, Palma di Maiorca, Porto Cervo, Antigua, Porto Santo Stefano, e più recentemente Gaeta, Napoli, Ajaccio, Viareggio e La Spezia.
Di fronte a questo imponente risveglio culturale, anche gli Stati, soprattutto attraverso normative di livello europeo, dovranno sviluppare il concetto fondamentale di valorizzare e defiscalizzare quelle imbarcazioni che hanno una storia alle spalle, quindi di aiutare gli armatori nella gestione e nel restauro, controllato da un apposito ente tecnico riconosciuto, di tutte quelle imbarcazioni che hanno fatto la storia delle marinerie nazionali. Qualche passo avanti è stato fatto con l'entrata in vigore dell'art. 7 della Legge 8 luglio 2003, n. 172, che considera le Barche d'Epoca "beni culturali"; ma in campo pratico il cammino è ancora lungo.
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INDICE GENERALE

Prefazione
Introduzioni

Barche d'Epoca

Barche da lavoro

Barche da salvare

Le Barche della Marina

Altre Barche si ritrovano

I Mostri Sacri

Note sui più conosciuti architetti navali

Le barche e i loro progettisti

Glossario

Dove si "curano" le Barche d'Epoca

Ringraziamenti

Bibliografia

Indice delle barche

 




Flavio Serafini

VINTAGE SAILING YACHTS

editore GRIBAUDO
edizione 2006
pagine 399
formato 26x31
cartonato con sovracoperta colori
tempo medio evasione ordine
5 giorni

59.00 €
40 €

ISBN : 88-7906-221-2
EAN : 9788879062213

 
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