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L'Associazione Immagine per il Piemonte arriva all'11° anno di attività
culturale collocandosi in un ambito ben preciso e definibile: la promozione
privata del patrimonio regionale operata con spirito volontaristico da
appassionati e professionisti di settore. Così giornalisti, storici
dell'arte, architetti, imprenditori, docenti e liberi professionisti hanno
deciso di dedicare ore, giorni, mesi del loro tempo libero per un "servizio"
di alta divulgazione a favore della collettività piemontese.
Il Piemonte ha fatto l'unità d'Italia anche perché possedeva
delle virtù: quelle del buon ufficiale come del disciplinato milite,
dell'integerrimo funzionario come dello scrupoloso travet, dell'esemplare
maestro come della rigorosa guardia municipale. Un carattere e un modo
di essere contraddistinti da onestà, competenza, rispettabilità,
decoro, senso del dovere intenso come servizio. Da questa esistenzialità
di fondo abbiamo attinto per trovare il giusto "taglio" dell'Associazione
Immagine per il Piemonte, il cui gruppo di fondatori firmava l'Atto costituitivo
e lo Statuto nello studio del notaio Agostino Revigliono, il 4 giugno
1992.
Dopo undici anni si può ben dire di aver fatto molta strada insieme:
per perseguire un fine edificante per se stessi, per creare un'opera che
giovi agli altri, a tutti. Abbiamo fatto ogni sforzo per farla durare
nel tempo, farla fiorire, produrre frutti, senza pensare ai, peraltro
via via giunti puntuali, riconoscimenti che potevano venire, né
ieri, né oggi, ma seguendo il concetto di cultura caro a Blaise
Pascal, che vedeva l'uomo come "una canna che pensa" e riteneva
inconcepibile l'uomo senza pensiero: "sarebbe una pietra o un bruto".
Viene da domandarsi realisticamente: siamo stati capiti?La risposta sta
nei fatti e nei numeri. Convegni, mostre, conferenze, premi, itinerari
regionali, nazionali e internazionali, visite guidate, pubblicazioni,
convivi hanno punteggiato e arricchito il carnet dei primi 130 mesi dell'Associazione
Immagine per il Piemonte, mentre dai dieci fondatori del '92 siamo arrivati
quasi a quota cinquecento associati del 2003, con altrettante centinaia
di amici e simpatizzanti.
La ricetta è sempre la stessa: lavorare per la rivalutazione della
Regione, con il "cuore" ispirato alle tradizioni del passato
e la "mente" proiettata verso la società multimediale
del Duemila. Sobrietà, inventiva, affidabilità sono le tre
parole-chiave del futuro del nostro sodalizio culturale, lanciato nel
suo terzo lustro con rinnovate forze e l'entusiasmo di sempre.
Giugno 2003, a Torino
Vittorio G. Cardinali
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L'oro bianco e
il suo mistero |
La straordinaria avventura del Principe Eugenio |
Don
Darmagi |
Quelli
di
via Monte |
La
magìa dei
Bamboccianti |
Scrigni
sipari
piume e
velette |
Volòire |
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