motore di ricerca
vai al carrello acquisti  
cataloghi novità - Piemonte - Monferrato - Asticataloghi editorischede autorinotizie - appuntamenti - personaggiservizio segnalazione novità
Atlante della Provincia di Asti
6 Edizioni FONDAZIONE CENTRO NAZIONALE DI STUDI ALFIERIANI - ALFIERI - Annali Alfieriani

Libri
Commedie
Epistolari
Tragedie postume
Scritti politici e morali
Traduzioni
Tragedie
Vita
Vari
Periodici
Annali alfieriani




home page


2005

Annali
Alfieriani
VIII

1999

Annali
Alfieriani

VII

1998

Annali
Alfieriani
VI

1994

Annali
Alfieriani

V

1985

Annali
Alfieriani
IV

1983

Annali
Alfieriani

III

pag. 140
form. 17x24
brossura
20.00 €


pag. 184
form. 17x24,5
brossura
20.00 €


pag. 212
form. 17x24,5
brossura
20.00 €


pag. 192
form. 17x24,5
brossura
20.00 €


pag. 276
form. 17x24,5
brossura
20.00 €


pag. 210
form. 17x24,5
brossura
20.00 €

6


Il primo numero della rivista pubblicata dal Centro Nazionale di Studi Alfieriani risale al 1942.
A prescindere dall’introduzione di Vincenzo Buronzo, relativa al Contenuto politico del programma d’azione del Centro (fondato con Regio decreto nel 1937), colpisce l’apertura a contributi relativi alla presenza di Alfieri nelle letterature straniere, con due saggi, di Parducci, sulle traduzioni spagnole delle tragedie, e di Rossi, sul rapporto di Alfieri con il Portogallo. Caretti anticipava le riflessioni su una “nuova edizione dell’Epistolario”, rifacendosi alle edizioni precedenti, dal Teza al Milanesi, al Mazzatinti, nella convinzione che una nuova edizione dovesse richiedere “una lettura spassionata e penetrante”. Seguiva una sezione riservata agli “Alfieriani”, con interventi di Cazzani (su Carducci e Alfieri), Ciravegna (su Bodoni e Caluso) e Barolo (sul Caluso e il cardinale Stefano Borgia). Chiudeva la Rassegna Alfieriana 1940 di Cazzani. (1)
Il secondo numero riproduceva una struttura sostanzialmente analoga, (2) mentre, introducendo il terzo, a circa quarant’anni di distanza, nel 1983, Luigi Firpo, allora presidente del Centro, annotava: “Sappiamo tutti che da allora molte cose sono accadute, nel mondo delle lettere e nella nostra tormentata storia civile, ma poiché neppure l’ombra ci può sfiorare di un sospetto di nostalgia, possiamo con sereno animo rivendicare la sola continuità che ci sta a cuore, che è quella degli studi”.
Diventa dominante l’intento di pubblicare “le relazioni scientifiche, i rendiconti critici e bibliografici, i reperti documentari, dando conto dell’Edizione Nazionale”. Secondo questo progetto, si succedono i contributi di Fabrizi sui rapporti fra Alfieri e Marino; Filippo Di Benedetto su piccoli inediti e osservazioni varie; Roberto Marchetti, all’epoca direttore del Centro, sul rinvenimento di nuovi manoscritti alfieriani; di Marco Sterpos su una nuova edizione delle rime di Alfieri; di Van Neck su alcune curiosità relative al Saul, comprese le traduzioni in lingua straniera della tragedia. Sempre Van Neck anticipa un filone moderno di ricerca, quello relativo all’iconografia alfieriana, con un saggio sui ritratti di Alfieri al Castello di Masino. Chiudono il volume una nuova rassegna bibliografica, relativa agli anni 1978-‘81, e una ricognizione degli eventi culturali dal 1943 (anno del secondo volume della rivista) all’ ‘83. (3)
Il quarto numero vede la luce nell’ ‘85 e pubblica alcune delle relazioni tenutesi nel corso delle Giornate di studio alfieriane di Torino, nel novembre 1980, con interventi di Lanfranco Caretti su due lettere alfieriane; Barberi Squarotti sulle Satire; Joly sulla possibile lettura psicanalitica del teatro alfieriano. Fabrizi procede, come nel numero precedente della rivista, in una lettura interstestuale relativa ai rapporti fra Alfieri e Montaigne, mentre Van Neck amplia la riflessione su temi iconografici, con un'indagine relativa ai due ritratti dei nonni materni, posseduti dal Museo Alfieriano, opera della Clementina, la pittrice Maria Giovanna Battista Bussana, sposata con Giuseppe Bartolomeo Clementi, considerata la migliore ritrattista attiva a Torino. (4)
A dieci anni di distanza, nel ‘95, esce il quinto volume. Segna una tappa importante nella vita del Centro: la prima sezione della rivista contiene contributi di carattere teorico, come quello di Mattioda relativo a una possibile periodizzazione delle teorie della tragedia in Italia, ma si articola soprattutto in una serie di contributi che toccano i diversi aspetti della produzione alfieriana, dalla scrittura diaristica (Arnaldo Di Benedetto) al teatro tragico (Niccolò Mineo), dalla satira (Sterpos) alla commedia (Gorret). Non mancano letture intertestuali, come quella di Camerino (su Alfieri e Virgilio) e letture critiche dei testi, da parte di Paola Trivero (sulla Maria Stuarda) e, in particolare, ancora, da parte di Camerino (sulla Virginia).Viene introdotta la sezione di Varietà, che raccoglie interventi di taglio e contenuto informativo, su ricerche in corso, particolari eventi ecc. (5)
Analoga struttura mantiene, a tre anni di distanza, nel ‘98, il sesto numero, che si organizza fra contributi di carattere metodologico come quelli di Beatrice Alfonzetti (sulla “tipologia dello scioglimento” nelle tragedie alfieriane) e di Guido Santato (con il “saggio d’un commento alle ‘Satire’”) e letture alfieriane: quella diCarla Forno, sulla Cleopatra, e quella di Paola Trivero, sulla Rosmunda. Si amplia la sezione di Varietà, a ospitare aggiornamenti, curiosità, cronologie del teatro alfieriano. (6)
Il settimo numero edito, a un anno di distanza, nel 1999, comprende due saggi di apertura, di Daniela Cutino, sulle “strategie dei personaggi nella ‘Mirra’”, e di Angelo Fabrizi, su Alfieri e Tasso. Rientra nello schema imposto alla rivista la successione di due letture critiche, dellaRosmunda, da parte di Stefano Jacomuzzi, e della Sofonisba, da parte di Cristina Barbolani. Sempre ricca di interventi la sezione di varietà. (7)
Il numero otto della rivista, edito nel 2005, accoglie gli atti del Convegno tenutosi presso l’Università di Padova, su Alfieri e Petrarca, nel novembre 2002, promosso dal Comitato Nazionale per le Celebrazioni Alfieriane. Gli studi, di Marziano Guglielminetti, Manlio Pastore Stocchi (vicepresidente dell’Ente Nazionale Francesco Petrarca), Giuseppe Velli, Carla Molinari, Guido Santato (coordinatore scientifico del convegno e curatore del volume) approfondiscono l’esame del rapporto con il grande modello petrarchesco, semprepresente ad Alfieri, e segnano un momento di incontro fra le Celebrazioni Alfieriane e quelle del settimo Centenario della nascita di Petrarca. (8)

1 – “Annali Alfieriani”, vol. I, Asti, Casa d’Alfieri, 1942, pp. 280.
2 – “Annali Alfieriani”, vol. II, Asti, Casa d’Alfieri, 1943, pp. 309.
3 – “Annali Alfieriani”, vol. III, Asti, Casa d’Alfieri, 1983, pp. 208.
4 – “Annali Alfieriani”, vol. IV, Asti, Casa d’Alfieri, 1985, pp. 274.
5 – “Annali Alfieriani”, vol. V, Asti, Casa d’Alfieri, 1994, pp. 189.
6 – “Annali Alfieriani”, vol.VI, Asti, Casa d’Alfieri, 1998, pp. 210.
7 – “Annali Alfieriani”, vol. VII, Asti, Casa d’Alfieri, 1999, pp. 182.
8 – “Annali Alfieriani”, vol. VIII, Asti, Casa d’Alfieri, 2005, pp. 137

©1999-2008 Tutti i diritti riservati
Via Brofferio, 80 14100 Asti - Piemonte - ITALY
Tel +39 0141594991 - Fax +39 02700415415 - Cell +39 3490876581 - Skype astilibri
Spedizioni corriere espresso in Italia e in tutto il mondo
Riceviamo in sede - sempre a vostra disposizione
P.IVA 01172300053 - Cod.Fisc. BSSVCN50C23B425R - REA AT-93224
info-book@astilibri.com