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Atlante della Provincia di Asti
6 Elio ARLERI
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Elio Arleri
Che cosa abbiano in comune la scienza farmacologica e la disciplina della storia, non è ancora dato a sapere, ma la ricerca di presunte affinità potrebbe essere oggetto di uno studio interessante che troverebbe proprio in Asti il suo punto d'avvio, essendo la città patria di due persone, una ormai diventata personaggio: Guglielmo Ventura ed un'altra ancora personalità, ma illustre nel campo degli studi umanistico-letterari: Elio Arleri; entrambe condividono la passione per i due campi apparentemente così inconciliabili.
Elio Arleri, dottore in farmacia, lo ricordano ancora in molti quando, da dietro al bancone della farmacia in piazza San Secondo, serviva i clienti consigliandoli quando il farmaco non necessitava di prescrizione medica, ma pochi lo conoscono, nella sua seconda personalità di ricercatore; eppure anche la storia della farmacia dove ha svolto la sua attività è stata oggetto delle sue ricerche che lo hanno condotto, quasi per un gioco del destino, ad incontrare un suo ideale antenato con il quale condivide attività ed hobby, Guglielmo Ventura appunto che fu speziale in Asti nel XIII secolo e che lasciò ai posteri un importantissimo documento in cui viene raccontata la vita di quegli antichi anni: "Le Cronache" ancora oggi oggetto di studio.
Ma le coincidenze non si fermano qui; sicuramente Guglielmo Ventura esercitava la sua attività di "speziale" in piazza San Secondo, lo si deduce dalla lettura dei suoi scritti, troppo precisi circa avvenimenti accaduti in tale piazza, e molto probabilmente la sua bottega fu proprio dove oggi sorge la farmacia in cui Arleri esercito la propria attività, un edificio considerato tra i più antichi della città e datato sicuramente XIII secolo.
Che dire poi se una delle opere maggiori compiute da Elio Arleri, in collaborazione con altri ricercatori, è proprio:
"Gli antichi cronisti astesi", nella quale la parte del protagonista spetta proprio allo "speziale" affiancato ad un quasi omonimo Secondino Ventura e un più tardo Ogerio Alfieri?

Elio Arleri ha conosciuto il fascino della storia agli inizi degli anni 70, quando con Gian Giacomo Fissore e Sergio Nebbia fu socio fondatore del Gruppo Ricerche Astigiane e da allora la sua firma è presente su riviste storiche di primaria importanza come il bollettino dell'Accademia degli Immobili che si occupa di storia delle provincie di Alessandria ed Asti, il Platano edito dagli Amici di Asti, in calce ad articoli di genere diverso ma sempre riguardanti la città natale e talvolta la sua attività come una breve storia della farmacologia pubblicata alcuni anni or sono.
Quando fu rettore del comitato Palio del rione di San Paolo, che nel 1975, dopo sette secoli, sotto la sua direzione conquistò nuovamente l'ambito drappo, per festeggiare l'avvenimento diede alle stampe una storia del borgo, ma tra le sue opere maggiori figura però, la traduzione del Codice Catenato, ovvero l'ordinamento legislativo del libero comune medioevale, anch'esso portato a termine con la collaborazione di altri studiosi. Oltre alla traduzione degli articoli l'opera propone anche un breve cenno di commento critico, non approfondito per non accavallarsi al lavoro di un altro gruppo di studiosi che ne devono curare l'edizione critica al momento non ancora pubblicata.
Questa sua passione però Elio Arleri non la tiene per sé, cerca anzi di divulgarla e per questo ha tenuto lezioni all'Utea, l'Università della terza età, ma soprattutto nelle scuole elementari convinto della necessità di instillare nei giovani la curiosità di scoprire le vicende di chi è stato prima, quali scelte ed azioni dei nostri antenati abbiano permesso al mondo di evolversi così com'è, condizione necessaria per diventarne a pieno titolo protagonisti.
Questo il passato, ma lo storico - farmacista qualche cosa di interessante lo nasconde ancora nel cassetto; spesso ha avuto modo di parlare di alcune monografie che già circolano quasi clandestinamente negli ambienti culturali in forma di fotocopia; essi riguarderebbero argomenti intorno ai passati giubilei ed ai pellegrinaggi in generale; seppure non vi si ancora niente di certo, non è da escludere che un giorno gli Astigiani recandosi in libreria possano trovarsi di fronte ad una nuova e gradita sorpresa riguardante la propria storia.
Elio Arleri non è infatti soltanto un ricercatore ma un uomo che ha vissuto la storia; con i genitori durante gli ultimi due anni di guerra è anche stato protagonista di una delle pagine più drammatiche della storia del secolo appena trascorso, e grazie all'aiuto della sua famiglia, nell'immane tragedia sono state sacrificate due vittime in meno.
Erano due Ebrei provenienti dalla Croazia doppiamente ricercati, perché, oltre ad essere colpiti dalle leggi razziali, erano anche cittadini di un paese contro cui l'Italia era ufficialmente in guerra, almeno per un primo tempo.
Grazie a questa azione coraggiosa le cui testimonianze sono raccolte nell'Istituto di Storia della Resistenza e della Società Contemporanea di Asti il nome Arleri figura nel museo dell'Olocausto a Tel Aviv.

a cura di
Domenico Bussi

 


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